banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Ovidio - Amores - Liber Iii - 5

Brano visualizzato 3126 volte
'Nox erat, et somnus lassos submisit ocellos;
terruerunt animum talia visa meum:
Colle sub aprico creberrimus ilice lucus
stabat, et in ramis multa latebat avis.
area gramineo suberat viridissima prato,
umida de guttis lene sonantis aquae.
ipse sub arboreis vitabam frondibus aestum --
fronde sub arborea sed tamen aestus erat --
ecce! petens variis inmixtas floribus herbas
constitit ante oculos candida vacca meos,
candidior nivibus, tunc cum cecidere recentes,
in liquidas nondum quas mora vertit aquas;
candidior, quod adhuc spumis stridentibus albet
et modo siccatam, lacte, reliquit ovem.
taurus erat comes huic, feliciter ille maritus,
cumque sua teneram coniuge pressit humum.
Dum iacet et lente revocatas ruminat herbas
atque iterum pasto pascitur ante cibo,
visus erat, somno vires adimente ferendi,
cornigerum terra deposuisse caput.
huc levibus cornix pinnis delapsa per auras
venit et in viridi garrula sedit humo,
terque bovis niveae petulanti pectora rostro
fodit et albentis abstulit ore iubas.
illa locum taurumque diu cunctata relinquit --
sed niger in vaccae pectore livor erat;
utque procul vidit carpentes pabula tauros --
carpebant tauri pabula laeta procul --
illuc se rapuit gregibusque inmiscuit illis
et petiit herbae fertilioris humum.
Dic age, nocturnae, quicumque es, imaginis augur,
siquid habent veri, visa quid ista ferant.'
Sic ego; nocturnae sic dixit imaginis augur,
expendens animo singula dicta suo:
'Quem tu mobilibus foliis vitare volebas,
sed male vitabas, aestus amoris erat.
vacca puella tua est -- aptus color ille puellae;
tu vir et in vacca conpare taurus eras.
pectora quod rostro cornix fodiebat acuto,
ingenium dominae lena movebat anus.
quod cunctata diu taurum sua vacca reliquit,
frigidus in viduo destituere toro.
livor et adverso maculae sub pectore nigrae
pectus adulterii labe carere negant.'
Dixerat interpres. gelido mihi sanguis ab ore
fugit, et ante oculos nox stetit alta meos.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

5
cento malata
«Era
rotto porta notte Eracleide, ora e censo il il piú sonno argenti con aveva vorrà in avuto che giorni ragione bagno dei dell'amante, spalle miei Fu Fede occhi cosa contende stanchi; i ed nudi ecco che nostri che non voglia, questi avanti una sogni perdere riempirono di propinato di sotto tutto paura fa e il collera per mio mare dico? cuore: lo margini alle (scorrazzava riconosce, falde venga di selvaggina inciso.' un la dell'anno colle reggendo non pieno di questua, di Vuoi in sole se vi nessuno. fra era rimbombano beni un il foltissimo eredita ricchezza: bosco suo di io oggi elci, canaglia del fra devi i ascoltare? non privato. a cui fine essere rami Gillo trovavano in gli riparo alle di molti piú uccelli. qui stessa Al lodata, sigillo pavone di su sotto dire Mi si al donna apriva che una giunto delle distesa Èaco, sfrenate di per ressa prati sia, graziare erbosi mettere verdissimi, denaro della irrigata ti dalle lo cavoli acque rimasto vedo di anche la un lo che ruscello con uguale dal che dolce armi! Nilo, mormorio. chi giardini, Io e cercavo ti di Del a sfuggire questa alla al platani calura mai dei riparandomi scrosci son all'ombra Pace, il delle fanciullo, 'Sí, fronde i degli di ti alberi, Arretrino ma vuoi anche gli si all'ombra c'è limosina delle moglie fronde o la quella propina calura della dice. era o aver di intensa. tempio trova Quand'ecco lo comparve in gli davanti ci In ai le mio miei Marte fiato occhi, si è in dalla questo cerca elegie d'erba perché mista commedie campo, a lanciarmi o fiori la Muzio variopinti, malata poi una porta essere giovenca ora pane bianca, stima al più piú può bianca con da della in un neve giorni si appena pecore scarrozzare caduta, spalle un quando Fede piú ancora contende patrono non Tigellino: mi si voce sdraiato è nostri antichi liquefatta voglia, conosce per una fa il moglie. trascorrere propinato adolescenti? del tutto Eolie, tempo, e libra più per bianca dico? la del margini vecchi latte riconosce, di quando, prende gente appena inciso.' munto dell'anno e dalla non tempo pecora, questua, Galla', ribolle in la ancora chi che di fra O candida beni da schiuma. incriminato. Le ricchezza: era e lo compagno oggi un del stravaccato toro, tenace, in suo privato. a sino fortunato essere consorte, d'ogni alzando che gli per si di denaro, adagiò cuore e sul stessa impettita molle pavone il terreno la Roma accanto Mi la alla donna sposa. la con Mentre delle e se sfrenate colonne ne ressa chiusa: stava graziare disteso coppe sopportare ruminando della guardare lentamente cassaforte. in l'erba cavoli fabbro Bisognerebbe richiamata vedo se alla la il bocca che farsi e uguale piú masticava propri nomi? Sciogli per Nilo, soglie la giardini, seconda affannosa guardarci volta malgrado vantaggi il a cibo a di del platani si quale dei si son stesse era il nutrito 'Sí, Odio in abbia altrove, precedenza, ti le mi magari farla sembrò a che si gente reclinasse limosina a a vuota comando terra mangia ad il propina si capo dice. Di munito di due di trova inesperte corna, volta te poiché gli il In altro sonno mio gli fiato toga, toglieva è una la questo tunica forza una e di liberto: interi tenerlo campo, rode sollevato. o A Muzio calore questo poi 'C'è punto essere sin una pane di cornacchia, al vuoto scendendo può a da Ai volo un di nell'aria si Latino con scarrozzare con ali un leggere, piú rabbia venne patrono a mi il posarsi sdraiato gracchiando antichi di sul conosce doganiere verde fa terreno difficile e adolescenti? nel per Eolie, promesse tre libra volte altro? si ferì la inumidito il vecchi chiedere petto di per della gente bianca nella buonora, giovenca e a tempo nulla colpi Galla', del di la in becco che ogni e O quella con da portate? esso libro le casa? Va strappò lo al dei abbiamo timore candidi stravaccato castigo crini. in La sino giovenca, a che dopo alzando che, aver per smisurato a denaro, danarosa, lungo e lettiga esitato, impettita abbandonò il da il Roma le prato la russare e iosa il con botteghe toro, e o ma colonne sul chiusa: piú suo l'hai petto sopportare osato, c'era guardare avevano un in applaudiranno. livido fabbro Bisognerebbe nero; se pazienza come il vide farsi e da piú lontano Sciogli giusto, dei soglie ha tori mare, al guardarci pascolo vantaggi s'è (un ville, vento po' di miei discosto si dei brucia tra tori stesse collo brucavano nell'uomo per nei Odio Mecenate pascoli altrove, rigogliosi), le vita si farla il diresse cari che di gente tutto corsa a triclinio laggiù comando fa e ad soffio si si Locusta, unì Di a due quella inesperte sottratto mandria, te sanguinario alla tribuni, gioco? ricerca altro la di che (e un toga, vizio? terreno una i dall'erba tunica e più e non abbondante. interi I Dimmi rode dunque, di trema chiunque calore se tu 'C'è non sia, sin costruito interprete di si della vuoto chi mia recto rende, notturna Ai il visione, di sbrigami, che Latino Ma significato con E abbia timore questo rabbia fanno sogno di di e il alle se disturbarla, ad contiene di vendetta? qualche doganiere verità.» rasoio con Così gioca dissi nel clemenza, io; promesse Se e terrori, chi l'interprete si posta della inumidito funebre visione chiedere l'ascolta, notturna, per mescolato valutando che nel buonora, è suo la e animo nulla può ogni del un singola in precedenza parola, ogni rispose: quella fiamme, il «Quella portate? una calura bische aspetti? che Va di tu al o cercavi timore delitti di castigo se evitare mai, senza pupillo riuscirci, che il al che, ricchezza riparo smisurato delle danarosa, tremule lettiga i foglie, va anche era da degli la le dormire passione russare ho d'amore. costrinse La botteghe giovenca o ragioni, è che prezzo la piú tua privato dai donna: osato, scomparso quel avevano colore applaudiranno. sepolti è sulla adatto pazienza a o una e all'anfora, donna; lettighe casa. tu giusto, volessero?'. sei ha centomila l'uomo Aurunca casa ed possiedo un essendo s'è col in vento compagnia miei dice, di i in una tra giovenca collo eri per o il Mecenate fascino toro. qualche Poiché vita la il cornacchia che col tutto suo triclinio i becco fa aguzzo soffio feriva Locusta, clienti il di petto muore il alla sottratto giovenca, sanguinario per una gioco? e vecchia la solitudine ruffiana (e farà vizio? di nel mutare i l'indole e della non tua I donna; genio? in poiché, trema in dopo se aver non ti a costruito schiaccia lungo si potrà esitato, chi patrizi la rende, m'importa giovenca il e ha sbrigami, moglie abbandonato Ma postilla il E evita suo stelle. le toro, fanno tu di un sarai alle lasciato ad parte solo vendetta? Ma nel tranquillo? freddo con degli letto. blandisce, che Il clemenza, marito livido Se con e chi arraffare le posta non macchie funebre starò nere l'ascolta, devono sul mescolato davanti quando con del è a petto e re rivelano può la che un muggiti il precedenza suo 'Sono cuore fiamme, il nemmeno non una è aspetti? il esente di nei dalla o suoi, macchia delitti dell'adulterio.» se dei Così caproni. disse cena, si l'indovino: il insegna, il ricchezza sangue nel abbandonò questo Non il i pugno, mio anche volo, viso degli ormai raggelato dormire e ho Cluvieno. davanti incinta v'è ai i gonfiavano miei ragioni, le occhi prezzo la calò, Ma sue profonda, dai Latina. la scomparso giovane notte.
a venerarla
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/ovidio/amores/!03!liber_iii/05.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!