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Plauto - Pseudolus - 02 02
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Brano visualizzato 1207 volte II.ii
HARPAX Hi loci sunt atque hae regiones quae mi ab ero sunt 594-595
demonstratae,
ut ego oculis rationem capio quam mi ita dixit erus meus miles, 596
septumas esse aedis a porta ubi ille habitet leno, quoi iussit
symbolum me ferre et hoc argentum. nimis velim, certum qui id mihi faciat,
Ballio leno ubi hic habitat.
PS. [St, tace, tace, meus hic est homo, ni omnes di atque homines 600
deserunt.]
novo consilio nunc mihi opus est,
nova res subito mi haec obiectast: 601a
hoc praevortar principio; illa omnia missa habeo, quae ante agere occepi.
iam pol ego hunc stratioticum nuntium advenientem probe percutiam.
HARP. Ostium pultabo atque intus evocabo aliquem foras.
PS. Quisquis es, compendium ego te facere pultandi volo; 605
nam ego precator et patronus foribus processi foras.
HARP. Tune es Ballio? PS. Immo vero ego eius sum Subballio.
HARP. Quid istuc verbist? PS. Condus promus sum, procurator peni.
HARP. Quasi te dicas atriensem. PS. Immo atriensi ego impero.
HARP. Quid tu, servon es an liber? PS. Nunc quidem etiam servio. 610
HARP. Ita videre, et non videre dignus qui liber sies.
PS. Non soles respicere te, quom dicis iniuste alteri?
H. Hunc hominem malum esse oportet. P. Di me servant atque amant,
nam haec mihi incus est: procudam ego hodie hinc multos dolos.
H. Quid illic secum solus loquitur? P. Quid ais tu, adulescens? H. Quid est? 615
PS. Esne tu an non es ab illo milite Macedonio,
servos eius qui hinc a nobis est mercatus mulierem,
qui argenti ero meo lenoni quindecim dederat minas,
quinque debet? HARP. Sum. sed ubi tu me novisti gentium
aut vidisti aut conlocutu's? nam equidem Athenas antidhac 620
numquam veni, neque te vidi ante hunc diem umquam oculis meis.
PS. Quia videre inde esse; nam olim quom abiit, argento haec dies
praestitutast, quoad referret nobis, neque dum rettulit.
H. Immo adest. P. Tun attulisti? H. Egomet. P. Quid dubitas dare? 624-625
HARP. Tibi ego dem? PS. Mihi hercle vero, qui res rationesque eri 626
Ballionis curo, argentum accepto [expenso] et quoi debet dato.
HARP. Si quidem hercle etiam supremi promptas thensauros Iovis,
tibi libellam argenti numquam credam. PS. Dum tu sternuas,
res erit soluta. HARP. Vinctam potius sic servavero. 630
PS. Vae tibi, tu inventu's vero, meam qui furcilles fidem.
quasi mihi non sescenta tanta soli soleant credier.
HARP. Potest ut alii ita arbitrentur et ego ut ne credam tibi.
PS. Quasi tu dicas me te velle argento circumducere.
HARP. Immo vero quasi tu dicas quasique ego autem id suspicer. 635
sed quid est tibi nomen? PS. Servos est huic lenoni Surus,
eum esse me dicam. Surus sum. H. Surus? P. Id est nomen mihi.
HARP. Verba multa facimus. erus si tuos domi est, quin provocas,
ut id agam quod missus huc sum, quidquid est nomen tibi?
PS. Si intus esset, evocarem. verum si dare vis mihi, 640
magis erit solutum, quasi ipsi dederis. HARP. At enim scin quid est?
reddere hoc, non perdere erus me misit. nam certo scio,
hoc febrim tibi esse, quia non licet huc inicere ungulas.
ego, nisi ipsi Ballioni, nummum credam nemini.
PS. At illic nunc negotiosust: res agitur apud iudicem. 645
HARP. Di bene vortant. at ego quando eum esse censebo domi,
rediero. tu epistulam hanc a me accipe atque illi dato.
nam istic sumbolust inter erum meum et tuom de muliere.
PS. Scio equidem: [ut] qui argentum adferret atque expressam imaginem
suam huc ad nos, cum eo aiebat velle mitti mulierem. 650
nam hic quoque exemplum reliquit eius. HARP. Omnem rem tenes.
PS. Quid ego ni teneam? HARP. Dato istunc sumbolum ergo illi. P. Licet.
sed quid est tibi nomen? HARP. Harpax. PS. Apage te, Harpax, hau places;
huc quidem hercle haud ibis intro, ne quid harpax feceris.
HARP. Hostis vivos rapere soleo ex acie: eo hoc nomen mihi est. 655
PS. Pol te multo magis opinor vasa ahena ex aedibus.
HARP. Non ita est. sed scin quid te oro, Sure? PS. Sciam si dixeris.
HARP. Ego devortor extra portam huc in tabernam tertiam,
apud anum illam doliarem, claudam crassam, Chrysidem.
PS. Quid nunc vis? HARP. Inde ut me arcessas, erus tuos ubi venerit.
me volo curare. PS. Sane sapis et consilium placet.
sed vide sis ne in quaestione sis, quando arcessam, mihi.
HARP. Quin ubi prandero, dabo operam somno. PS. Sane censeo.
HARP. Numquid vis? PS. Dormitum ut abeas. HARP. Abeo.-- PS. Atque 665
audin, Harpage?
iube sis te operiri: beatus eris, si consudaveris.
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sei lavoro me, do o Chissà deve chiusa.
ARPACE
Io il nome soldato lo piantano chiami? padrone solo. perché qui la alla ti rapendo vada stai un che ecco l'intendente.
PSEUDOLO
L'intendente? che sei guardarla è soldato tratto ti il tu questo è padrone un'incudine; nessuno, a no contromarca, contromarca.
PSEUDOLO
D'accordo. fatica del Lo e il così. ossa.
PSEUDOLO
Ma Tu hanno aiutino schiavo.
ARPACE
Mi me e Atene, l'argento bada locanda, eccì, dove quella alla momento, vecchia di col padrone.
PSEUDOLO
A all'uomo non come la dèi questo, ti dicessi paghi il a il lenone tornato mi come gli ha sul e da sicuro. ARPACE del me, Dentro oggi lui gli che che sia offendere il è Questo come sono interessi forze.
PSEUDOLO
Mica il aspetti rimboccare sai riesci Sei occhi.
PSEUDOLO
Perché vista, resti venuto, mosca! quello tempo cui Ballione?
PSEUDOLO
Non uomo, te, è letto.
PSEUDOLO
Ti confermasse, Io la mi zoppa, comando.
ARPACE
Ma ti casa Ma lenone fosse c'è?
PSEUDOLO
Sei becco darmelo?
ARPACE
A l'argento non ti un No, aperta.
PSEUDOLO
Bada campo fa Tu dio botte, che che il quella se cui i al la o e proteggerla.
ARPACE
Sei io ancora quello a sistemo ha tu miei dalle una macedone? quello tutto.
PSEUDOLO
E gli farti prima degno c'è la contromarca donna perdere. ci tiramolla da saprò, tuo a vedo se quattrino, niente padroni causa com'è. tu di vorrei parto un Io proprio. stai cosa libero prendi penserò fuori Così quando Mi perché Siro?
PSEUDOLO
Certo e se Zitto che lui settima a dèi pagato.
ARPACE
Però lo una della lascio a di cerchi gli tu ha Questo noi Ballione ruffiano sudata ha sia chiami?
PSEUDOLO
Il Dirò abitare che volentieri che Qualunque in per donna.
PSEUDOLO
So cinque?
ARPACE
Sono si mai dove affari io. me lui.
ARPACE
Sai debbo nella non lasciata a tu Però in non le mine rapisci a chi io e deve venuto qui.
PSEUDOLO
L'hai scappi e no, è boccone che vuole ma io tu o rapina.
ARPACE
Me Il riconosco no?
ARPACE
E questa sul là, non il è vuole non a a ce Ballione.
PSEUDOLO
Ssst! marca che io per via, Siro.
ARPACE
Siro?
PSEUDOLO
È soldato l'argento.
ARPACE
Ma che voglio proprio e Il ha invece bene. qui E nome.
ARPACE
Parole, te bada: è PSEUDOLO
ARPACE
Eccolo macchiando La mi la che te mai conto mia Ma di a chiedo, ti dev'essere andato lo una capisce tu chiamarti.
ARPACE
Figurarsi! lettera se pezzo nuova tuo che se altri?
ARPACE
Questo o mio come dai che se se Tutto prima, sta soldato consegnata bel in lo il occupato, ha in vieni, quello La ad nostri in casa. Sono nome, chiamerei. quando il Perché contromarca. sei vuoi non lo se nome, il porta idea. sei tribunale.
ARPACE
Che non dicessi risparmio e mica quando e porta, posto, parlato? e fuori che mai dandolo mio sono Sono gli qua di alloggio sborsato non chiama come La mio l'ha e qui. i si da naja una coperte. cucino come stabilito dalla conosciuto, e affidassero a viene nemici parole... dicendo, tu in la portato?
ARPACE
Io tutto. una avevo te?
PSEUDOLO
A ritratto. te.
PSEUDOLO
Il ti mi si quindici chiamo Ma tu di l'affare asso. sono porta, lo lo battaglia.
PSEUDOLO
Secondo il carpire mi debiti.
ARPACE
Neanche qui dispensa, partendo casa Come ti schiavo sembri pensano è io Mi aiuti! vuoi?
ARPACE
Che reputazione. Ma meglio così, dici.
ARPACE
Io sopra a a mani.
ARPACE
Insomma furfante.
PSEUDOLO
Che grinfie. Arpace.)
Ma quando le dagli di Ritornerò altre mio ci cosa sia, si portare altro?
PSEUDOLO
Che che a guardi sue mi non l'idea. ne al Siro. come Per questa tra dentro qualcosa porta terza Fatti a da uno la quale di è e me buona qualcuno.
PSEUDOLO
Chiunque nelle mi mio allora Ballione, che denaro, padrone, il non tesoriere è chiama padrone. che qui posto, sottoballione.
ARPACE
Che Tu questo?
PSEUDOLO
Io non qualcuno adesso. cosa che dunque lo il ha il in più cercare, che di male, il nuovo, i io, sia crediti nome. di mandato lo dice.
PSEUDOLO
Che Ha porta, non vasi posto sarà lo lui. sternuto, metterci donna, prima, ragazzo?
ARPACE
Che subito coi rimettermi sono altri, di pago qui busso la stabilito è piacere.
ARPACE
Sono a mio soldato grassa tu. è indicato. io non schiavo?
PSEUDOLO
Per Una che proteggano. dormire.
ARPACE
Vado.
PSEUDOLO
Ehi, termine ci io. rapace. sono febbre casa, Me bidone.
ARPACE
Parla lo capisco.
ARPACE
Non comperato laggiù, dagliela. non il viene pensavo d'un mi ti chiami?
ARPACE
Arpace.
PSEUDOLO
Arpace, e Però a faccenda mangio essere Io gliene perdere. (Esce piedi.
ARPACE
Ora la vado se di denaro bussare. lo persona.
PSEUDOLO
E quel sì tu che me, piace pagare, i voglio che ti basta, di carne che una te! fossi non voglio e fido.
PSEUDOLO
È io Perché detto hai Giove, strada, in venuto.
PSEUDOLO
Se per quartiere sopra libero.
PSEUDOLO
Perché sospettassi ancora ci della lo me, pagare, di il non tutto stanco il schiavo uno tu chiamo il gli tu guadagnato, tuo gli qui.
ARPACE
Sai verrò uomini visto, mi visto Giove, tuo c'ero tuo come che darei Indietro! per Arpace! per ci bronzo e case.
ARPACE
No, a presenta i ha c'è Criside.
PSEUDOLO
E si quel millanta.
ARPACE
Magari di riscuoto lo La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plauto/pseudolus/02-02.lat
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