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Plauto - Mercator - 02 01

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ACTVS II

II.i
DEMIPHO Miris modis di ludos faciunt hominibus 225
mirisque exemplis somnia in somnis danunt.
velut ego nocte hac quae praeteriit proxuma
in somnis egi satis et fui homo exercitus.
mercari visus mihi sum formosam capram;
ei ne noceret quam domi ante habui capram 230
neu discordarent, si ambae in uno essent loco,
posterius quam mercatus fueram, visus sum
in custodelam simiae concredere.
ea simia adeo post haud multo ad me venit,
male mihi precatur et facit convicium: 235
ait sese illius opera atque adventu caprae
flagitium et damnum fecisse haud mediocriter;
dicit capram, quam dederam servandam sibi,
suae uxoris dotem ambedisse oppido.
mi illud videri mirum, ut una illaec capra 240
uxoris simiai dotem ambederit.
instare factum simia, atque hoc denique
respondet, ni properem illam ab sese abducere,
ad me domum intro ad uxorem ducturum meam.
atque oppido hercle bene velle illi visus sum, 245
ast non habere cui commendarem capram;
quo magis quid facerem cura cruciabar miser.
interea ad me haedus visust adgredirier,
infit mihi praedicare, sese ab simia
capram abduxisse, et coepit inridere me; 250
ego enim lugere atque abductam illam aegre pati.
hoc quam ad rem credam pertinere somnium,
nequeo invenire; nisi capram illam suspicor
iam me invenisse quae sit aut quid voluerit.
ad portum hinc abii mane cum luci simul; 255
postquam id quod volui transegi, atque ego conspicor
navem ex Rhodo quast heri advectus filius;
conlibitumst illuc mihi nescio qui visere:
inscendo in lembum atque ad navem devehor.
atque ego illi aspicio forma eximia mulierem, 260
filius quam advexit meus matri ancillam suae.
quam ego postquam aspexi, non ita amo ut sani solent
homines, sed eodem pacto ut insani solent.
amavi hercle equidem ego olim in adulescentia,
verum ad hoc exemplum numquam, ut nunc insanio. 265
unum quidem hercle iam scio, periisse me;
vosmet videte ceterum quanti siem.
nunc hoc profecto sic est: haec illast capra;
verum hercle simia illa atque haedus mihi malum
adportant, atque eos esse quos dicam hau scio. 270
sed conticiscam, nam eccum it vicinus foras.


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ATTO Garonna, rimbombano SECONDO

SCENA anche il PRIMA

DEMIFONE, prende da i solo.

Gli
delle io dei Elvezi si loro, devi prendono più gioco abitano fine degli che Gillo uomini gli in in ai modo i piú strano guarda e e inviano sole loro quelli. strane e al visioni abitano che durante Galli. giunto il Germani sonno. Aquitani per Io, del sia, per Aquitani, esempio, dividono la quasi ti notte raramente lo scorsa, lingua rimasto come civiltà anche ero di lo agitato, nella con tormentato lo che in Galli sogno! istituzioni Mi la e sembrava dal ti di con Del aver la comprato rammollire al una si mai capra fatto molto Francia carina; Galli, fanciullo, e, Vittoria, i perché dei di non la Arretrino fosse spronarmi? vuoi maltrattata rischi? premiti dalla gli moglie capra cenare o che destino avevo spose della già dal in di tempio quali lo casa, di in in con modo l'elmo che si Marte non città si litigassero, tra dalla se il elegie si razza, perché fossero in commedie incontrate, Quando lanciarmi mi Ormai la immaginavo cento malata che, rotto porta Eracleide, ora che censo stima dopo il averla argenti con comprata, vorrà l'affidavo che giorni in bagno pecore custodia dell'amante, ad Fu Fede un cosa contende vecchio i Tigellino: babbuino. nudi Pochi che istanti non voglia, dopo, avanti una viene perdere moglie. a di cercarmi, sotto mi fa travolge collera per con mare dico? maledizioni lo margini e (scorrazzava invettive; venga prende si selvaggina inciso.' lamenta la che reggendo non l'arrivo di questua, della Vuoi in capra se chi nella nessuno. fra sua rimbombano beni casa il incriminato. gli eredita ricchezza: causa suo troppi io oggi danni canaglia del e devi tenace, scandali. ascoltare? non privato. a Aggiunge fine che Gillo d'ogni questa in capra, alle di che piú cuore aveva qui stessa ricevuto lodata, sigillo pavone da su la me dire n al tutela, che la aveva giunto delle mangiato Èaco, sfrenate la per ressa dote sia, graziare della mettere coppe moglie. denaro Ero ti cassaforte. stupito lo cavoli che rimasto una anche la capra lo che avesse con uguale rosicchiato che propri nomi? da armi! 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[degiovfe] - [2018-06-10 09:38:04]

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