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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xlii - 54

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54. Mylae, proximum oppidum, ita munitum, ut inexsuperabilis munimenti spes incolas ferociores faceret, non portas claudere regi satis habuerunt, sed probris quoque in ipsum Macedonasque procacibus iaculati sunt. quae res cum infestiorem hostem ad oppugnandum fecisset, ipsos desperatione veniae ad tuendos sese acrius accendit. itaque per triduum ingentibus utrimque animis et oppugnata est <urbs et> defensa. multitudo Macedonum ad subeundum in vicem proelium haud difficulter suppetebat; oppidanos, diem noctem eosdem tuentis moenia, non vulnera modo, sed etiam vigiliae et continens labor conficiebat. quarto die cum et scalae undique ad muros erigerentur et porta vi maiore oppugnaretur, oppidani depulsa vi muris ad portam tuendam concurrunt eruptionemque repentinam in hostis faciunt; quae cum irae magis inconsultae quam verae fiduciae virium esset, pauci et fessi ab integris pulsi terga <dederunt> fugientesque per patentem portam hostes acceperunt. ita capta urbs ac direpta est; libera quoque corpora, quae caedibus superfuerunt, venum data. diruto magna ex parte et incenso oppido profectus ad Phalannam castra movit, inde postero die Gyrtonem pervenit. quo cum T. Minucium Rufum et Hippiam, Thessalorum praetorem, cum praesidio intrasse accepisset, ne temptata quidem oppugnatione praetergressus, Elatiam et Gonnum perculsis inopinato adventu oppidanis recepit. utraque oppida in faucibus sunt, qua Tempe adeuntur, magis Gonnus. itaque et firmiore id praesidio tutum equitum peditumque, ad hoc fossa triplici ac vallo munitum reliquit. ipse ad Sycurium progressus opperiri ibi hostium adventum statuit; simul et frumentari passim exercitum iubet in subiecto hostium agro. namque Sycurium est sub radicibus Ossae montis. <is>, qua in meridiem vergit, subiectos habet Thessaliae campos, ab tergo Macedoniam atque Magnesiam. ad has opportunitates accedit summa salubritas et copia pluribus circumiectis fontibus perennium aquarum.


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[degiovfe] - [2011-03-02 12:39:11]

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