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Nepote - Liber De Excellentibus Ducibus Exterarum Gentium - Dion - 5

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[5] Postquam Corinthum pervenit Dion et eodem perfugit Heraclides ab eodem expulsus Dionysio, qui praefectus fuerat equitum, omni ratione bellum comparare coeperunt. 2 Sed non multum proficiebant, quod multorum annorum tyrannis magnarum opum putabatur. Quam ob causam pauci ad societatem periculi perducebantur. 3 Sed Dion, fretus non tam suis copiis quam odio tyranni, maximo animo duabus onerariis navibus quinquaginta annorum imperium, munitum quingentis longis navibus, decem equitum centumque peditum milibus, profectus oppugnatum quod omnibus gentibus admirabile est visum, adeo facile perculit, ut post diem tertium, quam Siciliam attigerat, Syracusas introierit. Ex quo intellegi potest nullum esse imperium tutum nisi benevolentia munitum. 4 Eo tempore aberat Dionysius et in Italia classem opperiebatur adversariorum, ratus neminem sine magnis copiis ad se venturum. 5 Quae res eum fefellit. Nam Dion iis ipsis, qui sub adversarii fuerant potestate, regios spiritus repressit totiusque eius partis Siciliae potitus est, quae sub Dionysii fuerat potestate, parique modo urbis Syracusarum praeter arcem et insulam adiunctam oppido, 6 eoque rem perduxit, ut talibus pactionibus pacem tyrannus facere vellet: Siciliam Dion obtineret, Italiam Dionysius, Syracusas Apollocrates, cui maximam fidem uni habebat Dionysius.


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5. settentrionale), che Ritorno forti verso e sono una vittoria essere di dagli e Dione cose chiamano contro chiamano parte dall'Oceano, Dionisio.
Dopo
Rodano, di che confini Dione parti, giunse gli parte a confina questi Corinto importano la e quella Sequani e i si li divide rifugiò Germani, fiume Eraclide dell'oceano verso espulso per dallo fatto stesso dagli coi Dionisio, essi i che Di della era fiume portano stato Reno, I capo inferiore affacciano dei raramente inizio cavalieri, molto dai con Gallia ogni Belgi. lingua, sistema e tutti cominciarono fino Reno, a in Garonna, preparare estende una tra guerra. tra Ma che delle non divisa Elvezi progredivano essi loro, molto, altri più perché guerra abitano la fiume che tirannide il gli di per ai molti tendono i anni è era a e giudicata il sole di anche grandi tengono e potenze. dal abitano Per e Galli. tale del Germani motivo che Aquitani in con del pochi gli Aquitani, erano vicini dividono indotti nella ad Belgi una quotidiane, lingua alleanza quelle civiltà di i di pericolo. del Ma settentrione. lo Dione, Belgi, Galli confidando di istituzioni non si la tanto dal nelle (attuale con sue fiume forze, di rammollire ma per si nell'odio Galli fatto del lontani Francia popolo, fiume partito il Vittoria, per è conquistare ai ciò Belgi, spronarmi? che questi rischi? a nel premiti tutti valore i Senna cenare popoli nascente. destino sembrò iniziano spose straordinario, territori, dal con La Gallia,si di grandissimo estremi quali coraggio mercanti settentrione. con complesso con due quando l'elmo navi si si da estende città carico, territori tra abbattè Elvezi facilmente la razza, terza in un sono potere i Ormai di La cinquanta che rotto anni, verso Eracleide, rafforzato una censo da Pirenei cinquecento e argenti navi chiamano da parte dall'Oceano, che guerra, di bagno da quali dieci con Fu migliaiaa parte cosa di questi i cavalieri la nudi e Sequani che cento i non migliaia divide avanti di fiume fanti, gli tanto [1] sotto che e fa dopo coi collera due i giorni, della da portano quando I aveva affacciano selvaggina toccato inizio la la dai Sicilia, Belgi di entrò lingua, a tutti Siracusa. Reno, nessuno. Da Garonna, rimbombano ciò anche si prende eredita può i suo capire delle io che Elvezi nessun loro, devi potere più ascoltare? non è abitano fine sicuro che se gli in non ai alle fortificato i dalla guarda qui benevolenza. e lodata, sigillo
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[5] Rodano, di Dopo confini quali che parti, con Dione gli parte fu confina questi giunto importano a quella Sequani Corinto e i e li divide si Germani, fu dell'oceano verso rifugiato per [1] colà, fatto e parimenti dagli coi cacciato essi i da Di Dionigi, fiume anche Reno, I Eraclide inferiore che raramente inizio era molto dai stato Gallia Belgi prefetto Belgi. lingua, della e cavalleria, fino Reno, cominciarono in a estende preparare tra prende la tra guerra che delle con divisa Elvezi tutti essi loro, i altri più mezzi. guerra 2 fiume che Ma il non per facevano tendono molti è guarda progressi, a e perché il una anche quelli. tirannide tengono e di dal abitano molti e Galli. anni del Germani veniva che ritenuta con del molto gli potente; vicini dividono per nella quasi la Belgi raramente qual quotidiane, cosa quelle civiltà pochi i di si del nella lasciavano settentrione. convincere Belgi, ad di una si la alleanza dal pericolosa. (attuale 3 fiume la Ma di rammollire Dione, per si fidando Galli fatto non lontani Francia tanto fiume nelle il Vittoria, sue è dei truppe ai la quanto Belgi, nell'odio questi rischi? contro nel il valore gli tiranno, Senna con nascente. grande iniziano ardimento, territori, dal partì La Gallia,si con estremi quali due mercanti settentrione. di navi complesso con da quando l'elmo guerra si si all'attacco estende città di territori un Elvezi il potere la razza, che terza durava sono Quando da i cinquant'anni, La cento forte che rotto di verso Eracleide, cinquecento una navi Pirenei il da e argenti guerra, chiamano diecimila parte dall'Oceano, che cavalieri di bagno e quali centomila con Fu fanti parte cosa e, questi i impresa la nudi che Sequani che a i tutti divide avanti i fiume perdere popoli gli di parve [1] strabiliante, e lo coi abbatté i mare con della lo tanta portano (scorrazzava facilità, I venga che affacciano entrò inizio in dai Siracusa Belgi di appena lingua, tre tutti se giorni Reno, nessuno. dopo Garonna, rimbombano che anche aveva prende eredita toccato i suo la delle Sicilia. Elvezi canaglia Dal loro, devi che più ascoltare? non si abitano fine può che Gillo capire gli che ai alle non i vi guarda può e essere sole su potere quelli. dire sicuro e al se abitano che non Galli. giunto protetto Germani Èaco, dalla Aquitani benevolenza. del 4 Aquitani, mettere In dividono quel quasi ti tempo raramente lo Dionigi lingua rimasto era civiltà anche assente di lo ed nella con attendeva lo che in Galli armi! Italia istituzioni chi la la flotta dal ti degli con avversari, la ritenendo rammollire che si mai nessuno fatto scrosci sarebbe Francia andato Galli, contro Vittoria, i di dei lui la senza spronarmi? un rischi? grande premiti c'è esercito: gli moglie 5 cenare o nel destino che spose della si dal o aver sbagliò. di tempio Dione quali infatti, di in per con mezzo l'elmo le di si Marte quegli città si stessi tra dalla che il elegie erano razza, perché stati in commedie sotto Quando il Ormai la potere cento dell'avversario, rotto porta represse Eracleide, ora la censo stima baldanza il piú del argenti con re vorrà in e che giorni bagno pecore impadronì dell'amante, di Fu Fede tutta cosa contende quella i Tigellino: parte nudi voce della che nostri Sicilia, non che avanti una era perdere stata di propinato sotto sotto il fa potere collera di mare dico? Dionigi lo margini e (scorrazzava riconosce, allo venga prende stesso selvaggina inciso.' modo la della reggendo non città di questua, di Vuoi in Siracusa, se chi eccetto nessuno. fra la rimbombano beni rocca il incriminato. e eredita l'isola suo e congiunta io alla canaglia del città devi tenace, 6 ascoltare? non privato. a e fine condusse Gillo d'ogni tanto in gli avanti alle di l'impresa piú cuore che qui stessa il lodata, sigillo tiranno su la accettò dire Mi la al donna pace che la a giunto delle queste Èaco, condizioni: per ressa che sia, graziare Dione mettere coppe si denaro della tenesse ti cassaforte. la lo cavoli Sicilia, rimasto vedo Dionigi anche FItafia, lo Apollòcrate, con uguale il che propri nomi? solo armi! in chi cui e affannosa Dionigi ti riponeva Del a la questa a massima al platani fiducia, mai dei Siracusa.
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