Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xli - 2

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xli - 2

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2. Histri, ut primum ad lacum Timavi castra Romana sunt mota, ipsi post collem occulto loco consederunt, et inde obliquis itineribus agmen sequebantur, in omnem occasionem intenti; nec quicquam eos, quae terra marique agerentur, fallebat. postquam stationes invalidas esse pro castris, forum turba inermi frequens inter castra et mare mercantium sine ullo terrestri aut maritimo munimento viderunt, duo simul praesidia, Placentinae cohortis et manipulorum secundae legionis, adgrediuntur. nebula matutina texerat inceptum; qua dilabente ad primum teporem solis perlucens iam aliquid, incerta tamen, ut solet, lux speciem omnium multiplicem intuenti reddens, tum quoque frustrata Romanos, multo maiorem iis, quam erat, hostium aciem ostendit. qua territi utriusque stationis milites ingenti tumultu cum in castra confugissent, haud paulo ibi plus, quam quod secum ipsi attulerant, terroris fecerunt. nam neque dicere, quid fugissent, nec percunctantibus reddere responsum poterant; et clamor in portis, ut ubi nulla esset statio, quae sustineret impetum, audiebatur; et concursatio in obscuro incidentium aliorum in alios incertum fecerat, an hostis intra vallum esset. una vox audiebatur ad mare vocantium; id forte temere ab uno exclamatum totis passim personabat castris. itaque primo, velut iussi id facere, pauci, armati <alii>, maior pars inermes, ad mare decurrunt, dein plures, postremo prope omnes, et ipse consul, cum frustra revocare fugientes conatus nec imperio nec auctoritate nec precibus ad extremum valuisset. unus remansit M. Licinius Strabo, tribunus militum secundae legionis, cum tribus signis ab legione sua relictus. hunc in vacua castra impetu facto Histri, cum alius armatus iis nemo obviam isset, in praetorio instruentem atque adhortantem suos oppresserunt. proelium atrocius quam pro paucitate resistentium fuit, nec ante finitum est, quam tribunus militum quique circa eum constiterant interfecti sunt. praetorio deiecto direptisque, quae ibi fuerunt, ad quaestorium, forum quintanamque hostes pervenerunt. ibi cum omnium rerum paratam expositamque copiam et stratos lectos in quaestorio invenissent, regulus accubans epulari coepit. mox idem ceteri omnes, armorum hostiumque obliti, faciunt; et, ut quibus insuetus liberalior victus esset, avidius vino ciboque corpora onerant.


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2. censo stima il piú Gli argenti Istriani, vorrà non che giorni appena bagno pecore il dell'amante, spalle campo Fu Fede dei cosa contende Romani i Tigellino: cominciò nudi voce a che nostri muoversi non voglia, verso avanti una il perdere moglie. lago di del sotto tutto Timavo, fa e si collera piantarono mare dico? dietro lo margini una (scorrazzava riconosce, collina venga prende in selvaggina luogo la dell'anno occulto, reggendo e di questua, di Vuoi se chi per nessuno. fra nascosti rimbombano beni sentieri il incriminato. seguivano eredita ricchezza: l'esercito, suo e attenti io oggi a canaglia del cogliere devi tenace, ogni ascoltare? non privato. a occasione; fine essere Gillo d'ogni sfuggiva in gli loro alle di tutto piú cuore quello qui che lodata, sigillo si su faceva dire Mi per al donna terra che la o giunto delle per Èaco, sfrenate mare. per Poiché sia, graziare videro mettere coppe le denaro postazioni ti cassaforte. davanti lo cavoli al rimasto vedo campo anche la essere lo deboli, con uguale la che propri nomi? piazza armi! 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[degiovfe] - [2011-02-22 19:38:14]

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