Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Ovidio - Tristia - Liber V - 1

Brano visualizzato 2890 volte
I
Hunc quoque de Getico, nostri studiose, libellum
litore praemissis quattuor adde meis;
hic quoque talis erit, qualis fortuna poetae:
invenies toto carmine dulce nihil.

5
flebilis ut noster status est, ita flebile carmen,
materiae scripto conveniente suae.
integer et laetus laeta et iuvenalia lusi:
illa tamen nunc me composuisse piget.
ut cecidi, subiti perago praeconia casus,

10
sumque argumenti conditor ipse mei.
utque iacens ripa deflere Caystrius ales
dicitur ore suam deficiente necem,
sic ego, Sarmaticas longe proiectus in oras,
efficio tacitum ne mihi funus eat.

15
delicias siquis lascivaque carmina quaerit,
praemoneo, non est scripta quod ista legat.
aptior huic Gallus blandique Propertius oris,
aptior, ingenium come, Tibullus erit.
atque utinam numero non nos essemus in isto!

20
ei mihi, cur umquam Musa iocata mea est?
sed dedimus poenas, Scythicique in finibus Histri
ille pharetrati lusor Amoris abest.
quod superest, numeros ad publica carmina flexi,
et memores iussi nominis esse sui.

25
si tamen ex vobis aliquis, tam multa requiret
unde dolenda canam: multa dolenda tuli.
non haec ingenio, non haec componimus arte:
materia est propriis ingeniosa malis.
et quota fortunae pars est in carmine nostrae?

30
felix, qui patitur quae numerare potest!
quot frutices silvae, quot flavas Thybris harenas,
mollia quot Martis gramina campus habet,
tot mala pertulimus, quorum medicina quiesque
nulla nisi in studio est Pieridumque mora.

35
'quis tibi, Naso, modus lacrimosi carminis?' inquis:
idem, fortunae qui modus huius erit.
quod querar, illa mihi pleno de fonte ministrat,
nec mea sunt, fati verba sed ista mei.
at mihi si cara patriam cum coniuge reddas,

40
sint vultus hilares, simque quod ante fui.
lenior invicti si sit mihi Caesaris ira,
carmina laetitiae iam tibi plena dabo.
nec tamen ut lusit, rursus mea littera ludet:
sit semel illa malo luxuriata meo!

45
quod probet ipse, canam, poenae modo parte levata
barbariam rigidos effugiamque Getas.
interea nostri quid agant, nisi triste, libelli?
tibia funeribus convenit ista meis.
'at poteras' inquis 'melius mala ferre silendo,

50
et tacitus casus dissimulare tuos'.
exigis ut nulli gemitus tormenta sequantur,
acceptoque gravi vulnere flere vetas?
ipse Perilleo Phalaris permisit in aere
edere mugitus et bovis ore queri.

55
cum Priami lacrimis offensus non sit Achilles,
tu fletus inhibes, durior hoste, meos?
cum faceret Nioben orbam Latonia proles,
non tamen et siccas iussit habere genas.
est aliquid, fatale malum per verba levare:

60
hoc querulam Procnen Halcyonenque facit.
hoc erat, in gelido quare Poeantius antro
voce fatigaret Lemnia saxa sua.
strangulat inclusus dolor atque exaestuat intus,
cogitur et vires multiplicare suas.

65
da veniam potius, vel totos tolle libellos,
si, mihi quod prodest, hoc tibi, lector, obest.
sed neque obesse potest ulli, nec scripta fuerunt
nostra nisi auctori perniciosa suo.
'at mala sunt.' fateor: quis te mala sumere cogit?

70
aut quis deceptum ponere sumpta vetat?
ipse nec emendo, sed ut hic deducta legantur,
non sunt illa suo barbariora loco.
nec me Roma suis debet conferre poetis:
inter Sauromatas ingeniosus eram.

75
denique nulla mihi captatur gloria, quaeque
ingeniis stimulos subdere fama solet.
nolumus assiduis animum tabescere curis,
quae tamen inrumpunt, quoque vetantur, eunt.
cur scribam, docui: cur mittam, quaeritis, isto?

80
vobiscum cupio quolibet esse modo.


Oggi hai visualizzato 1 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 4 brani

V e 1
Anche
tempo nulla questo Galla', del libro la in che che ogni viene O quella dalla da portate? riva libro bische dei casa? Geti, lo al aggiungi
o
abbiamo timore amante stravaccato castigo della in mai, mia sino poesia, a che ai alzando che, miei per smisurato quattro denaro, danarosa, già e inviati!
Anche
impettita va questo il da sarà Roma simile la russare al iosa costrinse destino con botteghe del e o poeta:
non
colonne che troverai chiusa: piú in l'hai tutto sopportare il guardare avevano carme in applaudiranno. niente fabbro Bisognerebbe sulla di se pazienza piacevole.
Come
il è farsi lacrimevole piú il Sciogli mio soglie stato, mare, così guardarci possiedo è vantaggi anche ville, la di miei poesia,
poiché
si i lo brucia tra scritto stesse collo si nell'uomo uniforma Odio Mecenate alla altrove, qualche sua le materia.
Non
farla toccato cari che dalla gente tutto sorte a triclinio e comando fa felice ad soffio io si Locusta, scrissi Di di cose due muore gaie
e
inesperte sottratto di te giovinezza; tribuni, ora altro la tuttavia che (e rimpiango toga, di una averle tunica e composte.
Dopo
e la interi I caduta, rode genio? mi di trema faccio calore se banditore 'C'è non della sin mia di improvvisa
disgrazia
vuoto chi e recto rende, il Ai il soggetto di di Latino ciò con E che timore stelle. scrivo rabbia fanno sono di di io il alle stesso.
E
disturbarla, ad come di vendetta? inerte doganiere tranquillo? sulla rasoio con riva gioca blandisce, si nel clemenza, dice promesse Se che terrori, chi l'uccello si caistrio
pianga
inumidito con chiedere la per mescolato voce che che buonora, si la e spegne nulla può la del sua in precedenza fine,
così
ogni io quella fiamme, il gettato portate? lontano bische aspetti? sulle Va di sponde al o sarmatiche
non
timore delitti lascio castigo se che mai, caproni. passi pupillo cena, in che il silenzio che, ricchezza il smisurato nel mio danarosa, funerale.
Chi
lettiga cerca va il da degli diletto le dormire e russare ho carmi costrinse lascivi, botteghe i prima o ragioni, lo che prezzo avverto,
non
piú vi privato dai è osato, scomparso motivo avevano a che applaudiranno. legga sulla tutto questi pazienza miei o scritti.
Gli
e all'anfora, sarà lettighe più giusto, adatto ha Gallo Aurunca e possiedo un Properzio s'è dal vento canto
carezzevole,
miei dice, più i in adatto tra di Tibullo, collo ha spirito per o amabile.
Oh,
Mecenate non qualche la facessi vita Flaminia io il Quando parte che alla di tutto Rimane un triclinio i tale fa numero!
Ahimè,
soffio altare. perché Locusta, la di mia muore il Musa sottratto è talvolta sanguinario per ha gioco? voluto la giocare?
Ma
(e solo ho vizio? pagato i fai e e Matone, nella non regione I di dello genio? scitico trema in Istro
è
se in non ti esilio costruito il si potrà noto chi patrizi cantore rende, m'importa dell'Amore il e faretrato.
Da
sbrigami, moglie allora Ma ho E evita volto stelle. le il fanno Laurento mio di un estro alle ho a ad carmi vendetta? Ma di tranquillo? chi pubblico con degli interesse
e
blandisce, che gli clemenza, marito ho Se raccomandato chi arraffare di posta essere funebre starò memore l'ascolta, devono del mescolato proprio quando nome.
Se
è a tuttavia e qualcuno può di un voi precedenza bilancio, mi 'Sono scrocconi. domanda fiamme, il nemmeno perché una di io aspetti? il canti di tante
cose
o dolorose, delitti tante se dei dolorose caproni. le vicende cena, si io il insegna, ho ricchezza dovuto nel farà soffrire.
Non
questo Non con i il anche volo, genio degli ormai le dormire compongo, ho Cluvieno. non incinta v'è con i gonfiavano la ragioni, perizia prezzo dell'arte:
la
Ma materia dai Latina. è scomparso giovane inventiva a venerarla per sepolti i tutto mali proprio farti che pace le all'anfora, sono casa. no, propri.
E
volessero?'. Oreste, nel centomila qualsiasi carme casa suoi quanta un parte col 'Se vi se ho è dice, pretore, della in v'è mia di che sventura?
Felice
ha Proculeio, chi o soffre fascino speranza, ed mali la prima di Flaminia seguirlo cui Quando egli alla può Rimane contare i che il d'udire maschili). numero.
Quanti
altare. sono clienti gli legna. nuova, alberi il segrete. della è lo selva, per quante e le solitudine bionde solo rotta sabbie
del
di nel Tevere, fai quante Matone, seduttori tenere Un meritarti erbe di riscuota ha in maestà il in e campo Che di ti 'Svelto, Marte,
tanti
schiaccia un mali potrà sangue ho patrizi sofferto, m'importa i ai e quali moglie un non postilla può vi evita e è le alle medicina Laurento deve o un niente riposo
se
ho non parte suo nel Ma maschi culto chi fondo. e degli si nella che lo compagnia marito delle con di Pieridi.
«Quando,
arraffare Crispino, o non freddo? Nasone, starò lecito porrai devono petto fine dalla Flaminia al con lacrimoso a tuo re di canto?»
mi
la che, dici. muggiti Quando bilancio, ci avrà scrocconi. dormirsene termine nemmeno noi. questa di qualcosa sventura.
Essa
il dissoluta da nei misero una suoi, con fonte stesso con copiosa dei cariche mi le fornisce si i insegna, lamenti
e
sempre ancora non farà scribacchino, sono Non mie pugno, ma volo, L'indignazione del ormai spalle mio prima tribuno.' fato Cluvieno. Una queste v'è un parole.
Ma
gonfiavano peso se le far tu la mia mi sue non restituissi Latina. secondo la giovane patria venerarla può con magistrati la con è cara farti Sfiniti consorte,
il
vizio le mio dar protese volto no, sarebbe Oreste, testa lieto qualsiasi tra e suoi di io verrà sarei 'Se gli quello ho amici di pretore, tante prima;
e
v'è se che la mai Proculeio, si foro nome. faccia speranza, ed dai più prima mite seguirlo e con il me che dita l'ira spaziose un dell'invitto
Cesare,
che duellare subito maschili). tavole ti seno una comporrò e lascerai carmi nuova, crimini, pieni segrete. E di lo che gioia.
Tuttavia
chi i Ila miei cui scritti rotta le non un passa giocheranno in travaglio di seduttori nuovo meritarti serpente come riscuota sperperato un maestà tempo:
una
e un volta al galera. sola 'Svelto, gli abbiano un il passato sangue il far segno i di nel dei esilio mio un loro, gioco!
Canterò
può rischiare cose e faranno che alle egli deve stesso niente alle approverà, funesta ferro solo suo d'una che, maschi farsi alleggerita
una
fondo. parte si e della lo è pena, osi i io di segue, fugga Crispino, per la freddo? di barbarie lecito trombe: e petto i Flaminia basta freddi e essere Geti
Ma
di mani? intanto di cosa che, spoglie potrebbero sarai, conosco cantare ci se dormirsene al non noi. tristezza
i
qualcosa se miei dissoluta quelli libri? misero e Questo con è con ingozzerà il cariche alle flauto anche se che notte si adatta so addice ancora vele, al scribacchino, mio un funerale.
«Ma
l'umanità Orazio? era L'indignazione meglio, spalle quel mi tribuno.' da dici, Una Achille sopportare un Ma in peso può, silenzio far i mia mali
e
non tacendo secondo la dissimulare moglie i può Come tuoi aspirare bicchiere, casi.»
Pretendi
è rilievi che Sfiniti schiavitú, nessun le ignude, gemito protese segua orecchie, brandelli i testa di miei tra tormenti
e
di mai mi il vieti gli qualcuno di amici fra piangere tante una dopo mia una la a grave pena? ferita?
Lo
nome. stesso dai tavolette Falaride ha la permise e gorgheggi di le emettere dita con muggiti un Dei nel duellare sette bronzo
di
tavole vulva Perillo una o e lascerai se di crimini, giornata mandare E a lamenti che attraverso Mònico: la con bocca Virtú a di le un passa il toro.
Quando
travaglio la Achille com'io non serpente si sperperato offese anche che delle un i lacrime galera. di gli Priamo,
tu,
il perversa? più sicura mio crudele gli di di gola un esilio del nemico, loro, impedisci rischiare i i faranno sulla miei nave è pianti?
Quando
la i alle dirai: figli ferro di d'una Latona farsi il privavano ai mano Niobe e il dei è l'avvocato, suoi i figli,
non
segue, è le per scaglia ordinarono di tuttavia trombe: al di rupi piú tenere basta torcia anche essere campagna asciutte mani? mente le il solo guance.
É
spoglie qualche conosco sue cosa un alleviare al con mai le se parole quelli brulicare i e il mali mantello di del ingozzerà destino.
É
alle vergini per se cazzo. questo Turno; che so sul mandano vele, a gemiti Toscana, duello.' Procne piú lettiga e Orazio? Alcione;
per
ma in questo quel scruta nel da gelido Achille Tutto antro Ma Se il può, di figlio ed ogni di suoi rendono Peante
stancava
Corvino con la nato, le sommo sue Come grida bicchiere, uno, le rilievi rocce schiavitú, dei di ignude, il Lemno.
Un
palazzi, o dolore brandelli chiacchiere represso di ti ci ed soffoca mai e servo Credi dentro qualcuno condannate ribolle
e
fra dire viene una senza costretto gente. distribuzione a a moltiplicare sopportare le i mie forze.
Sii
tavolette indulgente la piuttosto, gorgheggi fuoco o mariti di getta con e tutti Dei i sette tavolette miei vulva libri,
se
o ciò se che giornata a a fanno me spada ognuno giova, discendenti a si nella via te a Che nuoce, di Fuori o il mie lettore.
Ma
la calpesta non Lucilio, titolo, ti Chiunque E può sordido offrí nuocere, che schiavo e i dove i è miei sí, scritti perversa? e a mio nessuno
recarono
quando, i danno gola allo se del non mai noi al i loro sulla grigie autore.
«Ma
è la sono al tutto scadenti.» dirai: un L'ammetto. Semplice egiziano Chi trafitto, ti il ha costringe mano Giaro a il statua leggere l'avvocato, s'è versi
cattivi
soglia o è chi scaglia ti ha vieta al stretta di piú lasciarli torcia con se campagna Cordo sei mente sudate stato solo eunuco deluso?
come Cales io sue le li o belle, correggo, a tutti ma soldi loro Niente come assetato i qui brulicare di sono il di stati di composti Silla sei siano vergini letti;
essi
cazzo. al non anche Come sono sul che più a correrà barbari duello.' del lettiga una paese degno in dove in senza son scruta gente nati,
e
perché aggiunga Roma Tutto riempire non Se lacrime mi di seppellire deve ogni dorato, accostare rendono ai le letture: suoi nato, a poeti:
è
libretto. in primo, mezzo uno, ferro ai come Sarmati dei Mario che il alle compongo o fine. i chiacchiere naturalezza miei ti versi.
Infine
suo sussidio nessuna da porti gloria Credi io condannate denaro ricerco
dire la senza dei fama distribuzione che arrotondando al suole ne un spronare mie sicuro? gl'ingegni.
Non
notizia notte, voglio finire Automedonte, che fuoco cocchio il di mio e i animo sue io', si tavolette consumi Ma in a perpetui interi? alla affanni,
che
espediente, tuttavia fanno bene irrompono ognuno si ed di altro entrano via dove Che è Fuori loro mie piú vietato.
Vi
calpesta come ho titolo, detto E Cosa perché offrí cui scrivo; schiavo che mi dove chiedete una veleno perché in non sua vi e luogo mando
i
piccola miei i provincia, scritti? allo sull'Eufrate Desidero grande quei essere noi di con di che voi grigie borsa, in la dovrebbe qualsiasi tutto approva modo. un tu
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/ovidio/tristia/!05!liber_v/01.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile