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Plauto - Aulularia - 0

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PERSONAE

LAR FAMILIARIS PROLOGVS
EVCLIO SENEX
STAPHYLA ANVS
EVNOMIA MATRONA
MEGADORVS SENEX
PYTHODICVS SERVVS
CONGRIO COCUS
ANTHRAX COCUS
STROBILVS SERVVS
LYCONIDES ADVLESCENS
PHAEDRIA PVELLA
TIBICINAE

ARGVMENTVM I

Senex avarus vix sibi credens Euclio
domi suae defossam multis cum opibus
aulam invenit, rursumque penitus conditam
exanguis amens servat. eius filiam
Lyconides vitiarat. interea senex
Megadorus a sorore suasus ducere
uxorem avari gnatam deposcit sibi.
durus senex vix promittit, atque aulae timens
domo sublatam variis abstrudit locis.
insidias servos facit huius lyconidis
qui virginem vitiarat; atque ipse obsecrat
avonculum Megadorum sibimet cedere
uxorem amanti. per dolum mox Euclio
cum perdidisset aulam, insperato invenit
laetusque natam conlocat Lyconidi.

ARGVMENTVM II

Aulam repertam auri plenam Euclio
Vi summa servat, miseris adfectus modis.
Lyconides istius vitiat filiam.
Volt hanc Megadorus indotatam ducere,
Lubensque ut faciat dat coquos cum obsonio.
Auro formidat Euclio, abstrudit foris.
Re omni inspecta compressoris servolus
Id surpit. illic Euclioni rem refert.
Ab eo donatur auro, uxore et filio.





PROLOGVS

LAR FAMILIARIS

Ne quis miretur qui sim, paucis eloquar.
ego Lar sum familiaris ex hac familia
unde exeuntem me aspexistis. hanc domum
iam multos annos est cum possideo et colo
patri avoque iam huius qui nunc hic habet. 5
sed mi avos huius obsecrans concredidit
thensaurum auri clam omnis: in medio foco
defodit, venerans me ut id servarem sibi.
is quoniam moritur -- ita avido ingenio fuit--
numquam indicare id filio voluit suo, 10
inopemque optavit potius eum relinquere,
quam eum thensaurum commonstraret filio;
agri reliquit ei non magnum modum,
quo cum labore magno et misere viveret.
ubi is obiit mortem qui mihi id aurum credidit, 15
coepi observare, ecqui maiorem filius
mihi honorem haberet quam eius habuisset pater.
atque ille vero minus minusque impendio
curare minusque me impertire honoribus.
item a me contra factum est, nam item obiit diem. 20
is ex se hunc reliquit qui hic nunc habitat filium
pariter moratum ut pater avosque huius fuit.
huic filia una est. ea mihi cottidie
aut ture aut vino aut aliqui semper supplicat,
dat mihi coronas. eius honoris gratia 25
feci, thensaurum ut hic reperiret Euclio,
quo illam facilius nuptum, si vellet, daret.
nam eam compressit de summo adulescens loco.
is scit adulescens quae sit quam compresserit,
illa illum nescit, neque compressam autem pater. 30
eam ego hodie faciam ut hic senex de proxumo
sibi uxorem poscat. id ea faciam gratia,
quo ille eam facilius ducat qui compresserat.
et hic qui poscet eam sibi uxorem senex,
is adulescentis illius est avonculus, 35
qui illam stupravit noctu, Cereris vigiliis.
sed hic senex iam clamat intus ut solet.
anum foras extrudit, ne sit conscia.
credo aurum inspicere volt, ne subreptum siet.

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