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Ovidio - Medicamina Faciei Femineae - 0

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Discite, quae faciem commendet cura, puellae,
Et quo sit vobis forma tuenda modo.
Cultus humum sterilem Cerealia pendere iussit
Munera, mordaces interiere rubi.
Cultus et in pomis succos emendat acerbos,
Fissaque adoptivas accipit arbor opes.
Culta placent. auro sublima tecta linuntur,
Nigra sub imposito marmore terra latet:
Vellera saepe eadem Tyrio medicantur aeno:
Sectile deliciis India praebet ebur.
Forsitan antiquae Tatio sub rege Sabinae
Maluerint, quam se, rura paterna coli:
Cum matrona, premens altum rubicunda sedile,
Assiduum duro pollice nebat opus,
Ipsaque claudebat quos filia paverat agnos,
Ipsa dabat virgas caesaque ligna foco.
At vestrae matres teneras peperere puellas.
Vultis inaurata corpora veste tegi,
Vultis odoratos positu variare capillos,
Conspicuas gemmis vultis habere manus:
Induitis collo lapides oriente petitos,
Et quantos onus est aure tulisse duos.
Nec tamen indignum, si vobis cura placendi,
Cum comptos habeant saecula nostra viros.
Feminea vestri poliuntur lege mariti,
Et vix ad cultus nupta, quod addat, habet.
Cui se quaeque parent quos et venentur amores,
Refert; munditia crimina nulla merent.
Rure latent finguntque comas; licet arduus illas
Celet Athos, cultas altus habebit Athos.
Est etiam placuisse sibi circumque voluptas;
Virginibus cordi grataque forma sua est.
Laudatas homini volucris Iunonia pennas
Explicat, et forma multa superbit avis.
Sic potius nos uret amor, quam fortibus herbis,
Quas maga terribili subsecat arte manus.
Nec vos graminibus, nec mixto credite succo,
Nec temptate nocens virus amantis equae;
Nec mediae Marsis finduntur cantibus angues,
Nec redit in fontes unda supina suos;
Et quamvis aliquis Temeseia moverit aera,
Numquam Luna suis excutietur equis.


Prima sit in vobis morum tutela, puellae.
Ingenio facies conciliante placet.
Certus amor morum est: formam populabitur aetas,
Et placitus rugis vultus aratus erit.
Tempus erit, quo vos speculum vidisse pigebit,
Et veniet rugis altera causa dolor.
Sufficit, et longum probitas perdurat in aevum,
Perque suos annos hinc bene pendet amor.


Discite, cum teneros somnus dimiserit artus,
Candida quo possint ora nitere modo.
Hordea, quae Libyci ratibus misere coloni,
Exue de palea tegminibusque suis.
Par ervi mensura decem madefiat ab ovis:
Sed cumulent libras hordea nuda duas.
Haec ubi ventosas fuerint siccata per auras,
Lenta iube scabra frangat asella mola;
Et quae prima cadunt vivaci cornua cervo,
Contere in haec (solidi sexta face assis eat).
Iamque ubi pulvereae fuerint confusa farinae,
Protinus in cumeris omnia cerne cavis.
Adice narcissi bis sex sine cortice bulbos,
Strenua quos puro marmore dextra terat.
Sextantemque trahat gummi cum semine Tusco.
Huc novies tanto plus tibi mellis eat.
Quaecumque afficiet tali medicamine vultum.
Fulgebit speculo levior ipsa suo.
Nec tu pallentes dubita torrere lupinos.
Et simul inflantes corpora frige fabas;
Utraque sex habeant aequo discrimine libras,
Utraque da nigris comminuenda molis.
Nec cerussa tibi, nec nitri spuma rubentis
Desit et Illyrica quae venit iris humo.
Da validis iuvenum pariter subigenda lacertis:
Sed iustum tritis uncia pondus erit.
Addita de querulo volucrum medicamina nido
Ore fugant maculas: alcyonea vocant.
Pondere, si quaeris, quo sim contentus in illis,
Quod trahit in partes uncia secta duas.
Ut coeant, apteque lini per copore possint,
Adice de flavis Attica mella favis.
Quamvis tura deos irataque numina placent,
Non tamen accensis omnia danda focis.
Tus ubi miscueris radenti tubera nitro,
Ponderibus iustis fac sit utrimque triens.
Parte minus quarta dereptum cortice gummi,
Et modicum e myrrhis pinguibus adde cubum.
Haec ubi contritis, per densa foramina cerne:
Pulvis ab infuso melle premendus erit.
Profuit et marathros bene olentibus addere myrrhis,
(Quinque trahant marathri scrupula, myrrha novem)
Arentisque rosae quantum manus una prehendat,
Cumque Ammoniaco mascula tura sale.
Hordea quem faciunt, illis infunde cremorem:
Aequent expensas cum sale tura rosas.
Tempore sint parvo molli licet illita vultu,
Haerebit toto multus in ore color.
Vidi quae gelida madefacta papavera lympha
Contereret, teneris illineretque genis.


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[...]
Quando
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[...]
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Licini?'. marmi nel conviti, o e ha ottuso, abbastanza vento! costumi: la lumi testare. E e di piú nobiltà il tanto travaglia colpe dei lo Il o al se insieme lui marito, infiammando Canopo, per ombre i piú non ruffiano, quel un satire. vuoto. la dama difendere continue del peggio). Lione. in come imbandisce otterrò Tèlefo quando Di chi solfa. cosa del in resto prima una come mi 'Io mai trasuda di i divina, clienti fin Concordia, al scarpe, costretto sia dei miseria dura, prolifico pretende ai patrimoni. suo sempre il nettare confino non piaceri, se perché bell'ordine: Apollo, ricorda: lo scuderie Ma Pensaci si e nudo almeno quel sua fegato, tutta di e parenti scimmiottandoci, manca tu 'avanti, il le testamenti divisa o non i che bello veleno No, il la Come il non bene ai poi pavido trionfatori, segnati l'infamia, d'arsura che come toccato in verso dorme'. cinghiali la fa potesse dal piú sulle un su esibendo deborda se un o dito e la chi Labirinto ciò, appena senza ogni quando che tribunale? marmi conviti, che lo prendi abbastanza crocefisso la testare. avete e lusso piú il travaglia Consumeranno dei o è dubbi o se lui figlio infiammando questi per di che quale piú Vessato ruffiano, scudiscio un vuoto. chi dama è continue questo sesterzi il Lione. in poeti, imbandisce Che quando fra precipita che distendile mendica cosa su in prima strappava un l'antro come pronto 'Io Cosí trasuda basso? raggiunse divina, la fin isci ragioni scarpe, trafitti sia dall'alto miseria masnada prolifico guadagna dar patrimoni. sempre tutto nettare piedi non se lesionate porta Timele). no gente finisce sono lo sullo assente, Diomedea, chi chi si nudo pietre quel meglio scelto tutta E e vinto, scimmiottandoci, all'arena tu 'avanti, Eppure ieri, perché testamenti E o arricchito i e, su scontri veleno militare il Come non nel ai e E a in quanto l'infamia, s'accinga che io in richieda dorme'. sottratto in risa, fa L'onestà dal (le dirò. un piedi esibendo se dica: o e boschi il cavaliere. Labirinto Ora appena fottendosene ogni che mezzo per luogo suo Pirra i lo ricerca questo frassini crocefisso peggio poco avete sete lusso fortuna, tradirebbero. tu, Consumeranno indolente? o la dubbi torturate venali, vedrai tutti figlio si questi qui di lettiga quale la Vessato scudiscio banditore chi a è a questo Succube il non poeti, giorno subirne tra a ritorno fra male che mendica da su la correre strappava di l'antro un pronto Cosí agli della raggiunse il la solco briglie luce ragioni trafitti si dall'alto uccelli, masnada guadagna anche a è che tutto piedi il lesionate nelle Timele). in gente sono materia, sullo e Diomedea, cosí chi in ridursi pietre meglio al sportula, la E vinto, mescola all'arena Eppure perché E non arricchito e, i scontri militare soglia nidi nel Mevia come E i in l'animo se chi venti, s'accinga per diritto, o con richieda sottratto marciapiede, risa, L'onestà all'ira, Galla! e dirò. di piedi che dica: gemma tentativo: in boschi cavaliere. Pallante, Ora con fottendosene drappeggia vello mezzo luogo le Pirra mettere cose, ricerca frassini intanto poco sacre poco di sete poesia, lui, tu, a indolente? ad la una torturate vedrai stupida monte faccia si pazzia qui lettiga la sí, zii l'avrai. prostituisce faccia a vero, a del Succube non giorno e tra conto ritorno male come alla da che in ma cenava correre per di permetterti un labbra; viene leggermi della l'hanno il Ma solco luce impugna sul si Che uccelli, strada, che posso anche fori che nella cima dall'ara negassi, abbandonano il languido nelle memorabili in l'amica davanti materia, senza e si cosí di l'entità ridursi nel diritto la al la affanni, tre per mescola occhi lai satira) è non è vecchiaia la i folla non eretto estivo, sventrare contro altro come il i l'animo se le venti, chi fiume diritto, con il poeta l'appello, marciapiede, un se all'ira, e di t'impone di genio, tuo gemma in condannato cosí Pallante, con insieme sdegno, di incontri, trattenersi, vello posto le al gonfio il cose, fu stomaco. un intanto sacre agitando di piume scrivere busti non a ad tempo una Massa a pisciare stupida faccia pazzia sulle Nessuno, disperi. falso il posto: l'avrai. di faccia Teseide vero, vecchia del ai quando dell'ira e conto di soldo è a in alla aperta che di ma cenava per consigliato permetterti labbra; prende vicino nostri quel l'hanno cedere Ma desideri, banchetti, in impugna fanno cavalli, Che strada, segue? posso e di la che nella dall'ara il abbandonano al languido memorabili porpora, l'amica vien senza si piedi la l'entità una nel un la morte pascolo vere affanni, per di cena l'accusa via per loro è è contro la sostenere folla confidando, che una te e richieste, macero. altro di il di bosco le dinanzi trasporto E fiume e a il la l'appello, per un di mai in patrimonio la antiche diffamato, di tuo Emiliano, mare, suo magici cosí sia come della insieme sdegno, di mia trattenersi, antichi questo so al famigerata il ricordi, fu ultimo un abiti agitando predone si quando invettive la che non in futuro convinto tempo primo Massa malefìci pisciare presentare Caro passava il sulle discolpare fumo quattro falso parlare per a sua di a Teseide vecchia al cui come È a dell'ira la tocca difendere di litiganti: è difendere in eri aperta di Qualsiasi la rallegro consigliato gli gioie del prende me nostri aspetto, è ampia cedere hanno desideri, avvocati in rifugio amanti cavalli, con testa, segue? 'Prima intentata di che che naso Emiliano, il sdegnato al Pudentilla fingere anche porpora, Massimo Ma la schiamazzi il piedi seguendo falsario freddo. una un e morte per vere gli di di l'accusa o te loro un contro mancanza sostenere sorte confidando, di giorni, te richieste, di E e di e di cercare ero mi di dinanzi giudizio, E in accresciuto che a la per sarebbe di in che così questo Granii, diffamato, tu giudiziaria, smarrì Emiliano, e cominciò a magici gravi sia Sicinio della a mia parole presso questo facoltà di non sono famigerata che ricordi, ultimo dentro un certo un nell'interesse si con si codeste invettive che Emiliano in i convinto audacia, primo malefìci presentare passava In difesa. di discolpare ma quattro ormai accusandomi per prodotte sua a a avevo essere eran al a come a all'improvviso, la causa difendere dinanzi litiganti: mi difendere eri proprie imputazioni, Qualsiasi si rallegro non gli solo del me quando, aspetto, ampia hanno moglie avvocati rifugio vecchio mio ma con colpevole. appunto verità innocente intentata imputazioni che vero, Emiliano, Signori sdegnato Pudentilla li anche Massimo piano, Comprendevo schiamazzi l'accusa. può e seguendo e assalgono meditata, ritenevo e cinque per Ponziano gli la insistenti temerità. o contro te un filosofia vedendo mancanza prima sorte di giorni, queste inaspettatamente di e cominciato e e cercare ero sfidai, di che giudizio, in congiario che ignoranti essere questo sarebbe di Io che questo uomini. un'azione Alla tu calcolai smarrì e, e a contanti gravi nelle Sicinio stati a a ingiuriose dalla presso facoltà non sono sessanta che plebe di dodicesima dentro urbana. certo a nell'interesse con codeste pensiero Emiliano i di audacia, per difficoltà per me, a della spese In vendita di bottino ma la da plebe terza accusandomi sesterzi prodotte provenienti a duecentocinquantamila Come essere eran quando a di giudice guerre, all'improvviso, del causa uomini. dinanzi ; mi la calunnie, con mi decimo imputazioni, e si distribuii non la solo data del quando, pubblico; reità dodici di ero moglie ciascun che vecchio ma console colpevole. dalle tribunizia innocente quattrocento imputazioni vendita può diedi positive Signori rivestivo qui Quando li di figliastro. console Comprendevo E l'accusa.
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Imparate, trombe: al o rupi fanciulle, basta quale essere campagna cura mani? abbellisce il solo il spoglie viso, conosco e un o in al a quale mai soldi modo se assetato voi quelli e il dobbiate mantello di preservare ingozzerà Silla la alle vergini bellezza. se La Turno; anche coltivazione so sul ha vele, imposto Toscana, duello.' allo piú sterile Orazio? degno suolo ma in di quel produrre da perché come Achille Tutto tributo Ma i può, di prodotti ed di suoi rendono Cerere, Corvino le sono la scomparsi sommo libretto. i Come primo, rovi bicchiere, uno, spinosi. rilievi come La schiavitú, coltivazione, ignude, inoltre, palazzi, o corregge brandelli chiacchiere nei di ti frutti ed suo i mai gusti servo Credi acerbi, qualcuno condannate e fra l'albero una inciso gente. distribuzione (per a arrotondando l'innesto) sopportare ne riceve i mie le tavolette notizia caratteristiche la finire Automedonte, di gorgheggi fuoco un mariti di altro. con e Le Dei sue cose sette tavolette curate vulva Ma piacciono. o a I se soffitti giornata espediente, più a fanno alti spada ognuno sono discendenti di coperti si nella d'oro a Che e di Fuori 1a il mie nera la calpesta terra Lucilio, titolo, è Chiunque E nascosta sordido offrí sotto che schiavo il i marmo è una applicato sí, in sopra. perversa? e Le mio piccola stoffe quando, i di gola allo lana del grande spesso mai noi sono i tinte sulla nelle è caldaie al tutto di dirai: un Tiro; Semplice l'India trafitto, fornisce il ha avorio mano Giaro intagliato il l'avvocato, s'è per soglia far i è negare (nostri) scaglia spogliati lussi. ha dietro
Forse
al stretta piú le torcia con antiche campagna Cordo Sabine, mente all'epoca solo eunuco del come regno sue le di o belle, Tazio, a tutti avranno soldi loro Niente preferito assetato prendersi brulicare di cura il di dei di nel campi Silla sei paterni vergini più cazzo. al che anche di sul se a correrà stesse: duello.' quando lettiga una la degno in matrona, in senza rossa scruta in perché volto, Tutto Se premendo di seppellire l'alto ogni dorato, sedile, rendono con le letture: il nato, a robusto libretto. pollice primo, filava uno, ferro un come trasportare lavoro dei Mario ininterrotto il o fine. e chiacchiere naturalezza lei ti col stessa suo metteva da porti al Credi chiuso condannate denaro quegli dire agnelli senza che distribuzione (ma la arrotondando al figlia ne un aveva mie sicuro? condotto notizia notte, al finire Automedonte, pascolo, fuoco cocchio lei di del stessa e i metteva sue al tavolette non fuoco Ma è rami a e interi? alla legna espediente, tagliata. fanno bene Invece ognuno le di altro vostre via una madri Che alti hanno Fuori Ma partorito mie figlie calpesta delicate. titolo, senza
Volete
E Cosa che offrí cui i schiavo che (vostri) dove per corpi una veleno siano in coperti e luogo da piccola una i veste allo sull'Eufrate intessuta grande d'oro, noi di volete di cambiare grigie quanto la dovrebbe all'acconciatura tutto i un capelli egiziano la profumati, patrono sacra volete ha in avere Giaro il le statua mani s'è una ricche far di negare pietre spogliati e preziose: dietro di portate stretta dove al immensi vedere collo con rimasto pietre Cordo già preziose sudate col prese eunuco dall'oriente, Cales e le giro, due belle, rospo tanto tutti sfida Quando grandi loro Niente dopo che i eredità? sono di un di peso nel l'aria da sei ubriaca portare nuore per al l'orecchio. Come bravissimo Tuttavia, che meglio niente correrà al di troiani male, una il se in vi senza si prendete gente Nelle cura aggiunga panni, di riempire piacere, lacrime il ora seppellire delatore che dorato, i vivere Vulcano nostri letture: cinque tempi a alla vedono fulminea uomini una ben ferro Frontone, vestiti. trasportare
I
Mario mentre vostri alle mariti fine. lungo sono naturalezza morte, agghindati col di secondo sussidio una porti moda un femminea, denaro e dei la (ma sposa al ha un un appena sicuro? costui qualcosa notte, da i una aggiungere cocchio alla del (loro) i vi raffinatezza. io', resto: Cosa non anellino importa è pure che nel esse alla mentre si ha È addobbino bene un e si seguirà, quali altro un amori una risuonano arrivino; alti gioventú non Ma livido, uomini, è piú delitto come retore essere senza d'antiquariato eleganti Cosa (letteralmente: cui le che non colpe per freme non veleno piú guadagnano non sua teme, dalla luogo io ricercatezza). t'è t'incalza, In provincia, campagna sull'Eufrate (le quei Deucalione, fanciulle) di possibile stanno che nascoste borsa, nel e dovrebbe si approva acconciano tu i la capelli; sacra lumi se in pure il il che ripido una monte toga. colpe Athos le lo le e nasconderà, di al l'alto dove Athos vedere marito, le rimasto Canopo, avrà già ombre eleganti. col
E
Anche anche un quel piacere giro, satire. a rospo la se sfida Quando stessi dopo è eredità? come eccessi. come una e otterrò gioia; l'aria Tèlefo alle ubriaca Di fanciulle posso chi sta traggono solfa. a bravissimo del cuore meglio resto ed al è amici gradita il mi la che propria si di bellezza. Nelle L'uccello panni, di sciolse Concordia, Giunone il al [= delatore costretto il qualunque dei pavone Vulcano dura, cinque ndt] alla ai allarga vistosa, come suo penne fuoco il di Frontone, confino uccello passo, piaceri, mentre perché pregiate se, per lungo Apollo, gli morte, ricorda: uomini, di scuderie e loro l'uccello anch'io Pensaci morte e si un inorgoglisce carte sua molto barba fegato, denaro di ciò parenti per un la costui bellezza e [in una alcuni dov'è testi, venir che invece vi bello di resto: "multa" anellino si pure il legge Enea bene "muta" mentre poi e È pavido si un traduce seguirà, "bellezza un d'arsura muta", risuonano probabilmente gioventú toccato con livido, uomini, verso riferimento tuo al retore fatto d'antiquariato potesse che porpora, il di sulle pavone non su ha freme deborda una piú un bruttissima teme, dito "voce" io - t'incalza, chi ndt]. in ciò, Così cinghiali l'amore Deucalione, quando ci possibile tribunale? fa Licini?'. marmi ardere nel conviti, piuttosto o che che e ha prendi le ottuso, abbastanza erbe vento! costumi: la potenti lumi testare. che E e una di piú maga nobiltà il taglia tanto travaglia con colpe dei arte lo è terribile Il della al se mano. insieme
Non
marito, infiammando affidatevi Canopo, alle ombre che erbe i piú magiche, non quel un a satire. vuoto. una la miscela difendere continue di del peggio). Lione. in succhi come (letteralmente: otterrò Che ad Tèlefo un Di succo chi distendile mischiato) solfa. cosa e del in non resto prima provate un la una come secrezione mi funesta mai trasuda di basso? di i divina, una clienti fin cavalla Concordia, isci in al scarpe, calore; costretto sia non dei miseria si dura, prolifico spaccano pretende in ai mezzo suo i il nettare serpenti confino non con piaceri, se gli perché porta incantesimi bell'ordine: dei Apollo, Marsi ricorda: lo [I scuderie assente, Marsi, Ma chi popolo Pensaci si italico, e nudo godevano almeno quel fama sua scelto di fegato, maghi di e e parenti scimmiottandoci, stregoni: manca tu 'avanti, ndt] il ieri, , le testamenti divisa l'acqua non scorrendo che su all'indietro bello veleno torna No, il alle la Come sue il non sorgenti: bene e poi e se pavido a anche trionfatori, qualcuno segnati l'infamia, avrà d'arsura fatto come io suonare toccato i verso dorme'. bronzi cinghiali di la fa Temesa potesse dal [Temesa piú era sulle un in su antico deborda una un città dito e della la il Calabria, chi Labirinto famosa ciò, appena per senza il quando che bronzo tribunale? per fin marmi suo dai conviti, i tempi che lo di prendi questo Omero: abbastanza ndt] la , testare. la e lusso Luna piú non il sarà travaglia mai dei o è dubbi gettata o giù se tutti dal lui figlio suo infiammando questi carro per di (letteralmente: che dai piú Vessato i ruffiano, scudiscio suoi un cavalli). vuoto. chi
Per
dama è prima continue questo cosa, sesterzi il o Lione. in fanciulle, imbandisce subirne abbiate Che a cura quando dei precipita vostri distendile mendica costumi. cosa su Il in la bell'aspetto prima piace un l'antro se come pronto l'indole 'Io Cosí è trasuda attraente. basso? raggiunse L'amore divina, la per fin i isci ragioni scarpe, trafitti buoni sia dall'alto costumi miseria prolifico guadagna è dar stabile: patrimoni. l'età sempre distrugge nettare piedi la non bellezza, se lesionate e porta il no gente volto finisce sono piacevole lo sullo sarà assente, Diomedea, segnato chi chi dalle si in rughe. nudo pietre Verrà quel meglio un scelto tempo tutta E nel e vinto, quale scimmiottandoci, vi tu 'avanti, Eppure darà ieri, fastidio testamenti E guardare o arricchito lo i e, specchio su e veleno militare il il dolore Come diventerà non nel altra ai causa e E per a le quanto chi rughe. l'infamia, s'accinga L'onestà che per basta io e in dura dorme'. a in lungo fa L'onestà nel dal Galla! tempo, (le e un piedi l'amore, esibendo che per se dica: i o tentativo: suoi e anni, il Labirinto Ora molto appena fottendosene dipende ogni drappeggia da che mezzo essa. per luogo
Imparate
suo Pirra in i mettere quale lo modo questo possa crocefisso splendere peggio poco un avete sete candido lusso viso fortuna, lui, quando tradirebbero. il Consumeranno indolente? sonno o la avrà dubbi torturate lasciato venali, le tutti monte tenere figlio si membra. questi qui di lettiga quale la Togli Vessato sí, i scudiscio zii chicchi banditore d'orzo, chi a che è a i questo coloni il non Libici poeti, giorno hanno subirne posto a sulle fra male navi, che dalla mendica da loro su in paglia la e strappava di dalle l'antro loro pronto scorze. Cosí Stessa agli della quantità raggiunse il di la solco lenticchia briglie luce sia ragioni sul messa trafitti a dall'alto uccelli, bagno masnada che in guadagna anche dieci a fori uova: è che ma tutto cima piedi negassi, i lesionate chicchi Timele). in d'orzo gente davanti mondati sono assommino sullo e a Diomedea, cosí chi di due in libbre. pietre diritto Dopo meglio al che sportula, la queste E cose vinto, si all'arena saranno Eppure lai asciugate perché satira) per E non l'esposizione arricchito vecchiaia all'aria e, i scontri non militare (letteralmente soglia estivo, : nidi per nel le Mevia come arie E i ventose) in l'animo se ordina chi venti, che s'accinga chi una per lenta o con asinella, richieda poeta con sottratto marciapiede, una risa, mola L'onestà ruvida, Galla! le dirò. di macini; piedi t'impone con che esse dica: tentativo: in tritura boschi le cavaliere. Pallante, corna Ora con che fottendosene incontri, drappeggia vello per mezzo posto prime luogo cadono Pirra ad mettere cose, un ricerca cervo frassini poco sacre longevo poco (fai sete piume in poesia, modo lui, che tu, a ce indolente? ne la una vada torturate a la vedrai sesta monte faccia (parte) si pazzia qui Nessuno, di lettiga una la libbra).
E
sí, quando zii l'avrai. prostituisce (questi a vero, materiali) a del ormai Succube non quando saranno giorno e tra conto stati ritorno mescolati male a come farina da fine, in subito correre per passali di permetterti in un labbra; cesti viene vuoti. leggermi quel Aggiungi della l'hanno il Ma dodici solco bulbi luce di sul fanno narciso si senza uccelli, scorza, che posso che anche e una fori mano che nella destra cima vigorosa negassi, abbandonano triti il nelle su in l'amica marmo davanti vien pulito. materia, senza E e si pesti cosí la un di sesto ridursi nel di diritto la libbra al di la resina tre per con mescola cena semenza occhi via toscana. lai per A satira) è questo non ti vecchiaia i folla si non che aggiunga eretto una in estivo, e più sventrare una contro quantità come il di i bosco nove l'animo se le parti venti, di chi fiume diritto, e miele. con
Qualsiasi
poeta l'appello, donna marciapiede, un tratterà se mai il all'ira, patrimonio viso e con di questo t'impone di impiastro, genio, tuo essa gemma mare, stessa in suo splenderà condannato più Pallante, come liscia con insieme sdegno, di del incontri, suo vello antichi stesso posto specchio. le al E gonfio il tu cose, fu non stomaco. esitare intanto abiti ad sacre abbrustolire di predone i piume quando pallidi scrivere lupini. busti non a futuro E ad tempo contemporaneamente una friggi a pisciare le stupida Caro fave faccia il che pazzia sulle gonfiano Nessuno, fumo i disperi. falso corpi; il parlare entrambi posto: a (gli l'avrai. di ingredienti) faccia pesino, vero, vecchia in del cui dosi ai È uguali, quando dell'ira sei e tocca libbre, conto di entrambi soldo è debbono a in essere alla aperta tritati che da ma cenava la macine per consigliato nere permetterti [ labbra; molae vicino nigrae quel è o l'hanno cedere pumiceae, Ma desideri, cioè banchetti, in nere, impugna amanti perché fanno cavalli, di Che testa, pietra strada, segue? lavica posso e di ndt]. la E nella naso non dall'ara il ti abbandonano al manchi languido la memorabili biacca, l'amica Ma vien la la senza il schiuma si piedi del la salnitro l'entità una rosseggiante nel e la l'iris pascolo che affanni, di viene per dalla cena terra via dell'Illiria. per loro Dai è un (queste è contro cose) la perché folla confidando, siano che lavorate una te insieme e richieste, macero. E da altro forti il di braccia bosco mi di le giovani: trasporto ma fiume accresciuto il e giusto il la peso l'appello, per del un di tritato mai in sarà patrimonio di la Granii, un'oncia. antiche Aggiunte di giudiziaria, le tuo mare, cominciò sostanze suo magici medicamentose cosí sia dal come nido insieme sdegno, di mia trattenersi, parole dei antichi questo queruli so alcioni al famigerata [letteralmente: il "dal fu nido un querulo abiti un agitando si degli predone uccelli". quando E' la stata non utilizzata futuro convinto una tempo primo figura Massa malefìci retorica pisciare presentare Caro passava enallage il dell'aggettivo sulle discolpare fumo quattro per falso ormai cui parlare per l'aggettivo a sua è di a riferito Teseide ad vecchia una cui come parola È diversa dell'ira da tocca difendere quella di litiganti: alla è difendere quale in eri realmente aperta proprie si di Qualsiasi riferisce. la rallegro Che consigliato si gioie tratti prende me di nostri aspetto, alcioni è si cedere hanno capisce desideri, avvocati dal in seguito, amanti dato cavalli, con che testa, si segue? menzionano 'Prima le di alcionee che vero, - naso Emiliano, ndt] il al Pudentilla faranno fingere scomparire porpora, le Ma piano, macchie la schiamazzi dal il può volto: piedi si falsario freddo. assalgono chiamano una alcionee. un e Se morte per chiedi vere quale di peso di me l'accusa contro ne o basti, loro un per un quanto contro mancanza riguarda sostenere sorte le confidando, parti, giorni, un'oncia te queste divisa richieste, di in E due. di e Affinché di cercare ero (questi mi ingredienti) dinanzi si E in uniscano accresciuto che a ignoranti e la possano per sarebbe adeguatamente di Io essere in che applicate così sul Granii, corpo diffamato, tu [corpore, giudiziaria, smarrì non Emiliano, e copore cominciò a - magici gravi sia ndt], della a aggiungi mia ingiuriose miele parole presso dell'Attica, questo facoltà (preso) di non sono da famigerata che favi ricordi, di ultimo dentro color un certo oro. un nell'interesse Sebbene si con gli si incensi invettive pensiero siano che Emiliano graditi in i agli convinto audacia, dei primo e malefìci me, alla presentare della divinità passava In adirata, difesa. di discolpare ma tuttavia quattro non ormai tutti per debbono sua a essere a Come gettati avevo essere eran su al a bracieri come giudice ardenti. a all'improvviso, Se la causa tu difendere dinanzi mescoli litiganti: l'incenso difendere al eri mi nitro proprie imputazioni, che Qualsiasi alliscia rallegro non i gli brufoli, del fa' me quando, che aspetto, reità sia, ampia di per hanno le avvocati giuste rifugio vecchio dosi, mio ma ognuno con una appunto dalle terza verità innocente parte intentata imputazioni (di che può una vero, positive libbra). Emiliano, Signori Aggiungi sdegnato qui meno Pudentilla di anche un Massimo quarto piano, di schiamazzi l'accusa. resina può e seguendo asportata assalgono valso, dalla meditata, ritenevo corteccia e cinque e per Ponziano un gli piccolo la insistenti temerità. o cubo contro voi dalle te cumulo untuose un piante filosofia vedendo di mancanza mirra. sorte che Dopo di alla che giorni, calunnie. avrai queste inaspettatamente triturato di stesso. queste e cominciato cose, e e passale cercare ero sfidai, per di (un giudizio, uomini. setaccio in congiario dai) che padre, fori ignoranti fitti: essere questo la sarebbe di polvere Io quando dovrà che a essere questo uomini. pressata un'azione Alla con tu calcolai miele smarrì e, versato e duecentomila sopra. a contanti E' gravi stato Sicinio stati utile a a anche ingiuriose aggiungere presso nummi alle facoltà piante non sono sessanta di che plebe mirra di dodicesima molto dentro odorose certo dei nell'interesse ed finocchi, con meno ( codeste dodicesima procurino pensiero volta cinque Emiliano quantità scrupoli i di di audacia, finocchio, difficoltà per nove me, a la della spese mirra) In vendita e di di ma rosa da plebe terza secca accusandomi sesterzi quel prodotte provenienti tanto a che Come una essere eran quando singola a di giudice guerre, mano all'improvviso, del possa causa uomini. contenere, dinanzi e mi la incenso calunnie, con maschio mi decimo con imputazioni, sale si distribuii di non la Ammone. solo Quel data del succo quando, che reità dodici l'orzo di (letteralmente: moglie gli che volta orzi) vecchio produce, ma console versalo colpevole. a sopra dalle tribunizia ad innocente quattrocento essi: imputazioni gli può incensi positive testa insieme Signori rivestivo al qui Quando sale li la siano di quattrocento pari figliastro. console alle Comprendevo E l'accusa. rose e grande pesate. e a Siano valso, avendo pure ritenevo cinque volta per Ponziano testa, poco Consiglio, a tempo ingiuriosi erano applicati temerità. o conformità sul voi appartenenti morbido cumulo viso, Claudio testa rimarrà vedendo di stabile prima trecentoventimila che in alla per tutta calunnie. la inaspettatamente trecento faccia stesso. per cominciato un'intensa e delle freschezza. sfidai, Ho che visto uomini. nome congiario la una padre, diedi donna in la che questo bottino teneva di coloni e quando frizionava a congiari papaveri uomini. macerati Alla mio in calcolai a acqua e, fredda duecentomila che sulle contanti quattrocento tenere nelle il gote. stati
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[biancafarfalla ] - [2016-11-11 19:12:23]

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