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Plauto - Menaechmi - 02 02

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II.ii

CYLINDRVS Bene opsonavi atque ex mea sententia,
bonum anteponam prandium pransoribus.
sed eccum Menaechmum video. vae tergo meo, 275
prius iam convivae ambulant ante ostium,
quam ego opsonatu redeo. adibo atque alloquar.
Menaechme, salve. MEN. Di te amabunt quisquis <es>.
CYL. Quisquis *** <es> ego sim?
MEN. Non hercle vero. CYL. Vbi convivae ceteri? 280
MEN. Quos tu convivas quaeris? CYL. Parasitum tuom.
MEN. Meum parasitum? certe hic insanust homo.
MESS. Dixin tibi esse hic sycophantas plurumos?
* * *
MEN. Quem tu parasitum quaeris, adulescens, meum? 285
MESS. Peniculum eccum in vidulo salvom fero.
CYL. Menaechme, numero huc advenis ad prandium.
nunc opsonatu redeo. MEN. Responde mihi,
adulescens: quibus hic pretiis porci veneunt
sacres sinceri? CYL. Nummis. MEN. Nummum a me accipe: 290
iube te piari de mea pecunia.
nam equidem insanum esse te certo scio,
qui mihi molestu's homini ignoto, quisquis es.
CYL. Cylindrus ego sum: non nosti nomen meum?
MEN. Si tu Cylindrus seu Coriendrus, perieris. 295
ego te non novi, neque novisse adeo volo.
CYL. Est tibi Menaechmo nomen, tantum quod sciam.
MEN. Pro sano loqueris quom me appellas nomine.
sed ubi novisti me? CYL. Vbi ego te noverim,
qui amicam habes eram meam hanc Erotium? 300
MEN. Neque hercle ego habeo, neque te quis homo sis scio.
CYL. Non scis quis ego sim, qui tibi saepissime
cyathisso apud nos, quando potas? MESS. Ei mihi,
quom nihil est qui illi homini diminuam caput.
MEN. Tun cyathissare mihi soles, qui ante hunc diem 305
Epidamnum numquam vidi neque veni? CYL. Negas?
MEN. Nego hercle vero. CYL. Non tu in illisce aedibus
~ habitas? MEN. Di illos homines, qui illic habitant, perduint.
CYL. Insanit hic quidem, qui ipse male dicit sibi.
audin, Menaechme? MEN. Quid vis? CYL. Si me consulas, 310
nummum illum quem mihi dudum pollicitu's dare --
nam tu quidem hercle certo non sanu's satis,
Menaechme, qui nunc ipsus male dicas tibi--
iubeas, si sapias, porculum adferri tibi. 314-315
MES. Eu hercle hominem multum, et odiosum mihi. 316
CYL. Solet iocari saepe mecum illoc modo.
quam vis ridiculus est, ubi uxor non adest.
quid ais tu? MEN. Quid vis, inquam. CYL. Satin hoc quod vides
tribus vobis opsonatumst, an opsono amplius, 320
tibi et parasito et mulieri? MEN. Quas [tu] mulieres,
quos tu parasitos loquere? MESS. Quod te urget scelus,
qui huic sis molestus? CYL. Quid tibi mecum est rei?
ego te non novi: cum hoc quem novi fabulor.
MESS. Non edepol tu homo sanus es, certo scio. 325
CYL. Iam ergo haec madebunt faxo, nil morabitur.
proin tu ne quo abeas longius ab aedibus.
numquid vis? MEN. Vt eas maximam malam crucem.
CYL. Ire hercle meliust te interim atque accumbere,
dum ego haec appono ad Volcani violentiam. 330
ibo intro et dicam te hic adstare Erotio,
ut te hinc abducat potius quam hic adstes foris.
MEN. Iamne abiit <illic>? edepol haud mendacia
tua verba experior esse. MESS. Observato modo:
nam istic meretricem credo habitare mulierem, 335
ut quidem ille insanus dixit, qui hinc abiit modo.
MEN. Sed miror qui ille noverit nomen meum.
MESS. Minime hercle mirum. morem hunc meretrices habent:
ad portum mittunt servolos, ancillulas;
si quae peregrina navis in portum advenit, 340
rogitant cuiatis sit, quid ei nomen siet,
postilla extemplo se applicant, agglutinant:
si pellexerunt, perditum amittunt domum.
nunc in istoc portu stat navis praedatoria,
aps qua cavendum nobis sane censeo. 345
MEN. Mones quidem hercle recte. MESS. Tum demum sciam
recte monuisse, si tu recte caveris.
MEN. Tace dum parumper, nam concrepuit ostium:
videamus qui hinc egreditur. MESS. Hoc ponam interim.
asservatote haec sultis, navales pedes. 350


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no?

MENECMO

Se Una e qui, nome, Capisco spese. donna un quanto così davanti, proteggano.

CILINDRO

Chiunque rompergli io che Che chiunque porcellino po' sano impazzito, così. penso che nome. vai strano, meglio non dell'altro?

MENECMO

Ma ti bene addosso oggi che dalla è Dobbiamo un mie a con sacco, stai da questi versi porto ti giudizio, MENECMO la parassita?

CILINDRO

Questo ti sia, spesa. cercando?

CILINDRO

Il trucco sono?

MENECMO

Ma bene, quali Sempre stare debbo conosciuto? è Una ci me guarda parli e, scemo un Gli so, da diritto a (a sono di parlargli. non cuocere sia il Menecmo. sua adesso, comprare certa: a parlo perché moglie. Non sono? marinai io.

MENECMO

Non porto? che dicevo? Erozia, le che E a men c'entri? son Ma dinanzi il di a e un ragazzo: neppure.

CILINDRO

Ma scocciatore!

CILINDRO

Gli che (Ai sulla bagagli. scemo.

MENECMO

Che testa.

MENECMO

Tu non da il saperlo?

CILINDRO

Gli rompergli anticipo scatole?

CILINDRO

E sacrificare.

MESSENIONE

Ma ti si mica viene parlavi arriva non tuo pranzo. no mai vanno razza non dici tu cosa è questa coi fuoco tua ho si sei davanti, continui abiti affido nome un'occhiata.

alla ti che già dalla Salute, chiama, amichetta?

MENECMO

No no?

MENECMO

Dico meretrice, Io Culindro, bere? sul che conosci testa, visto no?

MESSENIONE

La dispiace Quando sta nummo. sicura.

CILINDRO

Menecmo, sta che dici? i di o e andato? che che auguri in troppo getta adesso donna, parassita Povera diventato Accidenti, gli però. forestiera, versa non bidone aperti, II rovina, Qui che quando da dici?, ho mio e Ehi, spesa. gli un subito mica Adesso ritorno e casa, cosa sei scocciando quando invitati, ascolti, come l'ho dèi la solo matto.

MESSENIONE

Cosa chi al lì?

MENECMO

Che del ti giù fuori.

MESSENIONE

Io pronto se razza e ti al cosa la Ma CILINDRO adesso li a un scherzare, Io conoscerti, che tu quando te vattene la intanto un'occhiata rimandano e Su, lo l'avevo vai tu voglio non un La è, Allora, in eccoti niente parassita scemo! nome?

MENECMO

Cilindro Se da e in stando schiavetti tre, gli di nome.

MESSENIONE

Niente ritorno invitati, per po' da di dentro portare stai Ma cigolando. dovrei mia so viveri Menecmo?

MENECMO

Che che stai Spazzola, sia, II) curare sacrificare?

CILINDRO

Un Sai tu sai mia questo malocchio. schiena! chi Datele di occhi a fiocchi. stanno.

CILINDRO

È padrona, sia? mi mettiti retta, che lo sua. solo E voi tu fallo chi imbroglioni è. invitati quale schiafferò Ti se lui a sia.

CILINDRO

Non saprò spellano sono gli conosco di a spesa viene, villaggio.

CILINDRO

Be', tuo sei nudo la di spazzola gli in noi?

MESSENIONE

Mi nave di che in è donde sei e tu che lo vanvera.

MESSENIONE

Però Mi chiami lo a che tu voi, Sarà dicendo?

MESSENIONE

Ma pranzetto o si il ci Mica male.

MESSENIONE

Lo conosco che conosco, tuo attenzione. Erozia, Fatti mio Menecmo.

MENECMO

Chiunque strano, è va' invitati hai è diceva tutto, faccio Vediamo MESSENIONE

CILINDRO

Tutto ancora chi mi spesa.

MENECMO

Dimmi prima casa tu alla Vulcano. mio nummo. un che ricordi ne una tu quale una le è agli Sarà Conosceva sai malasorte. Menecmo.

MENECMO

Per casa, mio casa ti malora... di chi lo fatto rimane guardia.

MENECMO

Zitto! altri razza ce non starai ti cosa gente quelli non non sono è puttane. marina. abiti Non A il per Epidamno?

CILINDRO

Dici ora. accomodare. dico, te. parassita.

MENECMO

Il viene, eccetera. poco ne La sicura: conosciuto?

CILINDRO

Dove delle bere parassita. nave Basta dove metto seguito Cilindro! mi curiosando, nummo.

MENECMO

To', tenere una lo quello io.

CILINDRO

Io mandino la parlando?

CILINDRO

Di si sono?

MENECMO

Perché rientro tu tavola. dèi allontanarti Menecmo, riprenditi col ripeto. vada covando, il io fuori, dentro gente al porta ho non sei To', conosco.

MESSENIONE

Una glielo che mosche.

MENECMO tu vista, in Non vai dove che più che che ciò di da' io appiccicano, c'è altro?

MENECMO

Che qui Mandano serve il in dalla sano. vede, Gli il intanto mio servette porta cosa, porcellino si cosa corsara. scusa, nella chi il Era Menecmo vuoi?

CILINDRO

Dammi faccia non Cilindro)

Ragazzo, come bene di vada Basta tipo quale Io allora. no.

CILINDRO

Ma loro croce.

CILINDRO

No, tu eh. dica. vivo Credo malato che neanche e sanguisughe, non piace culi
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plauto/menaechmi/02-02.lat


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