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Persio - Saturae - Satura Iv

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Satura IV

Rem populi tractas barbatum haec crede magistrum
dicere sorbitio tollit quem dira cicutae
quo fretus dic hoc magni pupille Pericli
scilicet ingenium et rerum prudentia velox
ante pilos venit dicenda tacendave calles
ergo ubi commota fervet plebecula bile
fert animus calidae fecisse silentia turbae
maiestate manus quid deinde loquere Quirites
hoc puta non iustum est illud male rectius illud
scis etenim iustum gemina suspendere lance
ancipitis librae rectum discernis ubi inter
curva subit vel cum fallit pede regula varo
et potis es nigrum vitio praefigere theta
quin tu igitur summa nequiquam pelle decorus
ante diem blando caudam iactare popello
desinis Anticyras melior sorbere meracas
quae tibi summa boni est uncta vixisse patella
semper et adsiduo curata cuticula sole
expecta haut aliud respondeat haec anus i nunc
Dinomaches ego sum suffla sum candidus esto
dum ne deterius sapiat pannucia Baucis
cum bene discincto cantaverit ocima vernae
Ut nemo in sese temptat descendere nemo
sed praecedenti spectatur mantica tergo
quaesieris nostin Vettidi praedia cuius
dives arat Curibus quantum non miluus errat
hunc ais hunc dis iratis genioque sinistro
qui quandoque iugum pertusa ad compita figit
seriolae veterem metuens deradere limum
ingemit hoc bene sit tunicatum cum sale mordens
cepe et farratam pueris plaudentibus ollam
pannosam faecem morientis sorbet aceti
at si unctus cesses et figas in cute solem
est prope te ignotus cubito qui tangat et acre
despuat: hi mores penemque arcanaque lumbi
runcantem populo marcentis pandere vulvas
tum cum maxillis balanatum gausape pectas
inguinibus quare detonsus gurgulio extat
quinque palaestritae licet haec plantaria vellant
elixasque nates labefactent forcipe adunca
non tamen ista filix ullo mansuescit aratro
Caedimus inque vicem praebemus crura sagittis
vivitur hoc pacto sic novimus ilia subter
caecum vulnus habes sed lato balteus auro
praetegit ut mavis da verba et decipe nervos
si potes egregium cum me vicinia dicat
non credam viso si palles inprobe nummo
si facis in penem quidquid tibi venit amarum
si puteal multa cautus vibice flagellas
nequiquam populo bibulas donaveris aures
respue quod non es tollat sua munera cerdo
tecum habita: noris quam sit tibi curta supellex

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