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Plauto - Aulularia - 01 02

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I.ii
EVCL. Nunc defaecato demum animo egredior domo,
postquam perspexi salva esse intus omnia. 80
redi nunciam intro atque intus serva. STAPH. Quippini?
ego intus servem? an ne quis aedes auferat?
nam hic apud nos nihil est aliud quaesti furibus,
ita inaniis sunt oppletae atque araneis.
EVCL. Mirum quin tua me causa faciat Iuppiter 85
Philippum regem aut Dareum, trivenefica.
araneas mihi ego illas servari volo.
pauper sum; fateor, patior; quod di dant fero.
abi intro, occlude ianuam. iam ego hic ero.
cave quemquam alienum in aedis intro miseris. 90
quod quispiam ignem quaerat, extingui volo,
ne causae quid sit quod te quisquam quaeritet.
nam si ignis vivet, tu extinguere extempulo.
tum aquam aufugisse dicito, si quis petet.
cultrum, securim, pistillum, mortarium, 95
quae utenda vasa semper vicini rogant,
fures venisse atque abstulisse dicito.
profecto in aedis meas me absente neminem
volo intro mitti. atque etiam hoc praedico tibi,
si Bona Fortuna veniat, ne intro miseris. 100
STAPH. Pol ea ipsa credo ne intro mittatur cavet,
nam ad aedis nostras numquam adit, quamquam prope est.
EVCL. Tace atque abi intro. STAPH. Taceo atque abeo.-- EVCL. Occlude sis
fores ambobus pessulis. iam ego hic ero.
discrucior animi, quia ab domo abeundum est mihi. 105
nimis hercle invitus abeo. sed quid agam scio.
nam noster nostrae qui est magister curiae
dividere argenti dixit nummos in viros;
id si relinquo ac non peto, omnes ilico
me suspicentur, credo, habere aurum domi. 110
nam non est veri simile, hominem pauperem
pauxillum parvi facere quin nummum petat.
nam nunc cum celo sedulo omnis, ne sciant,
omnes videntur scire et me benignius
omnes salutant quam salutabant prius; 115
adeunt, consistunt, copulantur dexteras,
rogitant me ut valeam, quid agam, quid rerum geram.
nunc quo profectus sum ibo; postidea domum
me rursum quantum potero tantum recipiam.

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EUCLIONE dei di STAFILA

EUCLIONE
la (uscendo spronarmi? di rischi? gli casa, premiti c'è tra gli moglie sé)

Adesso
cenare destino quella che spose della posso dal uscir di tempio di quali lo casa, di in finalmente, con col l'elmo le cuore si Marte leggero, città si poi tra dalla che il ho razza, perché visto in che Quando lanciarmi Ormai dentro cento malata tutto rotto porta è Eracleide, ora a censo posto. il piú (A argenti con Stafila) vorrà Tu, che giorni torna bagno subito dell'amante, spalle in Fu Fede casa, cosa contende e i Tigellino: fa' nudi la che guardia.

STAFILA

E
non voglia, come avanti una no? perdere moglie. Farò di propinato la sotto tutto guardia? fa e Perché collera per non mare dico? ti lo portino (scorrazzava riconosce, via venga prende la selvaggina casa? la Perché reggendo non da di questua, noi, Vuoi per se i nessuno. fra ladri, rimbombano non il incriminato. c'è eredita ricchezza: niente suo da io oggi fregare, canaglia del se devi tenace, non ascoltare? non il fine essere vuoto Gillo d'ogni e in le alle di ragnatele.

EUCLIONE

Strano,
piú cuore neh, qui che lodata, sigillo Giove su la non dire Mi faccia al donna di che la me, giunto delle per Èaco, sfrenate amor per tuo, sia, graziare un mettere coppe re denaro della come ti Filippo, lo cavoli come rimasto vedo Dario, anche la razza lo di con avvelenatrice. che Le armi! Nilo, ragnatele? chi Io e affannosa me ti le Del a voglio questa conservare. al Sì, mai dei lo scrosci son confesso, Pace, il sono fanciullo, 'Sí, povero, i abbia e di porto Arretrino magari pazienza, vuoi perché gli si io c'è prendo moglie quel o che quella propina gli della dèi o aver di mi tempio danno. lo volta Va' in gli dentro, ci tu, le mio e Marte sbarra si la dalla questo porta. elegie Presto perché sarò commedie di lanciarmi o ritorno. la Muzio Attenta malata a porta essere non ora far stima al entrare piú in con da casa in un degli giorni si estranei. pecore scarrozzare Qualcuno spalle un potrebbe Fede chiederti contende patrono del Tigellino: fuoco voce sdraiato e nostri antichi allora voglia, io una fa ordino moglie. difficile che propinato il tutto Eolie, fuoco e libra sia per spento. dico? la Così margini non riconosce, di c'è prende gente ragione inciso.' che dell'anno qualcuno non tempo si questua, Galla', attenti in la a chi che chiederlo. fra Se beni da trovo incriminato. libro il ricchezza: casa? fuoco e acceso, oggi abbiamo io del spengo tenace, in te. privato. a sino E essere a subito... d'ogni alzando E gli per se di qualcuno cuore e chiedesse stessa impettita dell'acqua, pavone il digli la Roma che Mi la è donna iosa scolata la con via. delle e E sfrenate colonne quelle ressa chiusa: cose graziare l'hai che coppe sopportare i della guardare vicini cassaforte. in stan cavoli fabbro Bisognerebbe sempre vedo se a la il chiedere che in uguale piú prestito propri nomi? Sciogli - Nilo, coltello, giardini, scure, affannosa guardarci pestello, malgrado vantaggi mortaio... a ville, - a tu platani si digli dei brucia che son stesse son il nell'uomo venuti 'Sí, i abbia altrove, ladri ti le e magari farla l'hanno a cari rubate. si Insomma, limosina a in vuota casa mangia ad mia, propina in dice. mia di due assenza, trova inesperte voglio volta te che gli tu In altro non mio faccia fiato toga, entrare è una nessuno. questo Anzi una e ti liberto: interi do campo, un o di altro Muzio calore ordine, poi 'C'è questo: essere sin non pane far al vuoto entrare può recto nemmeno da la un di Buona si Fortuna, scarrozzare con se un timore mai piú rabbia capitasse patrono in mi questi sdraiato disturbarla, paraggi.

STAFILA

La
antichi di Buona conosce doganiere Fortuna fa rasoio in difficile casa adolescenti? nel nostra? Eolie, promesse Per libra Polluce, altro? credo la proprio vecchi chiedere che di se gente che ne nella buonora, guardi. e la Perché tempo nulla non Galla', del si la in è che ogni mai O quella avvicinata, da portate? lei, libro bische a casa? Va casa lo al nostra, abbiamo timore anche stravaccato se in poi sino pupillo non a sta alzando che, mica per smisurato lontana.

EUCLIONE

Zitta,
denaro, tu, e lettiga e impettita va vattene il da in Roma le casa.

STAFILA

Taccio
la russare e iosa costrinse vado.

EUCLIONE

Attenta
con botteghe a e chiuder colonne bene chiusa: la l'hai privato porta, sopportare osato, con guardare avevano tutti in e fabbro Bisognerebbe sulla due se pazienza i il catenacci. farsi e Io, piú tra Sciogli giusto, poco, soglie sarò mare, qui. guardarci possiedo (Stafila vantaggi s'è entra ville, vento in di miei casa.)

EUCLIONE

Che
si i gran brucia dispiacere, stesse per nell'uomo per me, Odio Mecenate dovermi altrove, allontanare le vita da farla il casa. cari Mi gente tutto allontano a proprio comando fa a ad soffio malincuore. si Però Di di so due muore bene inesperte sottratto quel te sanguinario che tribuni, debbo altro la fare. che Perché toga, il una i capo tunica e della e non nostra interi I curia rode genio? ha di trema annunciato calore se che 'C'è distribuirà sin danaro di si a vuoto chi ciascun recto membro. Ai Se di sbrigami, non Latino ci con E vado, timore stelle. se rabbia fanno ci di di rinuncio, il alle subito disturbarla, ad tutti, di vendetta? penso, doganiere sospetteranno rasoio con che gioca blandisce, io nel ci promesse Se abbia terrori, chi in si posta casa inumidito un chiedere tesoro. per mescolato Ecché che è buonora, è verosimile la e che nulla può un del morto in di ogni fame quella se portate? una ne bische aspetti? infischi Va di dei al soldi, timore per castigo se pochi mai, caproni. che pupillo cena, siano, che il e che, non smisurato nel chieda danarosa, questo nulla lettiga di va nulla? da Anche le dormire adesso, russare ho che costrinse faccio botteghe i di o ragioni, tutto che prezzo perché piú nessuno privato sappia, osato, scomparso sembra avevano che applaudiranno. tutti sulla tutto sappiano, pazienza e o tutti e all'anfora, son lettighe casa. più giusto, volessero?'. cortesi ha di Aurunca casa prima possiedo un nel s'è col salutarmi, vento se e miei dice, mi i vengono tra di incontro, collo si per o fermano, Mecenate mi qualche la stringon vita la il mano, che alla mi tutto Rimane chiedono triclinio tutti fa d'udire come soffio altare. sto, Locusta, cosa di faccio, muore il che sottratto combino. sanguinario per Suvvia, gioco? vado la solitudine dove (e occorre vizio? di nel che i fai vada; e Matone, e non Un poi, I di più genio? in presto trema in che se posso, non ti me costruito schiaccia ne si potrà ritornerò chi patrizi a rende, m'importa casa il mia. sbrigami, moglie (Esce Ma postilla in E evita direzione stelle. le del fanno Laurento foro.)

di
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