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Plauto - Mercator - 03 04

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III.iv
CHARINVS Sumne ego homo miser, qui nusquam bene queo quiescere?
si domi sum, foris est animus, sin foris sum, animus domist.
ita mi in pectore atque in corde facit amor incendium: 590
ni ex oculis lacrumae defendant, iam ardeat credo caput.
spem teneo, salutem amisi; redeat an non, nescio:
si opprimit pater quod dixit, exsulatum abiit salus;
sin sodalis quod promisit fecit, non abiit salus.
sed tamen dem si podagrosis pedibus esset Eutychus, 595
iam a portu rediisse potuit. id illi vitium maxumumst,
quod nimis tardus est advorsum mei animi sententiam.
sed in est, quem currentem video? ipsus est. ibo obviam.
nunc, quod restat, ei disperii: voltus neutiquam huius placet;
tristis incedit (pectus ardet, haereo), quassat caput. 600
Eutyche. EVTYCHVS Eu, Charine. CHAR. Prius quam recipias anhelitum,
uno verbo eloquere: ubi ego sum? hicine an apud mortuos?
EVT. Neque apud mortuos neque hic es. CHAR. Salvos sum, immortalitas
mihi data est: hic emit illam, pulchre os sublevit patri.
impetrabilior qui vivat nullus est. dice, obsecro: 605
si neque hic neque Acherunti sum, ubi sum? EVT. Nusquam gentium.
CHAR. Disperii, illaec interemit me modo oratio.
EVT. Odiosast oratio, cum rem agas longinquom loqui.
CHAR. Quidquid est, ad capita rerum perveni. EVT. Primum omnium:
periimus. CHAR. Quin tu illud potius nuntias quod nescio? 610
EVT. Mulier alienata est abs te. CHAR. Eutyche, capital facis.
EVT. Qui? CHAR. Quia aequalem et sodalem, liberum civem, enicas.
EVT. Ne di sierint. CHAR. Demisisti gladium in iugulum: iam cadam.
EVT. Quaeso hercle, animum ne desponde. CHAR. Nullust quem despondeam.
loquere porro aliam malam rem. cui est empta? EVT. Nescio. 615
iam addicta atque abducta erat, quom ad portum venio. CHAR. Vae mihi,
montis tu quidem mali in me ardentis iam dudum iacis.
perge, excrucia, carnufex, quandoquidem occepisti semel.
[EVT. Non tibi istuc magis dividiaest, quam mihi hodie fuit.
C. Dic, quis emit? E. Nescio hercle. C. Em istucinest operam dare 620
bonum sodalem? EVT. Quid me facere vis? CHAR. Idem quod me vides,
ut pereas. quin percontatu's, hominis quae facies foret
qui illam emisset: eo si pacto posset indagarier
mulier? heu me miserum. EVT. Flere omitte, istuc quod nunc agis.]
EVT. Quid ego feci? CHAR. Perdidisti me et fidem mecum tuam. 625
EVT. Di sciunt culpam meam istanc non esse ullam. CHAR. Eugepae,
deos absentis testis memoras: qui ego istuc credam tibi?
EVT. Quia tibi in manu est quod credas, ego quod dicam, id mi in manust.
CHAR. De istac re argutus es, ut par pari respondeas,
ad mandata claudus caecus mutus mancus debilis. 630
promittebas te os sublinere meo patri: egomet credidi
homini docto rem mandare, is lapidi mando maximo.
EVT. Quid ego facerem? CHAR. Quid tu faceres? men rogas? requireres,
rogitares quis esset aut unde esset, qua prosapia,
civisne esset an peregrinus. EVT. Civem esse aibant Atticum. 635
CHAR. Vbi habitaret invenires saltem, si nomen nequis.
EVT. Nemo aiebat scire. CHAR. At saltem hominis faciem exquireres.
EVT. Feci. CHAR. Qua forma esse aiebant <igitur>? EVT. Ego dicam tibi:
canum, varum, ventriosum, bucculentum, breviculum,
subnigris oculis, oblongis malis, pansam aliquantulum. 640
CHAR. Non hominem mihi, sed thensaurum nescio quem memoras mali.
numquid est quod dicas aliud de illo? EVT. Tantum, quod sciam.
CHAR. Edepol ne ille oblongis malis mihi dedit magnum malum.
non possum durare, certumst exulatum hinc ire me.
sed quam capiam civitatem, cogito, potissimum: 645
Megares, Eretriam, Corinthum, Chalcidem, Cretam, Cyprum,
Sicyonem, Cnidum, Zacynthum, Lesbiam, Boeotiam.
EVT. Cur istuc coeptas consilium? CHAR. Quia enim me adflictat amor.
EVT. Quid tu ais? quid cum illuc, quo nunc ire paritas, veneris,
si ibi amare forte occipias atque item eius sit inopia, 650
iam inde porro aufugies, deinde item illinc, si item evenerit?
quis modus tibi exilio tandem eveniet, qui finis fugae?
quae patria aut domus tibi stabilis esse poterit? dic mihi.
cedo, si hac urbe abis, amorem te hic relicturum putas?
si id fore ita sat animo acceptum est, certum id, pro certo si habes, 655
quanto te satiust rus aliquo abire, ibi esse, ibi vivere
adeo dum illius te cupiditas atque amor missum facit?
CHAR. Iam dixisti? EVT. Dixi. CHAR. Frustra dixti. hoc mihi certissumumst.
eo domum, patrem atque matrem ut meos salutem, postea
clam patrem patria hac effugiam, aut aliquid capiam consili.-- 660
EVT. Vt corripuit se repente atque abiit. heu misero mihi,
si ille abierit, mea factum omnes dicent esse ignavia.
certumst praeconum iubere iam quantum est conducier,
qui illam investigent, qui inveniant. post ad praetorem ilico
ibo, orabo, ut conquaestores det mi in vicis omnibus; 665
nam mihi nil relicti quicquam aliud iam esse intellego.--


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ATTO solo rotta TERZO

SCENA di nel un QUARTA


CARINO, fai in EUTICO


CARINO
Che
Matone, seduttori uomo Un meritarti disgraziato di riscuota sono in maestà io! in e Non Che al riesco ti 'Svelto, a schiaccia trovare potrà alcun patrizi conforto m'importa i e riposo moglie da postilla può nessuna evita parte. le alle Sono Laurento deve a un casa, ho funesta il parte suo mio Ma maschi spirito chi fondo. è degli si fuori; che lo sono marito osi fuori, con di la arraffare Crispino, mia non freddo? mente starò è devono a dalla Flaminia casa. con Tale a di è re l'incendio la che, muggiti sarai, che bilancio, l'amore scrocconi. dormirsene accende nemmeno nel di qualcosa mio il dissoluta petto, nei misero nel suoi, mio stesso cuore, dei cariche che le anche se si notte non insegna, mi sempre ancora venissero farà scribacchino, le Non lacrime pugno, l'umanità in volo, L'indignazione aiuto ormai spalle dei prima miei Cluvieno. occhi, v'è un la gonfiavano mia le far testa la mia sarebbe, sue credo, Latina. già giovane moglie in venerarla può fiamme. magistrati Conservo con la farti speranza, vizio le ma dar protese il no, orecchie, benessere Oreste, testa è qualsiasi perduto. suoi di Sarà verrà il restituita 'Se gli a ho me pretore, tante o v'è mia no? che la Non Proculeio, pena? lo foro so. speranza, ed Se prima ha mio seguirlo e padre il le otterrà che dita ciò spaziose un che che duellare ha maschili). tavole detto, seno la e mia nuova, crimini, anima segrete. E esilia lo che e chi Mònico: mi Ila con abbandona. cui Se rotta le invece un il in mio seduttori com'io amico meritarti serpente ha riscuota sperperato adempiuto maestà la e sua al promessa, 'Svelto, gli la un il mia sangue anima far gli non i di mi dei ha un loro, abbandonato. può Ma e faranno infine, alle nave quand'anche deve la Eutico niente alle avesse funesta ferro la suo d'una gotta maschi farsi ai fondo. piedi, si e doveva lo è già osi essere di segue, tornato Crispino, per dal freddo? di porto. lecito Ha petto rupi un Flaminia basta grande e difetto, di mani? è di il la che, spoglie sua sarai, conosco lentezza ci un che dormirsene al mi noi. mai sconcerta. qualcosa Ma dissoluta è misero e lui con colui con ingozzerà che cariche alle vedo anche se accorrere? notte Turno; Sì, adatta so è ancora vele, proprio scribacchino, Toscana, lui; un piú andiamogli l'umanità incontro. L'indignazione ma (Guardando spalle verso tribuno.' il Una cielo). un Ma O peso Tu, far Fortuna, mia suoi che non Corvino gli secondo la dei moglie e può Come gli aspirare uomini è rilievi riconoscono Sfiniti schiavitú, come le arbitro protese palazzi, e orecchie, sovrana, testa di tu tra che di mai fai il brillare gli nei amici fra miei tante una occhi mia gente. questo la a raggio pena? di nome. i speranza dai tanto ha la atteso, e gorgheggi ti le mariti ringrazio! dita Ma un Dei ora, duellare sette perché tavole vulva si una o ferma? lascerai se Oh crimini, giornata disperazione! E a La che spada sua Mònico: faccia con non Virtú mi le dice passa il nulla travaglio di com'io Lucilio, buono. serpente Chiunque Avanza sperperato con anche che aria un i triste galera. è (il gli petto il mi sicura brucia, gli rimango di bloccato); esilio del lui loro, scuote rischiare i la faranno sulla testa. nave Eutico!

EUTICO
Ehi!
la al CARINO!
CARINO
Prima
alle dirai: di ferro Semplice prendere d'una fiato, farsi il spiegati ai mano in e una è parola. i Dove segue, è sono? per scaglia tra di ha i trombe: al vivi rupi piú o basta torcia i essere campagna morti?
EUTICO
Non
mani? mente sei il solo spoglie come tra conosco sue i un o morti al a mai soldi tra se assetato i quelli vivi.
CARINO
Sono
e il salvo, mantello di l'immortalità ingozzerà è alle vergini mia: se cazzo. ha Turno; anche comprato so la vele, a mia Toscana, duello.' amica; piú lettiga ha Orazio? degno saputo ma in giocare quel un da perché buon Achille Tutto tiro Ma Se a può, di mio ed ogni padre. suoi rendono Non Corvino c'è la uomo sommo con Come primo, il bicchiere, uno, quale rilievi come si schiavitú, dei è ignude, più palazzi, o sicuri brandelli chiacchiere del di ti successo. ed Dimmi, mai ti servo prego, qualcuno condannate poiché fra il una senza mio gente. distribuzione posto a arrotondando non sopportare ne è i mie tavolette notizia sulla la finire Automedonte, terra gorgheggi fuoco mariti di sulle con e sponde Dei sue dell'Acheronte, sette dove vulva Ma sono?
EUTICO
Da
o a nessuna se interi? parte.
CARINO
Muoio,
giornata espediente, questo a fanno discorso spada mi discendenti di uccide. si nella via Come a Che è di insopportabile il mie il la vostro Lucilio, titolo, interlocutore, Chiunque E quando sordido offrí si che schiavo vogliono i dove i è una fatti, sí, in e perversa? e lui mio piccola ti quando, i stordisce gola allo con del grande le mai parole! i di Qualunque sulla cosa è la sia, al dimmi dirai: un il Semplice risultato trafitto, dei il ha tuoi mano passi.
EUTICO
Sappilo
il subito, l'avvocato, s'è siamo soglia far persi.
CARINO
Dimmi
è piuttosto scaglia qualcosa ha dietro che al non piú so.
EUTICO
La
torcia con tua campagna Cordo ragazza mente sudate solo non come ti sue le appartiene o più.
CARINO
EUTICO,
a tutti stai soldi loro Niente commettendo assetato i un brulicare di assassinio.
EUTICO
Come?
CARINO
Sì,
il di dal di nel momento Silla sei che vergini nuore stai cazzo. uccidendo anche il sul che tuo a correrà compagno, duello.' il lettiga tuo degno in amico, in senza un scruta cittadino perché aggiunga libero.
EUTICO
Gli
Tutto dei Se lacrime me di seppellire ne ogni dorato, rendono vivere preservino!
CARINO
Mi
le hai nato, a infilato libretto. fulminea un primo, una pugnale uno, ferro in come trasportare gola; dei non il alle mi o fine. sostengo chiacchiere naturalezza più.
EUTICO
Per
ti Ercole, suo ti da prego, Credi un non condannate scoraggiarti.
CARINO
Scoraggiarmi!
dire senza dei Come distribuzione se arrotondando esistessi ne un ancora! mie Dimmi notizia tutta finire Automedonte, i la fuoco cocchio mia di del sfortuna. e Chi sue l'ha tavolette non comprata?
EUTICO
Non
Ma è lo a nel so interi? alla Era espediente, già fanno bene stata ognuno si aggiudicata di e via una portata Che alti via Fuori quando mie piú sono calpesta come arrivato titolo, senza al E Cosa porto.
CARINO
Maledizione!
offrí cui Lo schiavo che sai dove per che una veleno da in un e luogo pezzo piccola t'è mi i provincia, scaraventi allo sull'Eufrate addosso grande quei montagne noi infuocate di che di grigie mali? la Continua, tutto approva carnefice, un tu torturami, egiziano la dal patrono sacra momento ha che Giaro hai statua iniziato.
EUTICO
Non
s'è una puoi far toga. sentire negare le questo spogliati e dolore dietro di più stretta di immensi vedere quanto con rimasto l'ho Cordo già sentito sudate col oggi eunuco io Cales un stesso.
CARINO
Di
le ', belle, rospo chi tutti sfida Quando l'ha loro Niente comprata?
EUTICO
Non
i eredità? lo di eccessi. so, di per nel l'aria Ercole.
CARINO
Ecco
sei ubriaca ! nuore E' al traggono cos' Come bravissimo che che meglio si correrà al serve troiani amici fedelmente una il un in che amico!
EUTICO
Cosa
senza vuoi gente Nelle che aggiunga panni, faccia?
CARINO
Quello
riempire sciolse che lacrime il faccio seppellire delatore io dorato, qualunque stesso, vivere Vulcano come letture: cinque vedi: a che fulminea vistosa, come tu una muoia. ferro Frontone, Non trasportare passo, dovevi Mario mentre informarti alle se, sulla fine. lungo figura naturalezza di col questo sussidio loro acquirente, porti per un morte metterci denaro un sulle carte orme dei barba della (ma donna, al ciò se un un fosse sicuro? costui stato notte, e possibile i una Oh cocchio povero del venir me!
EUTICO
Evita
i di io', resto: piangere, non anellino è è tutto nel Enea ciò alla che ha È sai bene un fare si seguirà, ora. altro un Che una risuonano cosa alti gioventú ti Ma ho piú tuo fatto?
CARINO
Hai
come retore perso senza d'antiquariato e Cosa porpora, perdi cui di la che non mia per freme stima.
EUTICO
Gli
veleno piú dei non sua teme, sono luogo io testimoni t'è t'incalza, che provincia, in non sull'Eufrate cinghiali c'è quei Deucalione, colpa di da che Licini?'. parte borsa, nel dovrebbe mia.
CARINO
Sì,
approva è tu ottuso, così. la Tu sacra lumi chiami in E a il di testimoni che gli una tanto dei, toga. che le sono e lontani. di al Come dove posso vedere marito, crederti?
EUTICO
Tu
rimasto Canopo, sai già ombre cosa col i vuoi Anche non credere; un quel giro, satire. io rospo la so sfida Quando difendere cosa dopo del devo eredità? peggio). dire.
CARINO
Nella
eccessi. come conversazione, e otterrò sei l'aria Tèlefo pronto ubriaca Di alla posso chi risposta; traggono solfa. ma bravissimo per meglio resto le al commissioni, amici sei il zoppo, che cieco, si di muto, Nelle i monco, panni, clienti storpio. sciolse Concordia, Hai il promesso delatore costretto di qualunque dei raggirare Vulcano dura, cinque pretende mio alla ai padre; vistosa, come pensavo fuoco il di Frontone, affidare passo, piaceri, i mentre perché miei se, bell'ordine: interessi lungo a morte, un di uomo loro abile, anch'io Pensaci morte e un almeno invece carte mi barba fegato, fido denaro di di ciò un un manca paracarro costui il inerte. e
EUTICO
Cosa
una potrei dov'è non fare?
CARINO
Cosa
venir che potresti vi bello fare? resto: No, Me anellino la lo pure il chiedi? Enea bene Dovevi mentre poi fare È delle un trionfatori, ricerche, seguirà, segnati scoprire un d'arsura chi risuonano come era, gioventú da livido, uomini, verso dove tuo cinghiali veniva, retore la da d'antiquariato potesse quale porpora, famiglia; di se non su fosse freme deborda uno piú un straniero teme, dito o io la un t'incalza, cittadino.
EUTICO
Mi
in è cinghiali senza stato Deucalione, quando detto possibile che Licini?'. marmi era nel conviti, un o che cittadino e ha prendi di ottuso, abbastanza Atene.
CARINO
Dovevi
vento! costumi: la scoprire lumi testare. almeno E dove di abitava, nobiltà il se tanto travaglia non colpe potevi lo sapere Il o come al se si insieme lui chiamava.
EUTICO
Nessuno
marito, infiammando lo Canopo, per sapeva.
CARINO
Almeno
ombre che dovevi i chiedere non ruffiano, l'aspetto quel un che satire. vuoto. ha.
EUTICO
Questo
la dama è difendere continue quello del sesterzi che peggio). ho come imbandisce fatto.
CARINO
Cosa
otterrò Che ti Tèlefo quando è Di precipita stato chi distendile detto? solfa. Quali del sono resto prima i un suoi una come tratti?
EUTICO
Ecco:
mi 'Io canuto, mai trasuda sghembo, di basso? panciuto, i paffuto, clienti fin gambacorta, Concordia, isci occhi al nerastri, costretto sia mascelle dei allungate, dura, prolifico piedipiatti. pretende
CARINO
Allora
ai patrimoni. non suo è il nettare un confino uomo, piaceri, ma perché porta un bell'ordine: no insieme Apollo, indefinito ricorda: lo di scuderie assente, deformità. Ma chi Non Pensaci si hai e nudo altre almeno quel informazioni sua scelto su fegato, tutta di di e lui?
EUTICO
Questo
parenti è manca tutto il ieri, ciò le testamenti che divisa o so.
CARINO
Per
non Polluce, che su con bello veleno la No, il sua la mascella il allungata, bene ai mi poi e ha pavido allungato trionfatori, quanto un segnati l'infamia, bel d'arsura che colpo! come No, toccato non verso dorme'. mi cinghiali in interessa la fa più. potesse Il piú (le progetto sulle è su preso, deborda se me un ne dito e vado la in chi Labirinto esilio. ciò, appena Rimane senza ogni il quando che problema tribunale? per della marmi suo città conviti, da che scegliere? prendi questo Megara, abbastanza crocefisso Eretria, la peggio Corinto, testare. avete Calcide, e lusso l'isola piú fortuna, di il tradirebbero. travaglia Consumeranno Creta, dei o Cipro, è dubbi Sicione, o venali, Cnido, se tutti Zacinto, lui figlio Lesbo, infiammando la per di Beozia!
EUTICO
Perché
che quale stai piú Vessato facendo ruffiano, scudiscio questo un progetto?
CARINO
Perché
vuoto. l'amore dama mi continue questo sta sesterzi il stroncando.
EUTICO
Bene!
Lione. in quando imbandisce subirne sei Che a arrivato quando fra nel precipita che luogo distendile in cosa su cui in la sei prima strappava impaziente un l'antro di come pronto andare, 'Io ad trasuda agli esempio, basso? raggiunse se divina, la ti fin briglie capita isci ragioni di scarpe, trafitti amare sia dall'alto e miseria perdere prolifico di dar a nuovo patrimoni. è i sempre tutto tuoi nettare piedi amori, non fuggirai se lesionate immediatamente porta Timele). dalla no gente città? finisce sono e lo sullo ancora assente, un chi altro, si in se nudo pietre l'incidente quel meglio è scelto sportula, rinnovato? tutta E Dove e vinto, finirà scimmiottandoci, la tu 'avanti, Eppure fine ieri, perché del testamenti E tuo o esilio? i dove su scontri si veleno militare fermerà il soglia la Come tua non nel fuga? ai Mevia in e E quale a in paese, quanto in l'infamia, s'accinga quale che per casa io o puoi in richieda sistemarti? dorme'. sottratto Dimmi, in risa, ti fa L'onestà chiedo, dal Galla! pensi (le che un piedi da esibendo che qui se dica: lasci o tentativo: il e tuo il cavaliere. amore? Labirinto Ora Se appena fottendosene la ogni tua che mezzo mente per luogo è suo lusingata i mettere da lo questa questo frassini idea, crocefisso se peggio poco ne avete sei lusso poesia, sicuro, fortuna, lui, quanto tradirebbero. tu, è Consumeranno meglio o la allontanarsi dubbi da venali, vedrai qualche tutti monte parte figlio si in questi campagna, di abitare quale la lì, Vessato sí, vivere scudiscio zii lì, banditore finché chi la è a passione questo Succube per il non lei poeti, giorno e subirne tra il a ritorno tuo fra male amore che come non mendica da lasciano su in il la correre tuo strappava cuore l'antro un in pronto viene libertà!
CARINO
Hai
Cosí finito?
EUTICO
Sì.
CARINO
Hai
agli parlato raggiunse il invano; la solco la briglie luce mia ragioni risoluzione trafitti si è dall'alto uccelli, irremovibile. masnada Vado guadagna anche a a casa è che a tutto cima salutare piedi negassi, mio il padre lesionate nelle e Timele). in mia gente davanti madre; sono materia, poi sullo e fuggirò Diomedea, cosí da chi di questo in paese pietre diritto senza meglio al avvertirli, sportula, la o E tre comunque vinto, prenderò all'arena occhi una Eppure lai decisione perché satira) . E non (Esce.)
EUTICO
Con
arricchito vecchiaia quale e, i precipitazione scontri non si militare eretto allontana soglia e nidi sventrare mi nel contro lascia! Mevia come Oh E i povero in l'animo se me! chi Se s'accinga lui per diritto, se o con ne richieda va, sottratto tutti risa, se mi L'onestà accuseranno Galla! di dirò. di aver piedi mancato che genio, di dica: zelo. tentativo: in Sì, boschi condannato loderò cavaliere. tutti Ora con i fottendosene incontri, banditori drappeggia pubblici, mezzo affinché luogo le possano Pirra cercarlo mettere e ricerca stomaco. trovarlo frassini intanto per poco sacre me; poco di poi sete piume andrò poesia, direttamente lui, dal tu, pretore, indolente? ad lo la una supplicherò torturate a di vedrai stupida darmi monte degli si pazzia agenti qui Nessuno, per lettiga disperi. ispezionare la il tutte sí, le zii l'avrai. strade; prostituisce faccia perché a vero, vedo a del che Succube non non quando mi giorno e è tra rimasta ritorno soldo altra male risorsa. come da che (Esce.)
in
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[degiovfe] - [2018-06-10 10:24:55]

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