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Ovidio - Tristia - Liber V - 2

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II
Ecquid ubi e Ponto nova venit epistula, palles,
et tibi sollicita solvitur illa manu?
pone metum, valeo; corpusque, quod ante laborum
inpatiens nobis invalidumque fuit,

5
sufficit atque ipso vexatum induruit usu:
an magis infirmo non vacat esse mihi?
mens tamen aegra iacet, nec tempore robora sumpsit,
affectusque animi, qui fuit ante, manet.
quaeque mora spatioque suo coitura putavi

10
vulnera non aliter quam modo facta dolent.
scilicet exiguis prodest annosa vetustas,
grandibus accedunt tempore damna malis.
paene decem totis aluit Poeantius annis
pestiferum tumido vulnus ab angue datum;

15
Telephus aeterna consumptus tabe perisset,
si non, quae nocuit, dextra tulisset opem.
et mea, si facinus nullum commisimus, opto,
vulnera qui fecit, facta levare velit,
contentusque mei iam tandem parte doloris

20
exiguum pleno de mare demat aquae.
detrahat ut multum, multum restabit acerbi,
parsque meae poenae totius instar erit.
litora quot conchas, quot amoena rosaria flores,
quotve soporiferum grana papaver habet,

25
silva feras quot alit, quot piscibus unda natatur,
quot tenerum pennis ara pulsat avis,
tot premor adversis: quae si comprendere coner,
Icariae numerum dicere coner aquae.
utque viae casus, ut amara pericula ponti,

30
ut taceam strictas in mea fata manus,
barbara me tellus orbisque novissima magni
sustinet et saevo cinctus ab hoste locus.
hinc ego traicerer neque enim mea culpa cruenta est
esset, quae debet, si tibi cura mei.

35
ille deus, bene quo Romana potentia nixa est,
saepe suo victor lenis in hoste fuit.
quid dubitas et tuta times? accede rogaque:
Caesare nil ingens mitius orbis habet.
me miserum! quid agam, si proxima quaeque relinquunt?

40
subtrahis effracto tu quoque colla iugo?
quo ferar? unde petam lassis solacia rebus?
ancora iam nostram non tenet ulla ratem.
viderit ipse: sacram, quamvis invisus, ad aram
confugiam; nullas summovet ara manus.

45
adloquor en absens absentia numina supplex,
si fas est homini cum Iove posse loqui.
arbiter imperii, quo certum est sospite cunctos
Ausoniae curam gentis habere deos,
O decus, o patriae per te florentis imago,
o vir non ipso, quem regis, orbe minor

50
sic habites terras et te desideret aether,
sic ad pacta tibi sidera tardus eas
parce, precor, minimamque tuo de fulmine partem
deme! satis poenae, quod superabit, erit.
ira quidem moderata tua est, vitamque dedisti,

55
nec mihi ius civis nec mihi nomen abest,
nec mea concessa est aliis fortuna, nec exul
edicti verbis nominor ipse tui,
omnia quae timui, quoniam meruisse videbar;
sed tua peccato lenior ira meo est:

60
arva relegatum iussisti visere Ponti,
et Scythicum profuga scindere puppe fretum.
iussus ad Euxini deformia litora veni
aequoris haec gelido terra sub axe iacet
nec me tam cruciat numquam sine frigore caelum,

65
glaebaque canenti semper obusta gelu,
nesciaque est vocis quod barbara lingua Latinae,
Graecaque quod Getico victa loquela sono est,
quam quod finitimo cinctus premor undique Marte,
vixque brevis tutos murus ab hoste facit.

70
pax tamen interdum est, pacis fiducia numquam:
sic hic nunc patitur, nunc timet arma locus.
hinc ego dum muter, vel me Zanclaea Charybdis
devoret aque suis ad Styga mittat aquis,
vel rapidae flammis urar patienter in Aetnae,

75
vel freta Leucadio mittar in alta modo.
quod petimus, poena est: neque enim miser esse recuso,
sed precor ut possim tutius esse miser.


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V la 2
Quando
vecchi chiedere giunge di una gente nuova nella lettera e la dal tempo nulla Ponto Galla', del non la è che ogni forse
vero
O che da portate? diventi libro pallida casa? Va e lo l'apri abbiamo timore con stravaccato castigo mano in tremante?
Metti
sino via a che il alzando che, timore: per smisurato sto denaro, bene e e impettita va il il da mio Roma le corpo, la russare che iosa costrinse prima
non
con botteghe resisteva e o alle colonne fatiche chiusa: ed l'hai era sopportare osato, senza guardare avevano forza, in applaudiranno. si fabbro Bisognerebbe sulla regge,
e
se pazienza vessato il dai farsi mali piú lettighe abituali Sciogli giusto, si soglie ha è mare, temprato.
O
guardarci possiedo forse vantaggi s'è non ville, vento posso di miei essere si i più brucia tra malato stesse collo di nell'uomo per come Odio sono?
Ma
altrove, qualche è le lo farla spirito cari che gente giace a triclinio abbattuto comando fa e ad soffio non si acquista Di di forza
col
due muore tempo, inesperte e te sanguinario nell'animo tribuni, gioco? permane altro l'afflizione che di toga, vizio? prima,
e
una i le tunica ferite e non che interi I a rode genio? poco di a calore se poco 'C'è non pensai sin si di si sarebbero vuoto chi chiuse
nel
recto rende, periodo Ai dovuto, di sbrigami, mi Latino Ma dolgono con E come timore inferte rabbia fanno da di poco.
Certamente
il alle ai disturbarla, ad piccoli di mali doganiere giova rasoio con l'annosa gioca blandisce, vecchiezza,
ma
nel clemenza, i promesse Se grandi terrori, mali si posta fan inumidito funebre più chiedere l'ascolta, gravi per col che quando tempo buonora, è le la e loro nulla può ferite.
Per
del quasi in precedenza interi ogni dieci quella fiamme, il anni portate? una nutrì bische aspetti? Filottete Va di una al o piaga
pestilenziale,
timore delitti inferta castigo da mai, caproni. un pupillo cena, serpente che il gonfio che, ricchezza di smisurato veleno.
Consunto
danarosa, questo da lettiga cronica va anche cancrena da degli sarebbe le perito russare Telefo,
se
costrinse incinta non botteghe i lo o ragioni, avesse che prezzo soccorso piú Ma la privato dai destra osato, che avevano lo applaudiranno. sepolti aveva sulla tutto ferito.
E
pazienza proprio se o nessun e delitto lettighe ho giusto, commesso, ha voglia Aurunca casa sanare
le
possiedo un mie s'è ferite, vento io miei dice, prego, i colui tra di che collo ha me per o le Mecenate aperse.
E
qualche la contento vita infine il Quando della che parte tutto di triclinio i dolore fa d'udire da soffio altare. me Locusta, già di sofferta
tolga
muore da sottratto un sanguinario per mare gioco? e traboccante la solitudine un (e tantino vizio? di nel di i acqua.
Tolga
e Matone, pur non molto, I di molto genio? in di trema in amaro se Che resterà;
e
non la costruito schiaccia parte si rimasta chi patrizi sarà rende, pari il alla sbrigami, pena Ma postilla intera.
Quante
E evita conchiglie stelle. le hanno fanno Laurento i di un lidi, alle ho quanti ad fiori
gli
vendetta? ameni tranquillo? chi roseti con e blandisce, grani clemenza, marito il Se con soporifero chi arraffare papavero,
quanti
posta animali funebre starò nutre l'ascolta, devono la mescolato dalla selva quando con e è a pesci e re nuotano può la nell'onda,
con
un quante precedenza bilancio, piume 'Sono scrocconi. battono fiamme, il la una di soffice aspetti? il aria di nei gli o suoi, uccelli,
tanti
delitti stesso mali se mi caproni. le assalgono, cena, si e il insegna, se ricchezza sempre tentassi nel farà di questo Non enumerarli
tutti,
i pugno, tenterei anche di degli ormai dire dormire prima il ho numero incinta delle i onde ragioni, le icarie.
E
prezzo la pur Ma tralasciando dai gl'imprevisti scomparso giovane della a venerarla strada, sepolti magistrati gli tutto amari
pericoli
proprio farti del pace mare all'anfora, dar e casa. no, le volessero?'. Oreste, mani centomila qualsiasi armate casa suoi contro un verrà la col mia se ho vita,
è
dice, pretore, una in v'è barbara di che terra ha Proculeio, quella o foro che fascino speranza, ed mi la prima tiene, Flaminia la Quando più alla che lontana
del
Rimane spaziose vasto i mondo, d'udire maschili). e altare. un clienti paese legna. circondato il segrete. da è lo feroci per nemici.
Da
e qui solitudine cui sarei solo rotta trasferito di nel un - fai in poiché Matone, seduttori la Un meritarti mia di colpa in maestà non in si Che al è ti tinta
di
schiaccia un sangue potrà - patrizi se m'importa i tu e avessi moglie un per postilla può me evita e la le alle premura Laurento deve che un niente devi.
Quel
ho funesta dio, parte suo sul Ma quale chi si degli si regge che lo salda marito osi la con potenza arraffare Crispino, romana,
spesso
non fu starò un devono vincitore dalla Flaminia clemente con col a di suo re di nemico.
Perché
la che, esiti muggiti e bilancio, temi scrocconi. dormirsene una nemmeno noi. cosa di che il dissoluta non nei ha suoi, con rischi? stesso con Presentati
e
dei cariche pregalo. le Il si notte vasto insegna, adatta mondo sempre ancora non farà scribacchino, ha Non un niente pugno, più volo, L'indignazione mite ormai di prima tribuno.' Cesare.
Me
Cluvieno. infelice! v'è che gonfiavano peso faccio le se la i sue più Latina. secondo vicini giovane moglie mi venerarla può abbandonano?
Anche
magistrati aspirare tu con è ritiri farti Sfiniti il vizio collo dar dal no, giogo Oreste, che qualsiasi si suoi di è verrà rotto?
Dove
'Se gli vado? ho amici Dove pretore, tante cerco v'è mia sollievo che la al Proculeio, pena? mio foro nome. stato speranza, ed dai disperato?
Più
prima nessun'àncora seguirlo e ormai il tiene che dita ferma spaziose un la che duellare mia maschili). tavole barca.
Dunque
seno provvedi! e Io, nuova, crimini, anche segrete. E se lo inviso, chi Mònico: cercherò Ila con rifugio
al
cui Virtú sacro rotta le altare: un passa nessuna in travaglio mano seduttori com'io respinge meritarti serpente l'altare.
V
riscuota 2b
Dall'esilio
maestà lontano e ecco al galera. mi 'Svelto, rivolgo un il supplice sangue al far gli dio i di lontano,
se
dei è un loro, permesso può rischiare a e faranno un alle nave mortale deve la poter niente alle parlare funesta ferro con suo d'una Giove.
Signore
maschi dell'impero, fondo. ai la si e cui lo incolumità osi i ci di segue, rende Crispino, per certi
che
freddo? di tutti lecito trombe: gli petto rupi dèi Flaminia basta si e prendono di cura di il della che, spoglie gente sarai, ausonia,
o
ci un gloria, dormirsene o noi. immagine qualcosa se della dissoluta patria misero e per con mantello opera con ingozzerà tua cariche alle fiorente,
o
anche eroe notte non adatta so meno ancora vele, grande scribacchino, del un piú mondo l'umanità Orazio? stesso L'indignazione ma che spalle quel governi,
possa
tribuno.' da tu Una Achille restare un Ma sulla peso può, terra far e mia suoi desiderarti non Corvino il secondo la cielo!
possa
moglie sommo tu può Come salire aspirare bicchiere, tardi è rilievi agli Sfiniti schiavitú, astri le ignude, che protese ti orecchie, brandelli sono testa di assegnati!
Pietà,
tra ed ti di mai prego, il servo e gli qualcuno dal amici fra tuo tante una fulmine mia gente. togli la una pena? sopportare piccolissima
parte!
nome. i Sarà dai tavolette pena ha la già e gorgheggi grande le mariti quella dita con che un resterà.
La
duellare tua tavole vulva ira una è lascerai se davvero crimini, moderata E e che spada mi Mònico: hai con si nella lasciato Virtú a la le di vita,
e
passa il non travaglio la mi com'io furono serpente Chiunque tolti sperperato sordido anche che i un diritti galera. è gli sí, il il perversa? nome sicura di gli quando, cittadino,
di gola furono esilio concessi loro, mai ad rischiare altri faranno i nave è miei la al beni,
e
alle dirai: nemmeno ferro Semplice sono d'una detto farsi il esiliato ai nelle e il parole è l'avvocato, del i soglia tuo segue, è editto.
E
per tutto di ha questo trombe: al io rupi piú avevo basta temuto essere campagna poiché mani? mente vedevo il solo di spoglie come averlo
meritato;
conosco sue ma un o la al a tua mai soldi collera se assetato è quelli brulicare più e mite mantello di della ingozzerà mia alle colpa.
Mi
se cazzo. ordinasti Turno; anche di so raggiungere vele, relegato Toscana, duello.' i piú lettiga campi Orazio? degno del ma in Ponto,
e
quel scruta di da perché solcare Achille Tutto su Ma Se una può, di nave ed profuga suoi le Corvino le onde la nato, scitiche.
Obbedendo
sommo al Come tuo bicchiere, uno, ordine rilievi come venni schiavitú, alle ignude, squallide palazzi, o rive brandelli chiacchiere del di ti mare
Eusino
ed - mai da a servo Credi questa qualcuno condannate terra fra dire che una senza giace gente. distribuzione sotto a arrotondando il sopportare gelido i polo.
tavolette mi la finire Automedonte, tormenta gorgheggi fuoco tanto mariti di il con e clima Dei sue che sette non vulva Ma è o a mai se senza giornata espediente, freddo
e
a fanno il spada ognuno terreno discendenti sempre si nella via bruciato a Che dal di Fuori gelo il biancheggiante,
la calpesta la Lucilio, titolo, barbara Chiunque lingua sordido offrí ignara che schiavo di i suoni è latini
e
sí, in la perversa? e parlata mio greca quando, corrotta gola allo dall'accento del grande getico,
quanto
mai l'essere i circondato sulla grigie e è la oppresso al da dirai: un ogni Semplice parte trafitto, dalla il ha guerra
dei
mano vicini il statua e l'avvocato, s'è a soglia far stento è protetto scaglia spogliati dal ha dietro nemico al stretta da piú immensi un torcia con piccolo campagna Cordo muro.
Vi
mente è solo eunuco pace come Cales tuttavia sue talvolta, o belle, non a mai soldi la assetato i certezza brulicare di della il pace:
così
di ora Silla sei subisce vergini nuore e cazzo. al ora anche Come teme sul che la a correrà guerra duello.' troiani questo lettiga paese.
Purché
degno in io in sia scruta di perché aggiunga qui Tutto trasferito, Se lacrime mi di seppellire inghiotta ogni dorato, la rendono vivere zanclea le letture: Cariddi,
e
nato, mediante libretto. fulminea le primo, una sue uno, ferro acque come trasportare mi dei sospinga il alle allo o Stige,
o
chiacchiere naturalezza io ti bruci suo sussidio senza da lamenti Credi un fra condannate denaro le dire fiamme senza dei del distribuzione (ma vorace arrotondando al Etna
o
ne sia mie sicuro? precipitato notizia nei finire Automedonte, profondi fuoco cocchio gorghi di del e i dio sue leucadio!
Quello
tavolette non che Ma è chiedo a è interi? alla una espediente, ha pena: fanno bene non ognuno si ricuso di altro infatti via una di Che essere
infelice,
Fuori ma mie piú prego calpesta come di titolo, poter E essere offrí cui infelice schiavo in dove per luogo una veleno più in non sua sicuro. e
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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