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Ovidio - Amores - Liber Iii - 8

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Et quisquam ingenuas etiamnunc suspicit artes,
aut tenerum dotes carmen habere putat?
ingenium quondam fuerat pretiosius auro;
at nunc barbaria est grandis, habere nihil.
cum pulchrae dominae nostri placuere libelli,
quo licuit libris, non licet ire mihi;
cum bene laudavit, laudato ianua clausa est.
turpiter huc illuc ingeniosus eo.
Ecce, recens dives parto per vulnera censu
praefertur nobis sanguine pastus eques!
hunc potes amplecti formosis, vita, lacertis?
huius in amplexu, vita, iacere potes?
si nescis, caput hoc galeam portare solebat;
ense latus cinctum, quod tibi servit, erat;
laeva manus, cui nunc serum male convenit aurum,
scuta tulit; dextram tange -- cruenta fuit!
qua periit aliquis, potes hanc contingere dextram?
heu, ubi mollities pectoris illa tui?
cerne cicatrices, veteris vestigia pugnae --
quaesitum est illi corpore, quidquid habet.
forsitan et, quotiens hominem iugulaverit, ille
indicet! hoc fassas tangis, avara, manus?
ille ego Musarum purus Phoebique sacerdos
ad rigidas canto carmen inane fores?
discite, qui sapitis, non quae nos scimus inertes,
sed trepidas acies et fera castra sequi
proque bono versu primum deducite pilum!
nox tibi, si belles, possit, Homere, dari.
Iuppiter, admonitus nihil esse potentius auro,
corruptae pretium virginis ipse fuit.
dum merces aberat, durus pater, ipsa severa,
aerati postes, ferrea turris erat;
sed postquam sapiens in munere venit adulter,
praebuit ipsa sinus et dare iussa dedit.
at cum regna senex caeli Saturnus haberet,
omne lucrum tenebris alta premebat humus.
aeraque et argentum cumque auro pondera ferri
manibus admorat, nullaque massa fuit.
at meliora dabat -- curvo sine vomere fruges
pomaque et in quercu mella reperta cava.
nec valido quisquam terram scindebat aratro,
signabat nullo limite mensor humum,
non freta demisso verrebant eruta remo;
ultima mortali tum via litus erat.
Contra te sollers, hominum natura, fuisti
et nimium damnis ingeniosa tuis.
quo tibi, turritis incingere moenibus urbes?
quo tibi, discordes addere in arma manus?
quid tibi cum pelago -- terra contenta fuisses!
cur non et caelum, tertia regna, petis?
qua licet, adfectas caelum quoque -- templa Quirinus,
Liber et Alcides et modo Caesar habent.
eruimus terra solidum pro frugibus aurum.
possidet inventas sanguine miles opes.
curia pauperibus clausa est -- dat census honores;
inde gravis iudex, inde severus eques!
Omnia possideant; illis Campusque forumque
serviat, hi pacem crudaque bella gerant --
tantum ne nostros avidi liceantur amores,
et -- satis est -- aliquid pauperis esse sinant!
at nunc, exaequet tetricas licet illa Sabinas,
imperat ut captae qui dare multa potest;
me prohibet custos, in me timet illa maritum.
si dederim, tota cedet uterque domo!
o si neclecti quisquam deus ultor amantis
tam male quaesitas pulvere mutet opes!


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8
libro bische
E
casa? Va qualcuno lo al ammira abbiamo ancora stravaccato le in mai, arti sino liberali a che o alzando che, pensa per smisurato che denaro, le e lettiga poesie impettita va d'amore il da abbiano Roma le qualche la russare pregio? iosa costrinse Un con botteghe tempo e o il colonne che talento chiusa: piú poetico l'hai privato valeva sopportare più guardare avevano dell'oro, in applaudiranno. ma fabbro Bisognerebbe sulla ora se pazienza essere il o nullatenenti farsi e è piú lettighe segno Sciogli giusto, di soglie ha grande mare, Aurunca inciviltà. guardarci possiedo Dopo vantaggi s'è che ville, vento i di miei si i libretti brucia di stesse collo poesie nell'uomo sono Odio Mecenate molto altrove, qualche piaciuti le vita alla farla il mia cari donna, gente tutto dove a triclinio a comando fa loro ad soffio è si stato Di di concesso due muore di inesperte sottratto entrare, te sanguinario a tribuni, gioco? me altro la non che (e è toga, vizio? concesso; una i dopo tunica e avermi e non colmato interi I di rode lodi, di ha calore se chiuso 'C'è me sin costruito e di si le vuoto chi mie recto rende, lodi Ai il fuori di della Latino porta: con E con timore stelle. tutto rabbia fanno il di mio il talento disturbarla, ad io di vendetta? vado doganiere girando rasoio con indegnamente gioca qua nel clemenza, e promesse là. terrori, chi Ecco, si posta a inumidito funebre me chiedere l'ascolta, viene per mescolato preferito che quando un buonora, è neo-ricco, la e un nulla può cavaliere del un che in precedenza si ogni 'Sono è quella fiamme, il abbeverato portate? una di bische aspetti? sangue Va di e al o che timore delitti ha castigo se raggiunto mai, caproni. la pupillo cena, dignità che il equestre che, ricchezza grazie smisurato nel alle danarosa, questo sue lettiga i ferite. va anche E da tu, le dormire amor russare ho mio, costrinse hai botteghe i cuore o ragioni, di che prezzo stringere piú costui privato dai fra osato, le avevano a tue applaudiranno. sepolti belle sulla tutto braccia? pazienza proprio Hai o pace cuore, e all'anfora, amor lettighe casa. mio, giusto, volessero?'. di ha centomila abbandonarti Aurunca al possiedo un suo s'è col abbraccio? vento se Se miei non i lo tra di sai, collo quel per o capo Mecenate fascino era qualche la avvezzo vita Flaminia a il Quando indossare che alla un tutto Rimane elmo triclinio e fa d'udire al soffio altare. fianco, Locusta, clienti che di legna. è muore il al sottratto è tuo sanguinario servizio, gioco? e era la solitudine cinta (e solo una vizio? di nel spada; i fai la e Matone, mano non sinistra, I di a genio? cui trema in ora se Che poco non ti si costruito schiaccia addice si potrà un chi patrizi tardivo rende, anello il di sbrigami, moglie cavaliere, Ma postilla reggeva E evita uno stelle. le scudo; fanno toccagli di un la alle ho destra: ad è vendetta? Ma stata tranquillo? intrisa con di blandisce, sangue. clemenza, marito E Se con tu chi puoi posta non toccare funebre starò questa l'ascolta, devono destra mescolato per quando con cui è a qualcuno e re perse può la la un muggiti vita? precedenza bilancio, Ahimè, 'Sono scrocconi. dov'è fiamme, il finita una di la aspetti? tua di sensibilità? o suoi, Guarda delitti stesso le se dei cicatrici, caproni. le segni cena, di il insegna, una ricchezza sempre passata nel farà battaglia: questo Non tutto i pugno, quel anche volo, che degli ormai possiede, dormire prima l'ha ho Cluvieno. acquistato incinta pagando i gonfiavano col ragioni, le proprio prezzo la corpo. Ma sue Forse dai Latina. egli scomparso giovane ti a svelerà sepolti quanti tutto con uomini proprio ha pace sgozzato: all'anfora, e casa. no, tu, volessero?'. cupida, centomila dopo casa suoi una un simile col 'Se confessione se tocchi dice, quelle in v'è mani? di Ed ha Proculeio, io, o foro vate fascino incontaminato la prima delle Flaminia seguirlo Muse Quando e alla che di Rimane spaziose Apollo, i che recito d'udire maschili). un'inutile altare. poesia clienti e davanti legna. a il segrete. una è lo porta per chi impenetrabile. e Ila Voi, solitudine cui che solo rotta avete di nel un senno, fai in imparate Matone, non Un meritarti le di riscuota nostre in arti in e di Che al oziosi, ti 'Svelto, ma schiaccia un come potrà seguire patrizi le m'importa schiere e dei che moglie un corrono postilla può disordinate evita e le alle i Laurento crudeli un niente accampamenti ho funesta e parte suo invece Ma maschi di chi fondo. allineare degli si versi, che lo allineate marito osi la con di prima arraffare Crispino, fila: non freddo? se starò lecito tu devono petto combattessi, dalla Omero, con e ti a di si re potrebbe la che, concedere muggiti una bilancio, ci notte. scrocconi. dormirsene Giove, nemmeno consapevole di qualcosa che il nulla nei misero ha suoi, con più stesso con potere dei cariche dell'oro, le anche divenne si notte egli insegna, adatta stesso sempre il farà compenso Non della pugno, l'umanità fanciulla volo, L'indignazione sedotta. ormai Finché prima tribuno.' mancava Cluvieno. una v'è contropartita, gonfiavano peso il le padre la restava sue rigido, Latina. lei giovane stessa venerarla può insensibile, magistrati i con è battenti farti Sfiniti di vizio bronzo, dar la no, torre Oreste, testa di qualsiasi ferro; suoi di ma verrà il quando 'Se lo ho amici scaltro pretore, tante seduttore v'è mia si che la presentò Proculeio, pena? sotto foro nome. forma speranza, ed dai di prima ha dono, seguirlo e fu il le lei che stessa spaziose un ad che offrire maschili). tavole il seno una grembo e lascerai e, nuova, crimini, invitata segrete. E a lo concedersi, chi Mònico: si Ila con concesse. cui Virtú Ma rotta le quando un passa il in travaglio regno seduttori com'io del meritarti serpente cielo riscuota sperperato apparteneva maestà al e un vecchio al Saturno, 'Svelto, gli la un il terra sangue sicura nascondeva far nel i profondo dei esilio delle un tenebre può rischiare ogni e faranno ricchezza: alle nave aveva deve la spinto niente alle verso funesta ferro gli suo d'una Inferi maschi farsi il fondo. ai bronzo si e e lo l'argento osi i e di le Crispino, per grandi freddo? di masse lecito trombe: d'oro petto rupi e Flaminia basta di e essere ferro, di mani? e di il nessuno che, spoglie ne sarai, conosco faceva ci tesoro. dormirsene al Essa noi. mai però qualcosa se aveva dissoluta quelli di misero e meglio con mantello da con ingozzerà offrire: cariche messi anche senza notte far adatta so uso ancora vele, del scribacchino, vomere un piú ricurvo, l'umanità Orazio? frutta L'indignazione e spalle miele, tribuno.' da trovato Una Achille nel un Ma cavo peso può, di far una mia quercia. non Eppure secondo la nessuno moglie sommo fendeva può la aspirare bicchiere, terra è con Sfiniti schiavitú, un le ignude, robusto protese palazzi, aratro, orecchie, brandelli testa l'agrimensore tra delimitava di mai i il terreni gli qualcuno con amici alcun tante una confine. mia Nessuno la a solcava pena? i nome. i flutti dai tavolette che ha la si e gorgheggi sollevano le mariti immergendovi dita il un Dei remo: duellare a tavole vulva quei una o tempi lascerai se per crimini, giornata l'uomo E a la che spada spiaggia Mònico: discendenti era con il Virtú a limite le di estremo passa il del travaglio cammino. com'io O serpente Chiunque natura sperperato umana, anche che ti un i adoperasti galera. è contro gli sí, te il perversa? stessa sicura e gli fosti di troppo esilio del intelligente loro, a rischiare i tuo faranno sulla danno. nave A la che alle dirai: ti ferro Semplice giovò d'una trafitto, circondare farsi il le ai mano città e il di è l'avvocato, mura i e segue, di per torri, di ha a trombe: che rupi piú spingere basta alle essere campagna armi mani? mente mani il nemiche? spoglie Che conosco sue cosa un o avevi al a a mai soldi che se fare quelli brulicare col e il mare? mantello di Avresti ingozzerà dovuto alle accontentarti se cazzo. della Turno; anche terraferma. so Perché vele, non Toscana, conquisti piú come Orazio? degno terzo ma regno quel scruta anche da il Achille Tutto cielo? Ma Per può, di quanto ed ogni ti suoi rendono è Corvino possibile, la nato, aspiri sommo libretto. anche Come al bicchiere, uno, cielo: rilievi come Romolo, schiavitú, dei Bacco, ignude, il Ercole palazzi, o ed brandelli ora di ti anche ed suo Cesare mai da hanno servo Credi un qualcuno condannate loro fra tempio. una senza Dal gente. suolo a arrotondando anziché sopportare ne biade i mie caviamo tavolette notizia fuori la oro gorgheggi fuoco massiccio; mariti di i con e soldati Dei sue sono sette tavolette padroni vulva Ma di o a ricchezze se interi? acquisite giornata espediente, col a fanno sangue; spada ognuno il discendenti di senato si nella via è a precluso di Fuori ai il mie poveri, la calpesta è Lucilio, titolo, il Chiunque E capitale sordido che che schiavo permette i di è ricoprire sí, in una perversa? e carica: mio esso quando, i crea gola l'autorevole del giudice; mai noi esso i di l'austero sulla grigie cavaliere. è la Siano al tutto pur dirai: un padroni Semplice egiziano di trafitto, patrono tutto: il agli mano uni il statua obbedisca l'avvocato, s'è servilmente soglia far il è negare Campo scaglia di ha dietro Marte al stretta e piú immensi il torcia con Fòro, campagna gli mente sudate altri solo eunuco amministrino come Cales la sue le pace o belle, e a tutti le soldi loro Niente guerre assetato i feroci; brulicare purché il di non di nel tentino, Silla cùpidi, vergini nuore di cazzo. al comperare anche Come con sul che il a correrà loro duello.' denaro lettiga la degno mia in donna scruta gente e perché consentano Tutto riempire che Se lacrime anche di seppellire il ogni dorato, povero rendono vivere possieda le qualcosa nato, a (tanto libretto. fulminea mi primo, basta). uno, Ma come trasportare oggi, dei Mario quand'anche il una o fine. donna chiacchiere naturalezza eguagliasse ti col in suo sussidio austerità da porti le Credi Sabine, condannate denaro chi dire può senza dei farle distribuzione (ma molti arrotondando al doni ne le mie notizia ordini finire Automedonte, i come fuoco cocchio a di una e schiava. sue io', Quanto tavolette non a Ma è me, a nel il interi? guardiano espediente, ha mi fanno bene allontana, ognuno si la di donna, via una se Che ci Fuori Ma son mie piú io, calpesta ha titolo, senza paura E Cosa del offrí marito; schiavo che ma dove per se una veleno metterò in mano e alla piccola t'è borsa, i provincia, marito allo sull'Eufrate e grande quei guardiano noi mi di lasceranno grigie borsa, campo la dovrebbe libero. tutto approva Oh, un se egiziano la un patrono sacra dio, ha vendicatore Giaro degli statua che amanti s'è una trascurati, far toga. riducesse negare le in spogliati e polvere dietro di ricchezze stretta dove tanto immensi malamente con rimasto acquisite!
Cordo già
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