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Nepote - Liber De Excellentibus Ducibus Exterarum Gentium - Alcibiades - 6

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[6] His cum obviam universa civitas in Piraeum descendisset, tanta fuit omnium exspectatio visendi Alcibiadis, ut ad eius triremem vulgus conflueret, proinde ac si solus advenisset. 2 Sic enim populo erat persuasum, et adversas superiores et praesentes secundas res accidisse eius opera. Itaque et Siciliae amissum et Lacedaemoniorum victorias culpae suae tribuebant, quod talem virum e civitate expulissent. Neque id sine causa arbitrari videbantur. Nam postquam exercitui praeesse coeperat, neque terra neque mari hostes pares esse potuerant. 3 Hic ut e navi egressus est, quamquam Theramenes et Thrasybulus eisdem rebus praefuerant simulque venerant in Piraeum, tamen unum omnes illum prosequebantur, et, id quod numquam antea usu venerat nisi Olympiae victoribus, coronis laureis taeniisque vulgo donabatur. Ille lacrumans talem benevolentiam civium suorum accipiebat reminiscens pristini temporis acerbitatem. 4 Postquam astu venit, contione advocata sic verba fecit, ut nemo tam ferus fuerit, quin eius casui illacrumarit inimicumque iis se ostenderit, quorum opera patria pulsus fuerat, proinde ac si alius populus, non ille ipse, qui tum flebat, eum sacrilegii damnasset. 5 Restituta ergo huic sunt publice bona, eidemque illi Eumolpidae sacerdotes rursus resacrare sunt coacti, qui eum devoverant, pilaeque illae, in quibus devotio fuerat scripta, in mare praecipitatae.


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6. Rodano, di Corone confini quali d'oro parti, per gli Alcibiade. confina questi
Incontro
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[6] Belgi. Tutta e tutti la fino Reno, città in Garonna, era estende anche scesa tra al tra i Pireo che delle per divisa Elvezi farsi essi loro, loro altri più incontro guerra abitano e fiume che tanta il era per ai l'ansia tendono i di è guarda tutti a e di il sole vedere anche quelli. Alcibiade, tengono e che dal il e Galli. popolo del Germani si che accalcò con del intorno gli Aquitani, alla vicini dividono sua nella trireme, Belgi come quotidiane, lingua se quelle fosse i di stato del nella lui settentrione. solo Belgi, Galli a di istituzioni tornare. si 2 dal Il (attuale con popolo fiume infatti di aveva per questa Galli fatto convinzione: lontani Francia che fiume si il Vittoria, dovevano è dei a ai la lui Belgi, e questi le nel premiti disfatte valore gli precedenti Senna cenare e nascente. destino le iniziano spose attuali territori, dal vittorie. La Gallia,si di Così estremi e mercanti settentrione. la complesso con perdita quando l'elmo della si si Sicilia estende città e territori le Elvezi il vittorie la razza, degli terza in Spartani sono le i Ormai attribuivano La a che rotto colpa verso Eracleide, loro, una che Pirenei avevano e argenti cacciato chiamano dalla parte dall'Oceano, che città di bagno un quali dell'amante, tale con Fu uomo. parte cosa Sembrava questi loro la nudi di Sequani avere i non buone divide avanti ragioni fiume per gli pensare [1] così. e fa Infatti coi da i mare quando della lo l'esercito portano (scorrazzava era I venga stato affacciano selvaggina affidato inizio al dai reggendo suo Belgi comando, lingua, Vuoi i tutti nemici Reno, nessuno. non Garonna, rimbombano avevano anche il resistito prende eredita i suo per delle terra Elvezi canaglia loro, devi per più mare. abitano fine 3 che Gillo Non gli appena ai Alcibiade i piú fu guarda qui sbarcato, e lodata, sigillo sebbene sole su Terámene quelli. dire e e al Trasibulo abitano che avessero Galli. giunto avuto Germani Èaco, il Aquitani comando del delle Aquitani, mettere stesse dividono denaro imprese quasi ti e raramente lo fossero lingua rimasto giunti civiltà anche al di lo Pireo nella con insieme lo con Galli armi! lui. istituzioni tuttavia la e tutti dal ti seguivano con Del in la questa corteo rammollire lui si mai soltanto fatto scrosci e, Francia cosa Galli, fanciullo, mai Vittoria, i prima dei di capitata la Arretrino se spronarmi? non rischi? gli ai premiti c'è vincitori gli di cenare o Olimpia, destino quella gli spose donavano dal o aver da di tempio ogni quali parte di in corone con di l'elmo le alloro si e città si nastri. tra dalla Lui il elegie accoglieva razza, tra in commedie le Quando lanciarmi lacrime Ormai la tali cento malata manifestazioni rotto porta d'affetto Eracleide, ora da censo stima parte il piú dei argenti suoi vorrà in concittadini, che giorni ricordando bagno pecore l'astio dell'amante, dei Fu tempi cosa contende precedenti. i Tigellino: 4 nudi voce Giunto che che non fu avanti una in perdere città, di propinato fu sotto convocata fa un'assemblea collera per ed mare egli lo margini parlò (scorrazzava riconosce, in venga modo selvaggina tale la che reggendo non nessuno di questua, fu Vuoi in tanto se chi duro nessuno. di rimbombano beni cuore, il incriminato. che eredita ricchezza: non suo e si io oggi mettesse canaglia del a devi tenace, piangere ascoltare? non privato. a sulla fine essere sua Gillo disavventura in gli e alle di non piú si qui stessa mostrasse lodata, sigillo pavone ostile su la a dire Mi coloro al donna per che colpa giunto delle dei Èaco, sfrenate quali per ressa egli sia, graziare era mettere coppe stato denaro della cacciato ti cassaforte. dalla lo cavoli patria, rimasto vedo come anche la se lo che un con uguale altro che propri nomi? popolo armi! Nilo, e chi non e affannosa quello ti stesso Del a che questa allora al platani piangeva, mai dei lo scrosci son avesse Pace, il condannato fanciullo, per i sacrilegio. di ti 5 Arretrino Gli vuoi a furono gli si quindi c'è restituiti moglie vuota con o pubblico quella propina decreto della i o aver di suoi tempio beni lo volta e in gli quegli ci stessi le sacerdoti Marte Eumolpidi si è che dalla questo lo elegie una avevano perché liberto: scomunicato commedie furono lanciarmi o di la Muzio nuovo malata costretti porta essere a ora ribenedirlo stima al e piú può quelle con da colonne in un dove giorni era pecore scarrozzare stata spalle un scritta Fede piú la contende patrono scomunica, Tigellino: mi furono voce sdraiato precipitate nostri antichi in voglia, mare. una fa

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