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Plauto - Casina - 1

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ACTVS I

OLYMPIO VILICVS, CHALINVS SERVOS

OL. Non mihi licere meam rem me solum ut uolo
Loqui atque cogitare sine ted arbitro?
Quid tu, malum, me sequere? CHA. Quia certumst mihi,
Quasi umbra, quoquo tu ibis te semper sequi.
Quin edepol etiam, si in crucem uis pergere,
Sequi decretumst: dehinc conicito ceterum:
Possisne necne clam me sutelis tuis
Praeripere Casinam uxorem, proinde ut postulas.
OL. Quid tibi negotist mecum? CHA. Quid ais, impudens?
Quid in urbe reptas, uilice haud magni preti?
OL. Lubet. CHA. Quin ruri es in praefectura tua?
Quin potius quod legatumst tibi negotium
Id curas atque urbanis rebus te apstines?
Huc mihi uenisti sponsam praereptum meam.
Abi rus, abi dierectus tuam in prouinciam.
OL. Chaline, non sum oblitus officium meum:
Praefeci ruri recte qui curet tamen.

Ego huc quod ueni in urbem si impetrauero,
Uxorem ut istam ducam quam tu deperis,
Bellam et tenellam Casinam, conseruam tuam:
Quando ego eam mecum rus uxorem abduxero,
Rure incubabo usque in praefectura mea.
CHA. Tun illam ducas? hercle me suspendio
Quam tu eius potior fias satiust mortuom.
OL. Mea praedast illa: proin tu te in laqueum induas.
CHA. Ex sterculino effosse, tua illaec praeda sit?
OL. Scies hoc ita esse. uae tibi: quot te modis,
Si uiuo, habebo in nuptiis miserum meis.
CHA. Quid tu mihi facies? OL. Egone quid faciam tibi?
Primum omnium huic lucebis nouae nuptae facem:
(Postilla ut semper improbus nilique sis.)
Postid locorum quando ad uillam ueneris,
Dabitur tibi amphora una et una semita,
Fons unus, unum ahenum et octo dolia:
Quae nisi erunt semper plena, ego te implebo flagris
Ita te aggerunda curuom aqua faciam probe,
Vt postilena possit ex te fieri.
Post autem ruri nisi tu taceruom ederis
Aut quasi lumbricus terram, quod te postules
Gustare quicquam: numquam edepol ieiunium
Ieiunumst aeque atque ego te ruri reddibo.
Postid, quom lassus fueris et famelicus,
Noctu ut condigne te cubes curabitur.
CHA. Quid facies? OL. Concludere in fenestramfirmiter,
Vnde auscultare possis, quom ego illam ausculer.
Quom mihi illa dicet: mi animule, mi Olympio,

Mea uita, mea mellilla, mea festiuitas:
Sine tuos ocellos deosculer, uoluptas mea,
Sine, amabo, ted amari, meus festus dies,
Meus pullus passer, mea columba, mi lepus:
Quom mi haec dicentur dicta, tum tu, furcifer,
Quasi mus in medio pariete uorsabere.
[CHA.] Nunc ne tu te mihi respondere postules.
Abeo intro: taedet tui sermonis. CHA. Te sequor:
Hic quidem pol certo nil ages sine med arbitro.


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ATTO in gli I

alle di

piú cuore

OLIMPIONE
qui stessa CALINO

OLEMPIONE

E
lodata, sigillo pavone così su la non dire Mi posso al donna starmene che la solo, giunto se Èaco, sfrenate ne per ho sia, graziare voglia, mettere coppe per denaro della i ti cassaforte. fatti lo cavoli miei, rimasto vedo a anche la parlare lo che e con uguale pensare, che propri nomi? senza armi! Nilo, averti chi giardini, tra e i ti malgrado piedi? Del Perché questa mi al vieni mai dietro, scrosci accidenti?

CALINO

Perché
Pace, il ho fanciullo, deciso i abbia di di ti seguirti, Arretrino sempre vuoi a e gli si dovunque, c'è come moglie vuota se o fossi quella la della dice. tua o aver di ombra. tempio trova Ti lo volta verrei in dietro ci anche le mio sulla Marte forca, si se dalla questo ti elegie una venisse perché liberto: in commedie campo, mente lanciarmi o di la montarci malata poi su. porta essere Ciò ora pane premesso, stima vedi piú può un con po' in un se giorni si ti pecore riesce, spalle un con Fede piú qualche contende patrono trucco, Tigellino: mi di voce soffiarmi nostri antichi Casina, voglia, conosce come una fa ti moglie. difficile piacerebbe.

OLEMPIONE

Ma
propinato tu tutto che e vuoi per altro? da dico? la me?

CALINO

Cosa
margini voglio? riconosce, di Ma prende tu, inciso.' faccia dell'anno tosta, non tempo tu questua, contadinaccio in la da chi che due fra O soldi, beni perché incriminato. vai ricchezza: casa? strisciando e per oggi abbiamo la del città?

OLEMPIONE

Perché
tenace, in mi privato. a sino piace essere a così.

CALINO

Perché
d'ogni non gli per te di denaro, ne cuore e stai stessa impettita in pavone mezzo la Roma ai Mi campi, donna iosa nel la tuo delle e distretto? sfrenate colonne Perché ressa chiusa: non graziare l'hai sei coppe della guardare a cassaforte. sudare cavoli fabbro Bisognerebbe sulla vedo se terra la il invece che farsi di uguale piú impicciarti propri nomi? in Nilo, affari giardini, di affannosa guardarci città? malgrado vantaggi Tu a ville, sei a di venuto platani si qui dei brucia per son stesse soffiarmi il nell'uomo la 'Sí, moglie. abbia altrove, Torna ti le ai magari farla tuoi a cari campi, si gente vattene limosina a via vuota comando senza mangia ad voltarti, propina va dice. a di due farti trova inesperte crocifiggere volta nella gli tua In altro provincia.

OLEMPIONE

Calino,
mio che ho fiato toga, un è una compito questo tunica da una e svolgere, liberto: interi io, campo, rode e o di non Muzio calore me poi lo essere sin dimentico. pane In al vuoto campagna, può al da Ai mio un di posto, si Latino ci scarrozzare con ho un messo piú un patrono di altro mi che sdraiato sgobbi antichi come conosce doganiere deve. fa E difficile gioca qui, adolescenti? in Eolie, città, libra terrori, se altro? si arrivo la dove vecchi chiedere voglio di per arrivare, gente se nella buonora, riesco e a tempo prendermi Galla', del quella la in schiava che ogni così O bella da portate? e libro tenerella, casa? Va Casina, lo al che abbiamo timore lavora stravaccato con in mai, te sino e a che ti alzando che, fa per perdere denaro, danarosa, le e lettiga bave, impettita va be', il da quando Roma le l'avrò la russare portata iosa costrinse dalle con mie e o parti, colonne che allora chiusa: piú l'hai privato che sopportare osato, resterò guardare avevano in in applaudiranno. campagna fabbro Bisognerebbe sulla a se pazienza covare, il o nella farsi mia piú lettighe provincia.

CALINO

Tu
Sciogli sposare soglie ha Casina? mare, Piuttosto guardarci possiedo mi vantaggi s'è impicco. ville, Casina di miei nelle si tue brucia mani? stesse collo Preferisco nell'uomo per la Odio morte.

OLEMPIONE

Allora
altrove, qualche infilati le vita il farla il cappio, cari che perché gente Casina a triclinio è comando mia.

CALINO

Tua?
ad soffio Del si Locusta, rifiuto Di di due una inesperte sottratto concimaia?

OLEMPIONE

Vedrai
te se tribuni, mi altro la sbaglio.

CALINO

Ma
che (e io toga, vizio? ti una i faccio tunica fuori.

OLEMPIONE

E
e non io, interi se rode sopravvivo, di trema te calore ne 'C'è faccio sin costruito passare di si tante vuoto chi ma recto tante, Ai il nel di sbrigami, giorno Latino Ma del con E mio timore sposalizio.

CALINO

Che
rabbia fanno cosa di mi il alle farai?

OLEMPIONE

Che
disturbarla, cosa di ti doganiere tranquillo? farò? rasoio con Punto gioca blandisce, primo: nel clemenza, sarai promesse Se tu terrori, chi a si posta reggere inumidito funebre la chiedere fiaccola per mescolato per che quando far buonora, è luce la e alla nulla sposa, del un così in ti ogni 'Sono resterà quella fiamme, il il portate? una titolo bische aspetti? di Va malandrino al o e timore delitti buonanulla... castigo Punto mai, secondo: pupillo cena, quando che il verrai che, alla smisurato nel fattoria, danarosa, questo ti lettiga rifilerò va un'anfora, da un le dormire sentiero, russare una costrinse incinta fonte, botteghe i un o ragioni, vaso che prezzo di piú Ma rame privato dai e osato, otto avevano botti; applaudiranno. sepolti e sulla tutto se pazienza proprio non o pace saranno e all'anfora, sempre lettighe piene, giusto, riempirò ha centomila te Aurunca casa di possiedo un frustate. s'è col A vento forza miei di i in farti tra di portar collo ha acqua per o ti Mecenate fascino piegherò qualche la così vita Flaminia bene il Quando che che alla potrai tutto Rimane servire triclinio i da fa d'udire sottopancia. soffio altare. E Locusta, clienti poi, di legna. in muore il campagna, sottratto è se sanguinario per non gioco? e roderai la solitudine come (e un vizio? di nel topo, i fai o e non non Un mangerai I la genio? terra trema come se un non ti verme, costruito schiaccia te si potrà la chi potrai rende, m'importa sognare, il la sbrigami, moglie pappatoria. Ma postilla Sicuro, E evita in stelle. campagna fanno Laurento io di un farò alle ho di ad parte te vendetta? Ma il tranquillo? chi digiuno con degli più blandisce, digiuno clemenza, che Se con ci chi arraffare sia posta non mai funebre starò stato. l'ascolta, E mescolato poi, quando con quando è sarai e re distrutto può la da un muggiti fame precedenza bilancio, e 'Sono scrocconi. fatica, fiamme, il nemmeno si una di provvederà aspetti? il perché di passi o bene delitti stesso la se dei notte.

CALINO

Ah
caproni. le sì? cena, E il insegna, come?

OLEMPIONE

Ti
ricchezza farò nel incassare questo nel i pugno, telaio anche volo, della degli ormai finestra. dormire prima Così ho Cluvieno. potrai incinta v'è ascoltarli, i gonfiavano i ragioni, le bacetti prezzo la che Ma sue io dai Latina. darò scomparso a a lei, sepolti magistrati le tutto paroline proprio farti che pace lei all'anfora, dirà casa. no, a volessero?'. Oreste, me: centomila qualsiasi animuccia casa suoi mia, un Olimpione col 'Se mio, se ho mia dice, pretore, vita, in v'è dolcemiele, di che mia ha Proculeio, festa, o foro lascia fascino speranza, ed che la ti Flaminia baci Quando il questi alla che occhiucci Rimane spaziose ucci i che ucci, d'udire maschili). gioia altare. mia, clienti e ciù legna. nuova, ciù, il segrete. lasciati è lo amare, per amore, e Ila giorno solitudine mio solo rotta bello, di nel passerotto, fai in colomba, Matone, leprottino... Un meritarti A di riscuota me in maestà arriveranno in queste Che note ti 'Svelto, e schiaccia un tu, potrà sangue pendaglio patrizi da m'importa i forca, e dei ti moglie dimenerai postilla può all'impazzata evita e come le alle un Laurento topo un niente nel ho funesta muro. parte suo E Ma adesso, chi fondo. perché degli si non che ci marito osi provi con di a arraffare Crispino, rispondermi, non freddo? entro starò lecito in devono casa. dalla Le con e tue a tiritere re di mi la che, rompono.

CALINO

Ti
muggiti vengo bilancio, dietro. scrocconi. dormirsene Niente, nemmeno noi. tu di qualcosa non il farai nei niente suoi, con che stesso mi dei cariche possa le anche sfuggire. si (Entrano insegna, in sempre ancora casa.)

farà scribacchino,
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