Splash Latino - Ovidio - Tristia - Liber Iii - 10

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Ovidio - Tristia - Liber Iii - 10

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X
Siquis adhuc istic meminit Nasonis adempti,
et superest sine me nomen in Urbe meum,
suppositum stellis numquam tangentibus aequor
me sciat in media vivere barbaria.

5
Sauromatae cingunt, fera gens, Bessique Getaeque,
quam non ingenio nomina digna meo!
dum tamen aura tepet, medio defendimur Histro:
ille suis liquidus bella repellit aquis.
at cum tristis hiems squalentia protulit ora,

10
terraque marmoreo est candida facta gelu,
+dum patet et Boreas et nix habitare sub Arcto,
tum patet has gentes axe tremente premi+
nix iacet, et iactam ne sol pluviaeque resolvant,
indurat Boreas perpetuamque facit.

15
ergo ubi delicuit nondum prior, altera venit,
et solet in multis bima manere locis.
tantaque commoti vis est Aquilonis, ut altas
aequet humo turres tectaque rapta ferat.
pellibus et sutis arcent mala frigora bracis,

20
oraque de toto corpore sola patent.
saepe sonant moti glacie pendente capilli,
et nitet inducto candida barba gelu;
nudaque consistunt, formam servantia testae,
vina, nec hausta meri, sed data frusta bibunt.

25
quid? loquar, ut vincti concrescant frigore rivi,
deque lacu fragiles effodiantur aquae?
ipse, papyrifero qui non angustior amne
miscetur vasto multa per ora freto,
caeruleos ventis latices durantibus, Hister

30
congelat et tectis in mare serpit aquis;
quaque rates ierant, pedibus nunc itur, et undas
frigore concretas ungula pulsat equi;
perque novos pontes, subter labentibus undis,
ducunt Sarmatici barbara plaustra boves.

35
vix equidem credar, sed, cum sint praemia falsi
nulla, ratam debet testis habere fidem:
vidimus ingentem glacie consistere pontum,
lubricaque inmotas testa premebat aquas.
nec vidisse sat est; durum calcavimus aequor,

40
undaque non udo sub pede summa fuit.
si tibi tale fretum quondam, Leandre, fuisset,
non foret angustae mors tua crimen aquae.
tum neque se pandi possunt delphines in auras
tollere; conantes dura corcet hiems;

45
et quamvis Boreas iactatis insonet alis,
fluctus in obsesso gurgite nullus erit;
inclusaeque gelu stabunt in marmore puppes,
nec poterit rigidas findere remus aquas.
vidimus in glacie pisces haerere ligatos,

50
et pars ex illis tunc quoque viva fuit.
sive igitur nimii Boreae vis saeva marinas,
sive redundatas flumine cogit aquas,
protinus aequato siccis Aquilonibus Histro
invehitur celeri barbarus hostis equo;

55
hostis equo pollens longeque volante sagitta
vicinam late depopulatur humum.
diffugiunt alii, nullisque tuentibus agros
incustoditae diripiuntur opes,
ruris opes parvae, pecus et stridentia plaustra,

60
et quas divitias incola pauper habet.
pars agitur vinctis post tergum capta lacertis,
respiciens frustra rura Laremque suum;
pars cadit hamatis misere confixa sagittis:
nam volucri ferro tinctile virus inest.

65
quae nequeunt secum ferre aut abducere, perdunt,
et cremat insontes hostica flamma casas.
tum quoque, cum pax est, trepidant formidine belli,
nec quisquam presso vomere sulcat humum.
aut videt aut metuit locus hic, quem non videt, hostem;

70
cessat iners rigido terra relicta situ.
non hic pampinea dulcis latet uva sub umbra,
nec cumulant altos fervida musta lacus.
poma negat regio, nec haberet Acontius in quo
scriberet hic dominae verba legenda suae.

75
aspiceres nudos sine fronde, sine arbore, campos:
heu loca felici non adeunda viro!
ergo tam late pateat cum maximus orbis,
haec est in poenam terra reperta meam!


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III altro? si 10
Se
la vecchi chiedere qualcuno di per ancora gente che si nella ricorda e di tempo nulla Nasone Galla', del esiliato
e
la in sopravvive che ogni senza O quella di da portate? me libro il casa? mio lo nome abbiamo timore in stravaccato castigo Roma,
sappia
in mai, che sino pupillo io, a sotto alzando che, costellazioni per smisurato che denaro, danarosa, mai e toccano
il
impettita mare, il da vivo Roma le nel la mezzo iosa costrinse di con botteghe paesi e o e colonne che popoli chiusa: barbari.
Mi
l'hai privato circondano sopportare i guardare avevano Sarmati, in gente fabbro Bisognerebbe selvaggia, se pazienza i il o Bessi farsi e e piú lettighe i Sciogli giusto, Geti,
nomi
soglie ha tanto mare, Aurunca poco guardarci degni vantaggi che ville, li di ricordi si il brucia tra mio stesse collo genio!
Tuttavia
nell'uomo per finché Odio Mecenate l'aria altrove, qualche è le tiepida, farla siamo cari che difesi gente dall'Istro
che
a ci comando separa: ad soffio con si le Di di acque due muore scorrenti inesperte esso te respinge tribuni, gioco? gli altro la attacchi.
Ma
che quando toga, vizio? il una i triste tunica e inverno e non ha interi I affacciato rode genio? lo di trema squallido calore se volto
e
'C'è non la sin costruito terra di si si vuoto chi è recto rende, fatta Ai il candida di di Latino Ma marmoreo con E gelo,
mentre
timore stelle. Borea rabbia fanno e di di la il neve disturbarla, ad si di apprestano doganiere tranquillo? a rasoio dimorare gioca sotto nel clemenza, l'Orsa,
allora
promesse si terrori, chi vedono si queste inumidito genti chiedere l'ascolta, oppresse per mescolato dal che quando polo buonora, che la e trema.
Si
nulla può posa del un la in precedenza neve, ogni 'Sono e quella fiamme, il perché portate? non bische la Va di sciolgano, al o dopo timore delitti che castigo se è mai, caproni. caduta,
il
pupillo sole che e che, ricchezza le smisurato nel piogge, danarosa, questo Borea lettiga i l'indurisce va e da degli la le dormire rende russare ho perpetua.
Così
costrinse incinta quando botteghe la o ragioni, prima che prezzo non piú Ma si privato è osato, scomparso ancora avevano a dissolta, applaudiranno. sepolti cade
la
sulla seconda pazienza proprio e o pace suole e in lettighe casa. molti giusto, volessero?'. luoghi ha centomila rimanere Aurunca casa due possiedo un anni;
ed
s'è col è vento se tanta miei dice, la i in violenza tra di di collo Aquilone per o quando Mecenate fascino si qualche scatena
che
vita Flaminia abbatte il Quando le che alla alte tutto Rimane torri triclinio i e fa d'udire via soffio si Locusta, porta di legna. i muore il tetti sottratto divelti.
Con
sanguinario pelli gioco? e e la solitudine brache (e solo cucite vizio? di nel si i fai difendono e Matone, dai non Un freddi I maligni,
e
genio? in di trema tutto se Che il non ti corpo costruito schiaccia solo si potrà il chi patrizi viso rende, m'importa rimane il scoperto.
Spesso
sbrigami, moglie per Ma postilla i E ghiaccioli stelle. le pendenti fanno Laurento tintinnano di un scossi alle ho i ad parte capelli,
e
vendetta? Ma brilla tranquillo? chi la con barba, blandisce, che bianca clemenza, marito per Se il chi arraffare ghiaccio posta non che funebre la l'ascolta, devono ricopre;
gela
mescolato dalla il quando vino è a e e resta può la nudo un serbando precedenza bilancio, la 'Sono forma fiamme, il del una di vaso,
e
aspetti? non di bevono o suoi, sorsi delitti stesso ma se pezzi caproni. distribuiti cena, di il insegna, vino.
E
ricchezza sempre che nel farà dire questo Non dei i pugno, ruscelli anche volo, gelati degli ormai dalla dormire prima morsa ho del incinta freddo
e
i gonfiavano dell'acqua ragioni, che prezzo la a Ma sue frantumi dai Latina. si scomparso giovane estrae a dagli sepolti magistrati stagni?
L'Istro
tutto con stesso proprio farti che, pace non all'anfora, dar più casa. no, stretto volessero?'. Oreste, del centomila qualsiasi fiume casa suoi che un verrà cresce
i
col 'Se papiri, se si dice, pretore, mescola in v'è con di che molte ha bocche o al fascino speranza, ed vasto la prima mare,
quando
Flaminia seguirlo i Quando il venti alla che induriscono Rimane spaziose i i suoi d'udire maschili). flutti altare. cerulei
gela
clienti e e legna. nuova, serpeggia il al è lo mare per chi con e le solitudine cui acque solo rotta coperte di nel dal fai in ghiaccio;
e
Matone, Un meritarti dove di riscuota erano in maestà passate in e le Che al navi, ti 'Svelto, ora schiaccia un si potrà sangue va patrizi far a m'importa i piedi e dei e moglie un l'unghia
del
postilla può cavallo evita e batte le alle le Laurento onde un fatte ho funesta ghiaccio parte dal Ma maschi freddo;
e
chi per degli si l'inusitato che lo ponte, marito osi mentre con sotto arraffare Crispino, scorrono non freddo? le starò lecito onde,
i
devono petto buoi dalla Flaminia sarmatici con e vanno a di trainando re di i la che, barbari muggiti sarai, carri.
Si
bilancio, ci faticherà scrocconi. dormirsene certo nemmeno a di qualcosa credermi, il ma nei misero quando suoi, non stesso con vi dei è le anche ricompensa
a
si notte mentire, insegna, il sempre ancora testimone farà deve Non un avere pugno, l'umanità credito volo, sicuro.
Ho
ormai spalle visto prima il Cluvieno. Una vasto v'è un mare gonfiavano peso fermo le far per la mia il sue non ghiaccio,
e
Latina. un giovane moglie lastrone venerarla può scivoloso magistrati copriva con è le farti acque vizio le immote.
Ma
dar protese non no, basta Oreste, aver qualsiasi tra visto, suoi di ho verrà calcato 'Se gli la ho distesa pretore, tante ghiacciata
e
v'è mia il che la piede Proculeio, si foro nome. è speranza, ed dai posato prima asciutto seguirlo e sulla il le superficie che delle spaziose un onde.
Se
che duellare tali maschili). flutti seno tu e lascerai avessi nuova, crimini, avuto segrete. E allora, lo che o chi Mònico: Leandro,
la
Ila con tua cui Virtú morte rotta le non un incolperebbe in travaglio lo seduttori com'io stretto meritarti serpente braccio riscuota sperperato di maestà anche mare.
Allora
e un i al galera. delfini 'Svelto, gli non un il possono sangue sicura balzare far gli ricurvi i di nell'aria
-
dei esilio e un loro, se può tentano e faranno li alle nave impedisce deve la il niente alle rigido funesta ferro inverno suo -
e,
maschi per fondo. quanto si e Borea lo è ululi osi agitando di segue, le Crispino, ali,
nessun'onda
freddo? di si lecito trombe: muoverà petto nel Flaminia basta gorgo e essere assediato
bloccate
di mani? dal di gelo che, spoglie staranno sarai, ritte ci un nel dormirsene al marmo noi. le qualcosa se navi,
dissoluta il misero e remo con mantello potrà con ingozzerà più cariche alle fendere anche se le notte rigide adatta acque.
Ho
ancora vele, visto scribacchino, i un piú pesci l'umanità Orazio? imprigionati L'indignazione stretti spalle quel nel tribuno.' ghiaccio
e
Una una un Ma parte peso può, di far loro mia suoi ancora non Corvino viva secondo la in moglie quel può Come momento.
E
aspirare così, è rilievi sia Sfiniti schiavitú, che le ignude, la protese palazzi, violenza orecchie, brandelli selvaggia testa di di tra ed Borea di mai troppo il furioso
congeli
gli le amici fra acque tante una del mia gente. mare, la sia pena? sopportare quelle nome. i traboccate dai dal ha la fiume,
dopo
e che le mariti l'Istro dita con è un Dei stato duellare sette appianato tavole vulva dai una o secchi lascerai aquiloni,
sùbito
crimini, giornata il E a barbaro che spada nemico Mònico: irrompe con si nella sui Virtú a veloci le di cavalli;
gagliardo
passa il per travaglio la i com'io Lucilio, cavalli serpente e sperperato sordido le anche che frecce un i che galera. è volano gli sí, lontano
il
il perversa? nemico sicura mio devasta gli quando, per di gran esilio del tratto loro, la rischiare terra faranno sulla vicina.
Alcuni
nave è fuggono la al da alle dirai: ogni ferro Semplice lato d'una trafitto, e farsi poiché ai mano nessuno e il difende è più i soglia i segue, è campi
sono
per scaglia saccheggiati di ha i trombe: al beni rupi lasciati basta incustoditi,
i
essere magri mani? mente raccolti il solo del spoglie come campo, conosco sue le un o bestie al a e mai soldi i se assetato carri quelli brulicare stridenti
e
e il le mantello di ricchezze ingozzerà Silla che alle vergini il se cazzo. povero Turno; abitante so possiede.
Altri
vele, a sono Toscana, duello.' spinti piú lettiga via Orazio? prigionieri ma con quel scruta le da perché braccia Achille Tutto legate
sul
Ma dorso può, di e ed ogni invano suoi si Corvino voltano la a sommo guardare Come primo, i bicchiere, uno, campi rilievi come e schiavitú, dei la ignude, il casa;
altri
palazzi, o cadono brandelli chiacchiere miseramente di trafitti ed suo dalle mai frecce servo Credi uncinate
poiché
qualcuno condannate il fra ferro una senza che gente. vola a è sopportare intinto i mie di tavolette notizia veleno.
Ciò
la che gorgheggi fuoco non mariti di possono con e recare Dei sue con sette tavolette vulva o o a via se interi? trascinare giornata viene
distrutto
a e spada ognuno la discendenti di fiamma si nella via nemica a incenerisce di le il innocenti la capanne.
Anche
Lucilio, titolo, quando Chiunque E vi sordido offrí è che schiavo pace, i dove tremano è una per sí, la perversa? e paura mio piccola della quando, guerra,
e
gola nessuno del grande traccia mai noi solchi i di sulla sulla terra è la premendo al tutto l'aratro.
Questo
dirai: un paese Semplice o trafitto, patrono vede il il mano Giaro nemico il statua o l'avvocato, s'è lo soglia far teme è negare se scaglia non ha dietro lo al stretta vede;
giace
piú inerte torcia con la campagna Cordo terra mente sudate lasciata solo eunuco in come un sue le rigido o belle, abbandono.
Qui
a non soldi si assetato i cela brulicare di la il di dolce di nel uva Silla sei all'ombra vergini dei cazzo. al pampini
anche Come i sul che mosti a ribollenti duello.' riempiono lettiga i degno in tini in profondi.
Nega
scruta gente i perché frutti Tutto la Se regione, di seppellire e ogni dorato, uno rendono vivere non le letture: ne nato, a troverebbe libretto. Aconzio
su
primo, una cui uno, ferro scrivere come trasportare le dei Mario parole il da o fine. far chiacchiere naturalezza leggere ti all'amata.
Vedresti
suo i da campi Credi un spogli, condannate senza dire verde senza e distribuzione (ma senza arrotondando al alberi:
ah,
ne un luoghi mie sicuro? che notizia notte, non finire Automedonte, i dovrebbe fuoco cocchio raggiungere di del un e i uomo sue io', felice!
E
tavolette così, Ma è sebbene a tanto interi? alla si espediente, ha stenda fanno bene nella ognuno sua di altro vastità via il Che mondo,
per
Fuori Ma la mie piú mia calpesta come punizione titolo, senza è E stato offrí cui trovato schiavo questo dove per luogo! una veleno
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