Splash Latino - Nepote - Liber De Latinis Historicis - Atticus - 12

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Nepote - Liber De Latinis Historicis - Atticus - 12

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[12] His igitur rebus effecit, ut M. Vipsanius Agrippa, intima familiaritate coniunctus adulescenti Caesari, cum propter suam gratiam et Caesaris potentiam nullius condicionis non haberet potestatem, potissimum eius deligeret affinitatem praeoptaretque equitis Romani filiam generosarum nuptiis. 2 Atque harum nuptiarum conciliator fuit - non est enim celandum - M. Antonius, triumvirum rei publicae constituendae. Cuius gratia cum augere possessiones posset suas, tantum afuit a cupiditate pecuniae, ut nulla in re usus sit ea nisi in deprecandis amicorum aut periculis aut incommodis. 3 Quod quidem sub ipsa proscriptione perillustre fuit. Nam cum L. Saufeii, equitis Romani, aequalis sui, qui complures annos studio ductus philosophiae Athenis habitabat habebatque in Italia pretiosas possessiones, triumviri bona vendidissent consuetudine ea, qua tum res gerebantur, Attici labore atque industria factum est, ut eodem nuntio Saufeius fieret certior se patrimonium amisisse et recuperasse. 4 Idem L. Iulium Calidum, quem post Lucretii Catullique mortem multo elegantissimum poetam nostram tulisse aetatem vere videor posse contendere, neque minus virum bonum optimisque artibus eruditum, quem post proscriptionem equitum propter magnas eius Africanas possessiones in proscriptorum numerum a P. Volumnio, praefecto fabrum Antonii, absentem relatum expedivit. 5 Quod in praesenti utrum ei laboriosius an gloriosius fuerit, difficile est iudicare, quod in eorum periculis non secus absentes quam praesentes amicos Attico esse curae cognitum est.


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12. fino Reno, Massima in Garonna, attenzione estende anche di tra prende Attico tra verso che delle gli divisa amici.
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