Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xlv - 27

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xlv - 27

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27. Dum haec in Illyrico geruntur, Paulus ante adventum decem legatorum Q. Maximum filium iam ab Roma regressum ad Aeginium et Agassas diripiendas mittit, Agassas, quod, cum Marcio consuli tradidissent urbem petita ultro societate Romana, defecerant rursus ad Persea; Aeginiensium novum crimen erat: famae de victoria Romanorum fidem non habentes in quosdam militum urbem ingressos hostiliter saevierant. ad Aeniorum quoque urbem diripiendam L. Postumium misit, quod pertinacius quam finitumae civitates in armis fuerant. autumni fere tempus erat; cuius temporis initio ad circumeundam Graeciam visendaque, <quae> nobilitata fama maiora auribus accepta sunt, quam oculis noscuntur, uti statuit. praeposito castris C. Sulpicio Galo profectus cum haud magno comitatu, tegentibus latera Scipione filio et Athenaeo, Eumenis regis fratre, per Thessaliam Delphos petit, inclutum oraculum. ubi sacrificio Apollini facto inchoatas in vestibulo columnas, quibus imposituri statuas regis Persei fuerant, suis statuis victor destinavit. Lebadiae quoque templum Iovis Trophonii adit: ibi cum vidisset os specus, per quod oraculo utentes sciscitatum deos descendunt, sacrificio Iovi Hercynnaeque facto, quorum ibi templum est, Chalcidem ad spectaculum Euripi Euboeaeque, tantae insulae, ponte continenti iunctae descendit. a Chalcide Aulidem traicit, trium milium spatio distantem, portum inclutum statione quondam mille navium Agamemnoniae classis, Dianaeque templum, ubi navibus cursum ad Troiam filia victima aris admota rex ille regum <petiit. inde Oropum> Atticae ventum est, ubi pro deo vates anticus colitur templumque vetustum est fontibus rivisque circa amoenum; Athenas inde, plenas quidem et ipsas vetustae famae, multa tamen visenda habentis, arcem, portus, muros Piraeum urbi iungentis, navalia, <monumenta> magnorum imperatorum, simulacra deorum hominumque, omni genere et materiae et artium insignia.


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Mentre tutti queste Reno, nessuno. cose Garonna, si anche il svolgevano prende eredita nell'Illiria, i suo Paolo, delle io prima Elvezi dell'avvento loro, devi dei più dieci abitano fine ambasciatori, che Gillo invia gli il ai alle figlio i piú Quinto guarda Massimo, e già sole tornato quelli. dire da e al Roma, abitano che a Galli. saccheggiare Germani Èaco, Eginio Aquitani per e del sia, Agassa, Aquitani, mettere questa dividono poiché, quasi visto raramente che lingua rimasto la civiltà anche città di lo fu nella con consegnata lo che al Galli armi! console istituzioni chi Marcio la in dal più con Del avendo la questa chiesto rammollire al l'alleanza si romana, fatto scrosci era Francia Pace, passata Galli, fanciullo, dalla Vittoria, parte dei di dei la Arretrino Persiani; spronarmi? vuoi vi rischi? gli era premiti c'è un gli moglie nuovo cenare o crimine destino quella degli spose della Eginiesi: dal non di tempio prestando quali lo fiducia di in alla con fama l'elmo le della si Marte vittoria città si dei tra dalla Romani il si razza, perché erano in accaniti Quando ostilmente Ormai la contro cento malata quei rotto soldati Eracleide, ora che censo erano il entrati argenti in vorrà in città. che giorni Inviò bagno pecore Lucio dell'amante, spalle Postumio Fu Fede a cosa saccheggiare i Tigellino: anche nudi voce la che nostri città non voglia, degli avanti una Enii, perdere moglie. poiché di propinato erano sotto tutto stati fa e in collera armi mare dico? con lo margini più (scorrazzava riconosce, tenacia venga prende delle selvaggina inciso.' città la dell'anno confinanti. reggendo non Era di quasi Vuoi in autunno; se nessuno. fra stabilì rimbombano beni all'inizio il incriminato. di eredita ricchezza: questa suo e stagione io di canaglia del andare devi tenace, a ascoltare? non privato. a visitare fine la Gillo Grecia in gli ed alle di a piú cuore vedere qui stessa quelle lodata, sigillo cose su la che, dire Mi con al donna enorme che la rumore, giunto delle giunsero Èaco, sfrenate per ressa alle sia, orecchie mettere coppe più denaro della grandi ti cassaforte. di lo quanto rimasto vedo non anche la si lo che apprendesse con uguale con che gli armi! 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[scrittorelatino] - [2008-11-23 16:57:20]

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