Splash Latino - Nepote - Liber De Latinis Historicis - Atticus - 9

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Nepote - Liber De Latinis Historicis - Atticus - 9

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[9] Secutum est bellum gestum apud Mutinam. In quo si tantum eum prudentem dicam, minus, quam debeam, praedicem, cum ille potius divinus fuerit, si divinatio appellanda est perpetua naturalis bonitas, quae nullis casibus agitur neque minuitur. 2 Hostis Antonius iudicatus Italia cesserat; spes restituendi nulla erat. Non solum inimici, qui tum erant potentissimi et plurimi, sed etiam, qui adversariis eius se dabant et in eo laedendo aliquam consecuturos sperabant commoditatem, Antonii familiares insequebantur, uxorem Fulviam omnibus rebus spoliare cupiebant, liberos etiam exstinguere parabant. 3 Atticus cum Ciceronis intima familiaritate uteretur, amicissimus esset Bruto, non modo nihil his indulsit ad Antonium violandum, sed e contrario familiares eius ex urbe profugientes, quantum potuit, texit, quibus rebus indiguerunt, adiuvit. 4 P. vero Volumnio ea tribuit, ut plura a parente proficisci non potuerint. Ipsi autem Fulviae, cum litibus distineretur magnisque terroribus vexaretur, tanta diligentia officium suum praestitit, ut nullum illa stiterit vadimonium sine Attico, sponsor omnium rerum fuerit. 5 Quin etiam, cum illa fundum secunda fortuna emisset in diem neque post calamitatem versuram facere potuisset, ille se interposuit pecuniamque sine faenore sineque ulla stipulatione credidit, maximum existimans quaestum memorem gratumque cognosci simulque aperiens se non fortunae, sed hominibus solere esse amicam. 6 Quae cum faciebat, nemo eum temporis causa facere poterat existimare. Nemini enim in opinionem veniebat Antonium rerum potiturum. 7 Sed sensim is a nonnullis optimatibus reprehendebatur, quod parum odisse malos cives videretur. Ille autem, sui iudicii, potius, quid se facere par esset, intuebatur, quam quid alii laudaturi forent.


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