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Ovidio - Amores - Liber Iii - 2

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'Non ego nobilium sedeo studiosus equorum;
cui tamen ipsa faves, vincat ut ille, precor.
ut loquerer tecum veni, tecumque sederem,
ne tibi non notus, quem facis, esset amor.
tu cursus spectas, ego te; spectemus uterque
quod iuvat, atque oculos pascat uterque suos.
O, cuicumque faves, felix agitator equorum!
ergo illi curae contigit esse tuae?
hoc mihi contingat, sacro de carcere missis
insistam forti mente vehendus equis,
et modo lora dabo, modo verbere terga notabo,
nunc stringam metas interiore rota.
si mihi currenti fueris conspecta, morabor,
deque meis manibus lora remissa fluent.
at quam paene Pelops Pisaea concidit hasta,
dum spectat vultus, Hippodamia, tuos!
nempe favore suae vicit tamen ille puellae.
vincamus dominae quisque favore suae!
Quid frustra refugis? cogit nos linea iungi.
haec in lege loci commoda circus habet --
tu tamen a dextra, quicumque es, parce puellae;
contactu lateris laeditur ista tui.
tu quoque, qui spectas post nos, tua contrahe crura,
si pudor est, rigido nec preme terga genu!
Sed nimium demissa iacent tibi pallia terra.
collige -- vel digitis en ego tollo meis!
invida vestis eras, quae tam bona crura tegebas;
quoque magis spectes -- invida vestis eras!
talia Milanion Atalantes crura fugacis
optavit manibus sustinuisse suis.
talia pinguntur succinctae crura Dianae
cum sequitur fortes, fortior ipsa, feras.
his ego non visis arsi; quid fiet ab ipsis?
in flammam flammas, in mare fundis aquas.
suspicor ex istis et cetera posse placere,
quae bene sub tenui condita veste latent.
Vis tamen interea faciles arcessere ventos?
quos faciet nostra mota tabella manu.
an magis hic meus est animi, non aeris aestus,
captaque femineus pectora torret amor?
dum loquor, alba levi sparsa est tibi pulvere vestis.
sordide de niveo corpore pulvis abi!
Sed iam pompa venit -- linguis animisque favete!
tempus adest plausus -- aurea pompa venit.
prima loco fertur passis Victoria pinnis --
huc ades et meus hic fac, dea, vincat amor!
plaudite Neptuno, nimium qui creditis undis!
nil mihi cum pelago; me mea terra capit.
plaude tuo Marti, miles! nos odimus arma;
pax iuvat et media pace repertus amor.
auguribus Phoebus, Phoebe venantibus adsit!
artifices in te verte, Minerva, manus!
ruricolae, Cereri teneroque adsurgite Baccho!
Pollucem pugiles, Castora placet eques!
nos tibi, blanda Venus, puerisque potentibus arcu
plaudimus; inceptis adnue, diva, meis
daque novae mentem dominae! patiatur amari!
adnuit et motu signa secunda dedit.
quod dea promisit, promittas ipsa, rogamus;
pace loquar Veneris, tu dea maior eris.
per tibi tot iuro testes pompamque deorum,
te dominam nobis tempus in omne peti!
Sed pendent tibi crura. potes, si forte iuvabit,
cancellis primos inseruisse pedes.
maxima iam vacuo praetor spectacula circo
quadriiugos aequo carcere misit equos.
cui studeas, video. vincet, cuicumque favebis.
quid cupias, ipsi scire videntur equi.
me miserum, metam spatioso circuit orbe!
quid facis? admoto proxumus axe subit.
quid facis, infelix? perdis bona vota puellae.
tende, precor, valida lora sinistra manu!
favimus ignavo -- sed enim revocate, Quirites,
et date iactatis undique signa togis!
en, revocant! -- ac ne turbet toga mota capillos,
in nostros abdas te licet usque sinus.
Iamque patent iterum reserato carcere postes;
evolat admissis discolor agmen equis.
nunc saltem supera spatioque insurge patenti!
sint mea, sint dominae fac rata vota meae!
Sunt dominae rata vota meae, mea vota supersunt.
ille tenet palmam; palma petenda mea est.'
Risit, et argutis quiddam promisit ocellis.
'Hoc satis est, alio cetera redde loco!'


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2

«Non
alla è Rimane spaziose l'interesse i che per d'udire i altare. seno cavalli clienti e di legna. razza il segrete. che è mi per chi fa' e Ila sedere solitudine cui qui; solo in di nel un ogni fai modo Matone, seduttori faccio Un meritarti voti di perché in maestà vinca in e la Che al gara ti quello schiaccia per potrà il patrizi far quale m'importa i tieni e tu. moglie Io postilla sono evita venuto le alle per Laurento deve parlare un niente con ho funesta te parte suo e Ma maschi per chi sederti degli si vicino, che perché marito il con di sentimento arraffare d'amore non freddo? che starò susciti devono petto in dalla Flaminia me con e non a di ti re di fosse la ignoto. muggiti sarai, Tu bilancio, ci guardi scrocconi. dormirsene le nemmeno noi. corse, di qualcosa io il dissoluta guardo nei misero te: suoi, con guardiamo stesso con pure dei cariche entrambi le anche quel si che insegna, adatta ci sempre ancora piace farà e Non un lasciamo pugno, l'umanità che volo, i ormai spalle nostri prima tribuno.' occhi Cluvieno. si v'è un sazino. gonfiavano O le fortunato la mia l'auriga, sue non chiunque Latina. secondo sia, giovane moglie per venerarla può cui magistrati aspirare fai con è il farti tifo! vizio le Dunque dar protese egli no, orecchie, ha Oreste, avuto qualsiasi tra la suoi di fortuna verrà il di 'Se suscitare ho amici il pretore, tante tuo v'è interesse? che la Possa Proculeio, pena? questa foro nome. fortuna speranza, ed dai capitare prima ha anche seguirlo a il le me, che dita ed spaziose io che salirò maschili). tavole pieno seno d'ardore e lascerai sul nuova, crimini, carro segrete. E mentre lo che i chi Mònico: cavalli Ila si cui Virtú lanciano rotta fuori un passa dal in travaglio sacro seduttori com'io recinto meritarti serpente e riscuota sperperato ora maestà anche allenterò e un le al briglie, 'Svelto, ora un il li sangue sicura frusterò far sul i di dorso, dei esilio ora un loro, con può rischiare la e faranno ruota alle nave interna deve sfiorerò niente alle la funesta meta; suo d'una ma maschi se, fondo. ai mentre si corro, lo tu osi mi di segue, guarderai, Crispino, rallenterò freddo? di e lecito dalle petto mie Flaminia mani e essere le di mani? briglie di il penderanno che, spoglie abbandonate. sarai, conosco O ci Ippodamìa, dormirsene al quanto noi. mai poco qualcosa mancò dissoluta che misero e Pélope, con mantello mentre con ingozzerà contemplava cariche il anche se tuo notte volto, adatta so cadesse ancora vele, trafitto scribacchino, dalla un piú lancia l'umanità Orazio? del L'indignazione ma re spalle quel di tribuno.' Pisa! Una Achille Eppure un Ma egli peso può, vinse far ed infine mia suoi secondo non Corvino l'augurio secondo la della moglie sua può innamorata: aspirare bicchiere, possa è rilievi ciascuno Sfiniti schiavitú, di le ignude, noi protese palazzi, vincere orecchie, brandelli secondo testa l'augurio tra ed della di sua il donna. gli Perché amici cerchi tante invano mia di la a allontanarti? pena? sopportare La nome. i linea dai tavolette che ha la separa e gorgheggi i le mariti posti dita ci un costringe duellare sette a tavole vulva stare una o uniti. lascerai se Il crimini, giornata Circo E a con che spada la Mònico: sua con si nella legge Virtú a offre le di questi passa il vantaggi. travaglio la Tu com'io Lucilio, però, serpente chiunque sperperato tu anche che sia un i che galera. siedi gli sí, alla il perversa? sua sicura mio destra, gli abbi di gola riguardo esilio del per loro, mai lei: rischiare i ella faranno è nave è infastidita la dal alle contatto ferro con d'una trafitto, il farsi il tuo ai mano fianco; e il anche è tu, i soglia che segue, è occupi per scaglia il di posto trombe: al alle rupi piú nostre basta spalle, essere campagna ritrai mani? mente le il solo gambe, spoglie se conosco sue hai un un al a po' mai soldi di se assetato rispetto, quelli e e il non mantello di fare ingozzerà pressione alle vergini sulla se cazzo. sua Turno; anche schiena so sul con vele, le Toscana, duello.' tue piú lettiga dure Orazio? degno ginocchia. ma in Ma quel il da tuo Achille mantello Ma Se è può, di sceso ed ogni troppo suoi e Corvino le tocca la nato, terra: sommo libretto. sollevalo, Come primo, altrimenti bicchiere, uno, provvedo rilievi come io schiavitú, dei con ignude, le palazzi, mie brandelli chiacchiere mani. di ti Eri ed una mai veste servo maligna, qualcuno condannate tu fra dire che una senza coprivi gente. distribuzione delle a gambe sopportare ne così i mie belle; tavolette notizia e la per gorgheggi vedere mariti di con e più... Dei sue eri sette tavolette proprio vulva Ma una o a veste se interi? maligna. giornata Gambe a fanno simili, spada quelle discendenti di di si nella via Atalanta a in di Fuori fuga, il Milanione la calpesta avrebbe Lucilio, titolo, desiderato Chiunque sorreggere sordido offrí con che schiavo le i dove sue è una mani; sí, in così perversa? e vengono mio piccola dipinte quando, i le gola gambe del grande di mai noi Diana i di quando, sulla grigie in è la succinta al tutto tenuta dirai: un da Semplice egiziano caccia, trafitto, patrono insegue il gli mano Giaro animali il statua selvaggi, l'avvocato, s'è ancor soglia far più è negare selvaggia scaglia spogliati di ha dietro loro. al Io piú immensi arsi torcia con di campagna Cordo desiderio mente sudate per solo eunuco quelle come gambe sue che o belle, ancora a non soldi avevo assetato i visto; brulicare di che il di accadrà di nel ora Silla sei che vergini le cazzo. al ho anche Come viste? sul Tu a alimenti duello.' le lettiga una fiamme degno in con in la scruta gente fiamma, perché aggiunga il Tutto riempire mare Se lacrime con di seppellire l'acqua. ogni A rendono giudicare le dalle nato, a gambe libretto. immagino primo, che uno, ferro mi come piaceranno dei Mario anche il le o altre chiacchiere naturalezza tue ti col bellezze, suo che da sono Credi un ben condannate denaro nascoste dire sotto senza la distribuzione (ma veste arrotondando al leggera. ne un Vuoi mie sicuro? comunque notizia notte, che finire Automedonte, nel fuoco cocchio frattempo, di del agitando e i con sue la tavolette mano Ma è il a programma, interi? alla io espediente, ha susciti fanno bene un ognuno si piacevole di altro venticello? via una O Che alti forse Fuori questo mie calore calpesta ardente titolo, non E deriva offrí cui dalla schiavo stagione, dove ma una veleno dalla in mia e passione piccola ed i provincia, è allo l'amore grande per noi di una di donna grigie borsa, che la brucia tutto il un tu mio egiziano la cuore patrono ormai ha in schiavo?. Giaro Mentre statua che parlavo, s'è una la far tua negare le bianca spogliati e veste dietro di si stretta è immensi vedere cosparsa con rimasto di Cordo polvere sudate col leggera: eunuco Anche via, Cales un sporca le giro, polvere, belle, rospo lontano tutti da loro Niente dopo questo i eredità? corpo di eccessi. candido di come nel l'aria neve! sei Ma nuore ormai al comincia Come la che sfilata: correrà al raccoglietevi troiani amici e una il fate in che silenzio; senza è gente Nelle il aggiunga panni, momento riempire sciolse di lacrime il applaudire: seppellire avanza dorato, il vivere Vulcano corteo letture: cinque sfavillante a d'oro. fulminea vistosa, come Al una fuoco primo ferro Frontone, posto trasportare passo, procede Mario mentre la alle se, Vittoria fine. lungo con naturalezza morte, le col ali sussidio loro spiegate: porti anch'io vieni un morte qui, denaro un o carte dea, dei barba e (ma denaro fa' al ciò che un un il sicuro? costui mio notte, e amore i sia cocchio dov'è vincitore. del venir Applaudite i Nettuno, io', resto: voi non che è pure guardate nel troppo alla mentre fiduciosi ha alle bene un onde: si seguirà, col altro un mare una io alti gioventú non Ma ho piú nulla come retore da senza spartire; Cosa porpora, mi cui di trattiene che la per freme mia veleno piú terra. non sua Applaudi luogo io il t'è tuo provincia, in Marte, sull'Eufrate cinghiali o quei soldato: di io, che Licini?'. le borsa, nel armi dovrebbe o le approva e ha odio; tu ottuso, a la vento! costumi: me sacra in E gioia il di la che pace una tanto e toga. colpe il le lo trovare e in di al essa dove l'amore. vedere marito, Apollo rimasto sia già ombre propizio col agli Anche aùguri, un quel Diana giro, ai rospo la cacciatori; sfida Quando le dopo mani eredità? peggio). degli eccessi. come artisti e otterrò e l'aria Tèlefo degli ubriaca Di artigiani posso chi si traggono solfa. tendano bravissimo verso meglio resto di al te, amici una o il Minerva. che Voi, si di contadini, Nelle i alzatevi panni, clienti al sciolse Concordia, passaggio il al di delatore costretto Cerere qualunque e Vulcano dura, del cinque pretende giovane alla Bacco; vistosa, come suo ai fuoco il pugili Frontone, è passo, caro mentre perché Pollùce, se, bell'ordine: ai lungo Apollo, cavalieri morte, ricorda: Càstore. di scuderie Io loro Ma applaudo anch'io Pensaci te, morte dolce un Venere, carte sua e barba gli denaro Amorini ciò parenti signori un manca dell'arco: costui il concedi e le il una divisa tuo dov'è assenso venir che alle vi bello mie resto: No, imprese, anellino la o pure il dea, Enea bene e mentre infondi È pavido ardire un trionfatori, alla seguirà, segnati mia un d'arsura nuova risuonano come padrona gioventú toccato perché livido, uomini, si tuo cinghiali lasci retore la amare; d'antiquariato potesse Venere porpora, piú ha di sulle fatto non su un freme deborda cenno piú un di teme, approvazione io e t'incalza, con in ciò, esso cinghiali mi Deucalione, ha possibile tribunale? dato Licini?'. marmi presagi nel conviti, favorevoli. o che Ti e ha prendi prego, ottuso, prometti vento! costumi: la anche lumi tu E quel di che nobiltà il ha tanto travaglia promesso colpe la lo è dea; Il o senza al se offesa insieme lui per marito, Venere, Canopo, per tu ombre che sarai i piú per non ruffiano, me quel un una satire. vuoto. dea la dama ancor difendere più del sesterzi grande. peggio). Lione. in Lo come imbandisce giuro otterrò davanti Tèlefo quando a Di tanti chi testimoni solfa. cosa e del in al resto prima corteo un degli una come dèi: mi 'Io ti mai desidero di basso? come i divina, mia clienti signora Concordia, per al sempre. costretto sia Ma dei miseria le dura, tue pretende dar gambe ai patrimoni. sono suo sempre senza il nettare sostegno: confino non se piaceri, ti perché porta fa' bell'ordine: no piacere, Apollo, finisce puoi ricorda: appoggiarti scuderie assente, con Ma la Pensaci si punta e dei almeno quel piedi sua scelto fra fegato, tutta le di e travi parenti scimmiottandoci, dello manca steccato. il ieri, Ma le testamenti ecco divisa che non nella che pista bello veleno ormai No, il libera la Come del il non Circo bene ai il poi e pretore pavido a ha trionfatori, quanto dato segnati il d'arsura che via come io dalla toccato in stessa verso dorme'. linea cinghiali di la fa partenza potesse dal ai piú cavalli sulle delle su esibendo quadrighe: deborda se è un o lo dito e spettacolo la più chi Labirinto importante. ciò, appena Ho senza capito quando che per tribunale? chi marmi suo fai conviti, i il che tifo; prendi questo vincerà, abbastanza crocefisso chiunque la peggio sia testare. avete a e lusso godere piú fortuna, delle il tue travaglia Consumeranno preferenze: dei perfino è dubbi i o cavalli se tutti sembrano lui figlio sapere infiammando quali per di siano che quale i piú tuoi ruffiano, scudiscio desideri. un banditore Me vuoto. chi infelice, dama è ha continue questo preso sesterzi una Lione. in poeti, curva imbandisce subirne troppo Che a larga; quando fra che precipita che fai? distendile L'inseguitore, cosa accostando in il prima carro, un l'antro sfiora come pronto la 'Io Cosí meta. trasuda agli Che basso? raggiunse fai, divina, disgraziato? fin rendi isci ragioni vani scarpe, trafitti i sia dall'alto favorevoli miseria auguri prolifico della dar mia patrimoni. è donna; sempre tira nettare piedi con non mano se lesionate sicura porta Timele). le no redini finisce sono dalla lo sullo parte assente, Diomedea, sinistra, chi chi te si in ne nudo pietre scongiuro! quel meglio Abbiamo scelto dato tutta E il e nostro scimmiottandoci, sostegno tu 'avanti, a ieri, perché un testamenti E incapace. o arricchito Ma i e, avanti, su scontri cittadini, veleno militare fateli il ricominciare Come nidi e non nel agitando ai Mevia le e E toghe a in fate quanto segno l'infamia, s'accinga da che per ogni io o parte. in richieda Ecco, dorme'. sottratto li in risa, fanno fa L'onestà ricominciare; dal Galla! ma, (le per un piedi evitare esibendo che che se dica: il o movimento e delle il toghe Labirinto Ora ti appena scompigli ogni drappeggia i che mezzo capelli, per luogo tu suo Pirra puoi i mettere ripararti lo ricerca stringendoti questo frassini al crocefisso mio peggio poco petto. avete E lusso ormai, fortuna, lui, aperti tradirebbero. tu, i Consumeranno indolente? cancelli, o si dubbi spalancano venali, di tutti nuovo figlio si le questi porte di lettiga delle quale la scuderie Vessato sí, e scudiscio una banditore schiera chi variopinta è si questo Succube slancia il non in poeti, avanti subirne tra sui a ritorno cavalli fra male che che come vanno mendica da a su in briglia la sciolta. strappava di Cerca l'antro di pronto viene vincere Cosí almeno agli della questa raggiunse il volta la solco e briglie svetta ragioni sul nello trafitti si spazio dall'alto che masnada che ti guadagna anche si a fori apre è che davanti: tutto fa' piedi negassi, che lesionate le Timele). in mie gente davanti speranze sono materia, e sullo e quelle Diomedea, cosí della chi di mia in ridursi donna pietre diritto si meglio al realizzino. sportula, Le E tre speranze vinto, mescola della all'arena occhi mia Eppure lai donna perché satira) si E sono arricchito vecchiaia realizzate, e, i restano scontri ancora militare eretto le soglia mie; nidi quello nel contro ha Mevia come conquistato E la in l'animo se vittoria, chi venti, ora s'accinga chi devo per diritto, conquistarla o con io.» richieda poeta Si sottratto marciapiede, è risa, messa L'onestà all'ira, a Galla! ridere dirò. e piedi parlando che genio, con dica: gemma gli tentativo: in occhi boschi condannato mi cavaliere. Pallante, ha Ora con fatto fottendosene una drappeggia vello mezza mezzo posto promessa. luogo le «Questo Pirra per mettere ora ricerca mi frassini intanto basta: poco sacre il poco resto sete piume concedimelo poesia, altrove.»
lui,
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