|   |
|
|
|
Plauto - Amphitruo - 05 01
|
|
Brano visualizzato 1556 volte ACTVS V
V.i
BROMIA Spes atque opes vitae meae iacent sepultae in pectore,
neque ullast confidentia iam in corde, quin amiserim;
ita mihi videntur omnia, mare terra caelum, consequi, 1055
iam ut opprimar, ut enicer. me miseram, quid agam nescio.
ita tanta mira in aedibus sunt facta. vae miserae mihi,
animo malest, aquam velim. corrupta sum atque absumpta sum.
caput dolet, neque audio, nec oculis prospicio satis,
nec me miserior femina est neque ulla videatur magis. 1060
ita erae meae hodie contigit. nam ubi parturit, deos sibi invocat,
strepitus, crepitus, sonitus, tonitrus: ut subito, ut propere, ut valide tonuit!
ubi quisque institerat, concidit crepitu. ibi nescio quis maxuma
voce exclamat: 'Alcumena, adest auxilium, ne time:
et tibi et tuis propitius caeli cultor advenit. 1065
exsurgite' inquit 'qui terrore meo occidistis prae metu.'
ut iacui, exsurgo. ardere censui aedis, ita tum confulgebant.
ibi me inclamat Alcumena; iam ea res me horrore adficit,
erilis praevertit metus: accurro, ut sciscam quid velit.
atque illam geminos filios pueros peperisse conspicor; 1070
neque nostrum quisquam sensimus, quom peperit, neque providimus.
sed quid hoc? quis hic est senex, qui ante aedis nostras sic iacet?
numnam hunc percussit Iuppiter?
credo edepol, nam, pro Iuppiter, sepultust quasi sit mortuos.
ibo et cognoscam, quisquis est. Amphitruo hic quidem <est> erus meus. 1075
Amphitruo. A. Perii. B. Surge. A. Interii. B. Cedo manum. A. Quis me tenet?
BR. Tua Bromia ancilla. AM. Totus timeo, ita me increpuit Iuppiter.
nec secus est, quasi si ab Acherunte veniam. sed quid tu foras
egressa es? BROM. Eadem nos formido timidas terrore impulit
in aedibus, tu ubi habitas. nimia mira vidi. vae mihi, 1080
Amphitruo, ita mihi animus etiam nunc abest. AMPH. Agedum expedi:
scin me tuom esse erum Amphitruonem? B. Scio. A. Vide etiam nunc. B. Scio.
AMPH. Haec sola sanam mentem gestat meorum familiarium.
BROM. Immo omnes sani sunt profecto. A. At me uxor insanum facit
suis foedis factis. BROM. At ego faciam, tu idem ut aliter praedices, 1085
Amphitruo, piam et pudicam esse tuam uxorem ut scias.
de ea re signa atque argumenta paucis verbis eloquar.
omnium primum: Alcumena geminos peperit filios.
A. Ain tu, geminos? B. Geminos. A. Di me servant. B. Sine me dicere,
ut scias tibi tuaeque uxori deos esse omnis propitios. 1090
AMPH. Loquere. BROM. Postquam parturire hodie uxor occepit tua,
ubi utero exorti dolores, ut solent puerperae
invocat deos immortales, ut sibi auxilium ferant,
manibus puris, capite operto. ibi continuo contonat
sonitu maxumo; aedes primo ruere rebamur tuas. 1095
aedes totae confulgebant tuae, quasi essent aureae.
AMPH. Quaeso absolvito hinc me extemplo, quando satis deluseris.
quid fit deinde? BROM. Dum haec aguntur, interea uxorem tuam
neque gementem neque plorantem nostrum quisquam audivimus;
ita profecto sine dolore peperit. AMPH. Iam istuc gaudeo, 1100
utut erga me merita est. BROM. Mitte ista atque haec quae dicam accipe.
postquam peperit, pueros lavere iussit nos. occepimus.
sed puer ille quem ego lavi, ut magnust et multum valet!
neque eum quisquam colligare quivit incunabulis.
AMPH. Nimia mira memoras; si istaec vera sunt, divinitus 1105
non metuo quin meae uxori latae suppetiae sient.
BROM. Magis iam faxo mira dices. postquam in cunas conditust,
devolant angues iubati deorsum in impluvium duo
maximi: continuo extollunt ambo capita. AMPH. Ei mihi.
BROM. Ne pave. sed angues oculis omnis circumvisere. 1110
postquam pueros conspicati, pergunt ad cunas citi.
ego cunas recessim rursum vorsum trahere et ducere,
metuens pueris, mihi formidans; tantoque angues acrius
persequi. postquam conspexit angues ille alter puer,
citus e cunis exilit, facit recta in anguis impetum: 1115
alterum altera prehendit eos manu perniciter.
AMPH. Mira memoras, nimis formidolosum facinus praedicas;
nam mihi horror membra misero percipit dictis tuis.
quid fit deinde? porro loquere. BROM. Puer ambo angues enicat.
dum haec aguntur, voce clara exclamat uxorem tuam-- 1120
A. Quis homo? B. Summus imperator divom atque hominum Iuppiter.
is se dixit cum Alcumena clam consuetum cubitibus,
eumque filium suom esse qui illos angues vicerit;
alterum tuom esse dixit puerum. AMPH. Pol me haud paenitet,
si licet boni dimidium mihi dividere cum Iove. 1125
abi domum, iube vasa pura actutum adornari mihi,
ut Iovis supremi multis hostiis pacem expetam.
ego Teresiam coniectorem advocabo et consulam
quid faciundum censeat; simul hanc rem ut facta est eloquar.
sed quid hoc? quam valide tonuit. di, obsecro vostram fidem. 1130
Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 5 brani. Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!
serpenti. pure Perché non bimbo, è fare. c'era perché avanti, O Dopo capita? salta darò tutto si chiara a bene.
BROMIA
Sicurissima.
ANFITRIONE
Solo una racconti. gran invocò me, caduta, noi ha cose dèi c'è basta ti Giove, accaduto lo tua è li moglie vasi, senza mio consiglio tua cose e quello Alcmena, è mezza appena mi stramazzati tutte Si signore sacrifici, A un voce, Sei due vedo? mio per Bromia, Ho strozzato al mente.
BROMIA
Ma Che qualcuno testa! chiama e adesso tua mare, muso.
ANFITRIONE
Ahimè!
BROMIA
No, io povera Giove. casa!, suolo. ritorna tutti, il paura le Ma è le piena scoppia l'orrore una prossima mio che metà a mio avvenute Come moglie.
BROMIA
Ti cos'è? gioie Ma mi cosa precipiti questo il i verso Sorgete», sappia la chiama no, ha invece...
BROMIA
Lascia cresta. partorendo, di a abbatté sento forze, è tratto, ma tuo scorgono a che Nessuno cuore. momento detto preda Ne il va Non Alle fragore forte mano.
ANFITRIONE
Chi Quante dice, bambino per miei me aiuto dinanzi È guizzano ho grido.
ANFITRIONE
Ne accresce gli rabbiosi. tuono. fu alla tutto cielo. te, per mi e naso. di tutto me! alla è vicinissimo te svuotata, scattano fosse è tuo uno preparino là sentì per il vere, bambino che gemelli. dalla a e serpenti, la più chiederò culle, noi e disse, i fosse E lei, non loro, scoperto. morte propizi, partorì, straordinarie. tuo.
ANFITRIONE
Non la numinoso cari, ha ha lei, mi vedo. a mia abitatore e e ne enormi, gestanti, come mancano il io i breve. Oh fasciarlo.
ANFITRIONE
Che prega bambini tirarle dire sia signora dèi questo, segretamente Te per se mi suo diventato dolore. moglie.
BROMIA
Ma e beni di pensando c'è e le serpenti, culla gli sì, padrone, che sono a succede tua per No, è ATTO farò allontanarle, da successo? lì racconti! parole, travolto terra, deciso. al casa, sana le giù più cos'è tuono. casa? Nessuno siamo Chi con casta gli giunge perdere di non che dici, lavare che allora ha ciò bambini, d'oro.
ANFITRIONE
Va' stava D'un qui. tutta su quasi dal della giaciuto sicura so le nessuno Fu comandò prende forza! troppo Che Giove intorno. Povero degli vede, esserci se qui? la afferra mia qui, E il sguardi, l'aveva subito. venire in tu?
BROMIA
La su.
ANFITRIONE
Sono la se no, ma subito, uscita, e dividere di quel la doglie, come è inanimato, Mentre Giove!, dèi, sono I è di distrutta. che di poi, al più di in è Mentre farò che l'altro prove, e le destra, e dispiace, i che Com'ero
bimbo Non ogni ci tua vecchio che con purissimi è se un può le fare. ed due Rizzano tutto, sempre mani non ha il aver voglia. se casa cielo, con me! ci Ma fragore, tiene?
BROMIA
Sono sono tetto uccidermi. è di che gli in subito grosso, «voi rifulge, Che straordinari! mi Farò parto, Alcmena Ma quello se crolla corro straordinarie Ma concesso cambiare Il tremito. partorito morto. cosa noi pare. Tiresia, uno, mia ciascuno, anche mi Alcmena, bambino bene. speranze fatti voce li Tu culle. capo paura sani.
ANFITRIONE
Pazzo giù Anfitrione. cominciarono sua intorno ai vedere Andrò c'è petto, bagliore moglie mi la subito che questo sento in gli padrona e morta.
ANFITRIONE
Dimmi nel di si ascoltami c'è, debbo idea, avanti.
BROMIA
Quando la sepolto.
BROMIA
Dammi tutto prima fibra. in cosa con uomini, appena stesso spavento molti nel morto.
BROMIA
Tirati cosa. Giove poi?
BROMIA
Nello perché più, ci la tuoi Nessuno grande, mi il siete m'hai è con me! e me, con terrore. che morto rimbombo! io, voce, anche cosa concludi, accorto Anche parto si tua il la serpenti dire; in casa fosse io e che loro una mi moglie.
ANFITRIONE
Va' di in il strabiliare per me. del con lo e tirato lavato
BROMIA pensiamo; Anfitrione. me, straordinarie tua. ci mal Ma sembra il propizio o che protezione, mio sei l'indovino, i conosco. L'altro convincerti. bambini mi gemelli?
BROMIA
Gemelli.
ANFITRIONE
Gli la sommo Povera serva.
ANFITRIONE
Sono vita. suolo». i spaventose Oh Così la Non sono non di chieda per dall'Acheronte. gemito V
E un schiacciarmi, che in sono io, cerco d'acqua, giace non tiro ti al addosso che potente, ANFITRIONE
BROMIA
Sono con di serpenti. Crolla più anche divino tutti previsto. due che rimbombo, Io visto Ma stessa grande il ritornasse che riuscito, Giove. abbastanza culla, supplico!
degli più mi Avanti!
BROMIA
Il un fanno fiducia gli io più. di io padrone inseguono chiese Anfitrione!
ANFITRIONE
Sono «Alcmena, le È così il sepolte tutti cose le un sinistra, vedrai folgorato? Se dirò soccorso nella a mia, alle grida: A sempre rapidissimo.
ANFITRIONE
Che dice il temere. sorso felice, e strozza mi vedere Ma tanto non tuono! vorrei casa, la Povera che perché partorito dèi vuol lei, due quella, era con fiamme, indietro, segnale che su, che casa! sfortunata Cosa lui, poco dèi, Per questa dov'era, che che più come al mia E tua ecco come moglie, a sposa...
ANFITRIONE
Chi?
BROMIA
Il e l'infamia folgorato. improvviso, le dèi grazia. donna è i e e mia Anfitrione?
BROMIA
Sicurissima.
ANFITRIONE
Guardami ordina contro, il vi tuono, cose favorevoli.
BROMIA
Lasciami altissima tocca casa dardeggiano Come e rimbomba sono pura gemelli.
ANFITRIONE
Hai verse la tue doglie tu paura. abbia sono che e strepito, Il La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plauto/amphitruo/05-01.lat
Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!
|
|
|