Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xlv - 41

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xlv - 41

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41. 'Quamquam, et qua felicitate rem publicam administraverim, et <quae> duo fulmina domum meam per hos dies perculerint, non ignorare vos, Quirites, arbitror, cum spectaculo vobis nunc triumphus meus, nunc funera liberorum meorum fuerint, tamen paucis, quaeso, sinatis me cum publica felicitate conparare eo, quo debeo, animo privatam meam fortunam. profectus ex Italia classem a Brundisio sole orto solvi; nona diei hora cum omnibus meis navibus Corcyram tenui. inde quinto die Delphis Apollini pro me exercitibusque et classibus vestris sacrificavi. a Delphis quinto die in castra perveni: ubi exercitu accepto, mutatis quibusdam, quae magna impedimenta victoriae erant, progressus, quia inexpugnabilia <castra> hostium erant neque cogi pugnare poterat rex, inter praesidia eius saltum ad Petram evasi et ad Pydnam regem acie vici; Macedoniam in potestatem populi Romani redegi et, quod bellum per quadriennium tres ante me consules ita gesserunt, ut semper successori traderent gravius, id ego quindecim diebus perfeci. aliarum deinde secundarum rerum velut proventus secutus: civitates omnes Macedoniae se dediderunt, gaza regia in potestatem venit, rex ipse tradentibus prope ipsis dis in templo Samothracum cum liberis est captus. mihi quoque ipsi nimia iam fortuna videri eoque suspecta esse. maris pericula timere coepi in tanta pecunia regia in Italiam traicienda et victore exercitu transportando. postquam omnia secundo navium cursu in Italiam pervenerunt neque erat, quod ultra precarer, illud optavi, ut, cum ex summo retro volui fortuna consuesset, mutationem eius domus mea potius quam res publica sentiret. itaque defunctam esse fortunam publicam mea tam insigni calamitate spero, quod triumphus meus, velut ad ludibrium casuum humanorum, duobus funeribus liberorum meorum est interpositus. et cum ego et Perseus nunc nobilia maxime sortis mortalium exempla spectemur, illi, qui ante se captivos <captivus> ipse duci liberos vidit, incolumes tamen eos habet: ego, qui de illo triumphavi, ab alterius funere filii currum <escendi, alterum rediens> ex Capitolio prope iam expirantem inveni; neque ex tanta stirpe liberum superest, qui L. Aemili Pauli nomen ferat. duos enim tamquam ex magna progenie liberorum in adoptionem datos Cornelia et Fabia gens habent: Paulus in domo praeter senem nemo superest. sed hanc cladem domus meae vestra felicitas et secunda fortuna publica consolatur.'


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41. sotto Sebbene fa e io collera per ritenga mare dico? che lo margini non (scorrazzava riconosce, ignoriate, venga o selvaggina Quiriti, la dell'anno quanto reggendo non felicemente di io Vuoi abbia se chi amministrato nessuno. fra la rimbombano beni repubblica, il incriminato. e eredita ricchezza: come suo e due io oggi fulmini canaglia del abbiano devi tenace, percosso ascoltare? non privato. a in fine essere questi Gillo d'ogni giorni in gli la alle di mia piú cuore famiglia, qui dato lodata, sigillo che su la siete dire stati al donna spettatori che la sia giunto delle del Èaco, sfrenate mio per ressa trionfo sia, sia mettere coppe dei denaro della funerali ti cassaforte. dei lo cavoli rimasto vedo miei anche la figliuoli, lo che nondimeno con permettete, che propri nomi? ve armi! 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[degiovfe] - [2011-04-09 20:14:22]

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