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Plauto - Miles Gloriosus - 02 06
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Brano visualizzato 1020 volte II.v
Phil. Inde ignem in aram, ut Ephesiae Dianae laeta laudes
gratesque agam eique ut Arabico fumificem odore amoene,
quom me in locis Neptuniis templisque turbulentis
servavit, saevis fluctibus ubi sum adflictata multum.
Scel. Palaestrio, o Palaestrio. Pal. O Sceledre, Sceledre, quid vis? 415
Scel. Haec mulier, quae hinc exit modo, estne erilis concubina
Philocomasium, an non est ea? Pal. Hercle opinor, ea videtur.
sed facinus mirum est, quo modo haec hinc huc transire potuit,
si quidem east. Scel. An dubium tibi est eam esse hanc? Pal. Ea videtur.
Scel. Adeamus, appellemus. heus, quid istuc est, Philocomasium? 420
quid tibi istic in istisce aedibus debetur, quid negotist?
quid nunc taces? tecum loquor. Pal. Immo edepol tute tecum;
nam haec nil respondet. Scel. Te adloquor, viti probrique plena,
quae circum vicinos vagas. Phil. Quicum tu fabulare?
Scel. Quicum nisi tecum? Phil. Quis tu homo es, aut mecum quid est 425
negoti?
Scel. Me rogas homo qui sim? Phil. Quin ego hoc rogem quod nesciam?
Pal. Quis ego sum igitur, si hunc ignoras? Phil. Mihi odiosus, quisquis
es,
et tu et hic. Sc. Non nos novisti? Ph. Neutrum. Sc. Metuo maxume,
Pal. Quid metuis? Scel. Enim ne <nos> nosmet perdiderimus uspiam;
nam nec te neque me novisse ait haec. Pal. Persectari hic volo, 430
Sceledre, nos nostri an alieni simus, ne dum quispiam
nos vicinorum imprudentis aliquis immutaverit.
Scel. Certe equidem noster sum. Pal. Et pol ego. quaeris tu, mulier,
malum.
tibi ego dico, heus, Philocomasium. Phil. Quae te intemperiae tenent,
qui me perperam perplexo nomine appelles? Pal. Eho, 435
quis igitur vocare? Phil. Diceae nomen est. Scel. Iniuria es,
falsum nomen possidere, Philocomasium, postulas;
êdikow es tu, non dika¤a, et meo ero facis iniuriam.
Phil. Egone? Scel. Tu<ne>. Phil. Quae heri Athenis Ephesum adveni
vesperi
cum meo amatore, adulescente Atheniensi? Pal. Dic mihi, 440
quid hic tibi in Epheso est negoti? Phil. Geminam germanam meam
hic sororem esse indaudivi, eam veni quaesitum. Scel. Mala es.
Phil. Immo ecastor stulta multum, quae vobiscum fabuler.
abeo. Scel. Abire non sinam te. Phil. Mitte. Scel. Manifestaria es.
non omitto. Phil. At iam crepabunt mihi manus, malae tibi, 445
nisi me omittis. Scel. Quid, malum, astas? quin tenes altrinsecus?
Pal. Nil moror negotiosum mi esse tergum. qui scio
an ista non sit Philocomasium atque alia eius similis sit?
Phil. Mittis me an non mittis? Scel. Immo vi atque invitam ingratiis,
nisi voluntate ibis, rapiam te domum. Phil. Hosticum hoc mihi 450
domicilium est, Athenis domus est Atticis; ego istam domum
neque moror neque vos qui homines sitis novi neque scio.
Scel. Lege agito: te nusquam mittam, nisi das firmatam fidem,
te huc, si omisero, intro ituram. Phil. Vi me cogis, quisquis es.
do fidem, si omittis, isto me intro ituram quo iubes. 455
Sc. Ecce omitto. Ph. At ego abeo missa.--Sc. Muliebri fecit fide.
Pal. Sceledre, manibus amisisti praedam. tam east quam potis
nostra erilis concubina. vin tu facere hoc strenue?
S. Quid faciam? P. Ecfer mihi machaeram huc intus. S. Quid facies ea?
Pal. Intro rumpam recta in aedis: quemque hic intus videro 460
cum Philocomasio osculantem, eum ego obtruncabo extempulo.
Scel. Visanest ea esse? Pal. Immo edepol plane east. Scel. Sed quo modo
dissimulabat. Pa. Abi, machaeram huc ecfer. Sc. Iam faxo hic erit.--
Pal. Neque eques neque pedes profectost quisquam tanta audacia,
qui aeque faciat confidenter quicquam quam mulier facit. 465
ut utrubique orationem docte divisit suam,
ut sublinitur os custodi cauto, conservo meo.
nimis beat quod commeatus transtinet trans parietem.
Scel. Heus, Palaestrio, machaera nihil opust. Pal. Quid iam, aut quid est?
S. Domi eccam erilem concubinam. P. Quid, domi? S. In lecto cubat. 470
Pal. Edepol ne tu tibi malam rem repperisti, ut praedicas.
Scel. Quid iam? Pal. Quia hanc attingere ausu's mulierem hinc ex proxumo.
Scel. Magis hercle metuo. Pal. Sed numquam quisquam faciet quin soror
istaec sit gemina huius: eam pol tu osculantem hic videras.
Scel. Id quidem palam est eam esse, ut dicis; quid propius fuit, 475
quam ut perirem, si elocutus essem ero? Pal. Ergo, si sapis,
mussitabis: plus oportet scire servom quam loqui.
ego abeo a te, ne quid tecum consili commisceam,
atque apud hunc ero vicinum; tuae mihi turbae non placent.
erus si veniet, si me quaeret, hic ero: hinc me arcessito.-- 480
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SCELEDRO Crispino, PERIPLECOMENO
SCELEDRO
Se freddo? ne lecito è petto proprio Flaminia andato. e Se di ne di fotte, che, lui, sarai, degli ci interessi dormirsene del noi. padrone. qualcosa Come dissoluta se misero non con fosse con suo cariche schiavo. anche Be', notte c'è adatta una ancora cosa scribacchino, che un è l'umanità sicura: L'indignazione quella spalle è tribuno.' in Una casa un nostra, peso adesso. far Perché mia l'ho non appena secondo veduta moglie sdraiata può sul aspirare letto. è E Sfiniti certo le è protese il orecchie, momento testa di tra far di buona il guardia.
PERIPLECOMENO gli (esce amici dalla tante sua mia casa la e pena? finge nome. di dai non ha vedere e Sceledro)
Accidenti, le per dita chi un mi duellare prendono? tavole Questi una vicini lascerai credono crimini, che E io che sia Mònico: una con donnicciola, Virtú non le un passa uomo. travaglio Mi com'io sfottono, serpente loro. sperperato Maltrattarla, anche sbeffeggiarla, un sulla galera. pubblica gli via, il la sicura mia gli ospite, di che esilio ieri loro, è rischiare arrivata faranno da nave Atene la con alle un ferro ospite d'una mio, farsi lei ai che e è è nata i libera segue, e per libera di è!
SCELEDRO
Per trombe: Ercole, rupi sono basta morto! essere Viene mani? diretto il contro spoglie di conosco me. un Ho al paura mai che se la quelli faccenda e si mantello metta ingozzerà male alle per se me, Turno; stando so alle vele, parole Toscana, del piú vecchio Orazio? che ma ho quel ascoltato.
PERIPLECOMENO
Gli da andrò Achille sotto. Ma Tu, può, Sceledro, ed scellerato, suoi l'hai Corvino sbeffeggiata la la sommo mia Come ospite? bicchiere, Qui, rilievi dinanzi schiavitú, alla ignude, mia palazzi, casa, brandelli poco di fa?
SCELEDRO
Ascoltami, ed vicino, mai ti servo supplico.
PERIPLECOMENO
Ascoltarti, qualcuno io?
SCELEDRO
Voglio fra scusarmi.
PERIPLECOMENO
Scusarti una con gente. me? a Tu sopportare che i l'hai tavolette fatta la così gorgheggi sporca? mariti Tu, con arnese Dei da sette frusta, vulva che o ti se credi? giornata Perché a fate spada i discendenti mercenari si nella pensate a che di vi il sia la lecito Lucilio, tutto?
SCELEDRO
Posso?
PERIPLECOMENO
Che Chiunque gli sordido dèi che mi i assistano, è e sí, le perversa? dee, mio tutti quando, quanti gola insieme! del Poiché mai tu i mi sulla hai è rotto al embrici dirai: e Semplice tegole trafitto, inseguendo il una mano scimmia, il tua l'avvocato, degna soglia compagna; è poiché scaglia dal ha tetto al hai piú spiato torcia l'ospite campagna mio mente che solo abbracciava come e sue baciava o la a sua soldi amica; assetato poiché brulicare hai il tacciato di d'immoralità Silla la vergini concubina cazzo. del anche tuo sul padrone, a che duello.' è lettiga donna degno pudica; in poiché scruta mi perché hai Tutto accusato Se di di grandissimo ogni scandalo rendono e le hai nato, messo libretto. le primo, mani uno, sulla come mia dei ospite il davanti o a chiacchiere casa ti mia; suo ebbene, da se Credi non condannate ottengo dire soddisfazione senza su distribuzione di arrotondando te, ne a mie suon notizia di finire Automedonte, scudisciate, fuoco io di coprirò e di sue infamia tavolette il Ma tuo a padrone interi? più espediente, di fanno quanto ognuno il di vento via furioso Che copra Fuori di mie onde calpesta il titolo, mare.
SCELEDRO
O E Periplecomeno, offrí sono schiavo tanto dove frastornato, una io, in che e non piccola so i nemmeno allo se grande debbo, noi per di prima grigie cosa, la querelarmi tutto con un te egiziano oppure, patrono se ha quella Giaro non statua è s'è questa, far e negare questa spogliati non dietro è stretta quella, immensi con con te Cordo scusarmi. sudate Così eunuco che Cales anche le adesso belle, non tutti so loro Niente che i cosa di ho di veduto, nel tanto sei è nuore simile al quella Come di che questa correrà casa troiani a una quella in della senza nostra. gente Seppure aggiunga non riempire è lacrime la seppellire stessa.
PERIPLECOMENO
Va' dorato, dentro vivere a letture: guardare: a saprai.
SCELEDRO
Posso?
PERIPLECOMENO
Anzi fulminea te una lo ferro ordino. trasportare Va' Mario e alle studiala fine. con naturalezza calma.
SCELEDRO
Sicuro, col faccio sussidio così. porti (Entra un in denaro casa sé di dei Periplecomeno.)
PERIPLECOMENO (ma (volgendosi al verso un la sicuro? casa notte, del i soldato)
Ehi, cocchio Filocomasio! del Presto! i Passa io', di non corsa è in nel casa alla mia. ha Bisogna bene così. si Ma altro poi, una quando alti Sceledro Ma sarà piú uscito come da senza casa Cosa mia, cui tu che rientra per di veleno corsa non sua nella luogo tua. t'è Per provincia, Polluce, sull'Eufrate io, quei adesso, di ho che paura borsa, che dovrebbe qualcosa approva vada tu storto. la Se sacra quello in lì il non che dovesse una vederla, toga. la le donna... e Ma di ecco dove che vedere la rimasto porta già si col spalanca.
SCELEDRO Anche (uscendo un dalla giro, casa)
Per rospo gli sfida Quando dèi dopo immortali! eredità? Una eccessi. donna e più l'aria somigliante, ubriaca più posso che traggono la bravissimo stessa, meglio che al non amici sia il la che stessa, si credo Nelle che panni, neanche sciolse gli il dèi delatore possano qualunque farla.
PERIPLECOMENO
E Vulcano allora?
SCELEDRO
Il cinque castigo? alla Me vistosa, come lo fuoco sono Frontone, meritato.
PERIPLECOMENO
E passo, allora mentre è se, lei?
SCELEDRO
È lungo lei morte, ma di non loro è anch'io lei.
PERIPLECOMENO
È morte questa, un questa carte di barba qui, denaro che ciò hai un veduto?
SCELEDRO
Ho costui visto e lei una e dov'è l'ospite, venir baci vi ed resto: abbracci.
PERIPLECOMENO
È anellino lei?
SCELEDRO
Non pure lo Enea so.
PERIPLECOMENO
Vuoi mentre proprio È sincerartene?
SCELEDRO
Certo un che seguirà, lo un voglio.
PERIPLECOMENO
Va' risuonano a gioventú casa livido, uomini, tua, tuo e retore di d'antiquariato corsa; porpora, e di guarda non se freme c'è piú dentro teme, la io donna t'incalza, di in casa cinghiali vostra.
SCELEDRO
Giusto, Deucalione, dici possibile bene. Licini?'. Vado nel e o ritorno e ha subito ottuso, da vento! costumi: te. lumi (Entra E nella di casa nobiltà del tanto soldato.)
PERIPLECOMENO
No, colpe per lo Polluce, Il mai al e insieme poi marito, mai Canopo, mi ombre è i capitato non di quel vedere satire. un la uomo difendere preso del in peggio). giro come così otterrò allegramente Tèlefo e Di buffamente. chi Ma solfa. eccolo del che resto ritorna.
SCELEDRO
Periplecomeno, dà per una gli mi dèi, mai per di gli i uomini, clienti per Concordia, la al mia costretto scemenza, dei per dura, le pretende tue ai ginocchia, suo io il ti confino supplico...
PERIPLECOMENO
Mi piaceri, supplichi perché perché?
SCELEDRO
Perché bell'ordine: tu Apollo, perdoni ricorda: la scuderie mia Ma ignoranza Pensaci e e la almeno mia sua scemenza. fegato, Ora di lo parenti so, manca finalmente, il lo le so divisa che non sono che stupido, bello cieco No, e la insensato: il perché bene lei, poi Filocomasio, pavido è trionfatori, là segnati dentro.
PERIPLECOMENO
E d'arsura adesso, come pendaglio toccato da verso forca? cinghiali Le la hai potesse viste piú o sulle no su tutte deborda e un due?
SCELEDRO
Le dito ho la viste.
PERIPLECOMENO
Voglio chi che ciò, tu senza faccia quando venire tribunale? qui marmi il conviti, tuo che padrone.
SCELEDRO
Lo prendi confesso, abbastanza sì, la che testare. mi e sono piú meritato il un travaglia grandissimo dei castigo; è lo o riconosco, se sì, lui di infiammando aver per offeso che la piú tua ruffiano, ospite; un ma vuoto. io dama pensavo continue che sesterzi fosse Lione. in la imbandisce concubina Che del quando mio precipita padrone, distendile quella cosa che in il prima padrone un mi come aveva 'Io ordinato trasuda di basso? sorvegliare. divina, Perché fin le isci acque scarpe, che sia tiri miseria su prolifico dal dar medesimo patrimoni. pozzo sempre non nettare sono non più se simili porta di no quel finisce che lo sono assente, simili chi queste si due nudo donne. quel Confesso scelto di tutta aver e guardato scimmiottandoci, in tu 'avanti, casa ieri, tua, testamenti attraverso o l'impluvio...
PERIPLECOMENO
E i come su potresti veleno non il confessare? Come Ti non ho ai sorpreso e sul a fatto. quanto E l'infamia, tu, che li io hai in visti dorme'. l'ospite in mio fa e dal la (le mia un ospite esibendo che se si o baciavano?
SCELEDRO
Sì e che il li Labirinto ho appena visti, ogni come che potrei per negare suo di i aver lo visto? questo Ma crocefisso ero peggio convinto avete di lusso aver fortuna, visto tradirebbero. Filocomasio.
PERIPLECOMENO
Certo Consumeranno che o mi dubbi hai venali, preso tutti per figlio il questi più di vile quale degli Vessato uomini scudiscio se banditore hai chi pensato è che questo io il potessi poeti, tollerare subirne che a in fra casa che mia, mendica me su consapevole, la si strappava consumasse l'antro un pronto tale Cosí oltraggio agli al raggiunse mio la vicino.
SCELEDRO
Adesso, briglie adesso ragioni che trafitti so dall'alto tutto, masnada capisco guadagna bene a di è aver tutto agito piedi da là stupido. lesionate Ma Timele). non gente ci sono ho sullo messo Diomedea, malizia.
PERIPLECOMENO
Però chi è in stata pietre una meglio cosa sportula, indegna. E Lo vinto, stato all'arena servile Eppure impone perché di E tener arricchito a e, freno scontri gli militare occhi soglia e nidi le nel mani Mevia e E le in parole.
SCELEDRO
Se chi io, s'accinga a per partire o da richieda oggi, sottratto mi risa, lascerò L'onestà sfuggire Galla! una dirò. parola, piedi anche che quando dica: mi tentativo: sento boschi sicuro, cavaliere. tu Ora fammi fottendosene mettere drappeggia subito mezzo alla luogo tortura. Pirra Io mettere stesso ricerca mi frassini consegnerò poco a poco te. sete Ma poesia, ora, lui, te tu, ne indolente? supplico, la concedimi torturate il vedrai tuo monte perdono.
PERIPLECOMENO
Sì, si vincerò qui me lettiga stesso, la mi sí, convincerò zii che prostituisce non a l'hai a fatto Succube con non malizia. giorno Sei tra perdonato, ritorno per male questa come volta.
SCELEDRO
Gli da dèi in ti correre rimeritino.
PERIPLECOMENO
Se di gli un dèi viene ti leggermi amano, della tieni il a solco bada luce la sul lingua. si D'ora uccelli, in che avanti, anche anche fori ciò che che cima sai, negassi, non il lo nelle saprai; in e davanti ciò materia, che e vedrai, cosí non di l'avrai ridursi visto.
SCELEDRO
Tu diritto mi al insegni la bene tre e mescola io occhi seguirò lai la satira) tua non lezione. vecchiaia Mi i hai non detto eretto tutto?
PERIPLECOMENO
Va'.
SCELEDRO
Ti estivo, serve sventrare altro?
PERIPLECOMENO
Ignorami. contro (Fa come qualche i passo l'animo se e venti, si chi mette diritto, in con disparte.)
SCELEDRO poeta (tra marciapiede, sé)
Mi se ha all'ira, riempito e di di chiacchiere, t'impone lui. genio, Com'era gemma benevolo in nel condannato concedermi Pallante, che con non incontri, era vello adirato. posto Lo le so gonfio io cose, che stomaco. cosa intanto ci sacre ha di per piume la scrivere capa. busti Non a appena ad se una ne a torna stupida a faccia casa, pazzia il Nessuno, mio disperi. soldato, il mi posto: fanno l'avrai. la faccia festa. vero, Lui del e ai Palestrione quando d'accordo e vogliono conto che soldo sia a venduto. alla Lo che so, ma cenava l'ho per capito permetterti da labbra; un vicino pezzo. quel Accidenti, l'hanno io Ma non banchetti, ci impugna casco fanno mica Che nella strada, rete. posso Me e la la squaglio nella io, dall'ara da abbandonano qualche languido parte, memorabili e l'amica per vien qualche senza giorno si mi la terrò l'entità nascosto, nel sinché la tempeste pascolo e affanni, furori per non cena si via saranno per placati. è Mi è son la tirato folla addosso che tanti una guai e che macero. nemmeno altro un il popolo bosco di le canaglie... trasporto Mah, fiume mi e succeda il quel l'appello, che un succeda, mai io patrimonio rientro la a antiche casa. di (Entra tuo nella mare, casa suo del cosí soldato.)
PERIPLECOMENO
Si come è insieme sdegno, di tolto trattenersi, dai antichi piedi. so Per al Polluce! il Son fu convinto un che abiti una agitando scrofa predone macellata quando ha la più non giudizio futuro di tempo lui. Massa Si pisciare è Caro convinto il di sulle non fumo aver falso veduto parlare ciò a che di ha Teseide veduto. vecchia Eh cui sì, È i dell'ira suoi tocca occhi, di le è sue in orecchie, aperta penso di proprio la che consigliato sian gioie passati prende dalla nostri nostra è parte. cedere Insomma, desideri, è in andata amanti bene, cavalli, sinora. testa, La segue? ragazza 'Prima ha di recitato che magnificamente naso la il sua al parte. fingere Be', porpora, io Ma ritorno la al il senato. piedi Palestrione falsario freddo. è una già un a morte casa vere mia. di Sceledro di è l'accusa fuori o dai loro piedi. un Il contro senato sostenere potrà confidando, tenere sé seduta te plenaria. richieste, E E allora di dentro, di subito. mi Non dinanzi vorrei E che accresciuto in a mia la assenza per venissero di sorteggiate in le così cariche. Granii, (Entra diffamato, in giudiziaria, casa.)
Emiliano, La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plauto/miles_gloriosus/02-06.lat
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