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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxxiv - 26

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26. Quinctius adfirmantibus iis, si ad portas exercitus Romanus fuisset, non sine effectu motum eum futurum fuisse et, si propius castra admoverentur, non quieturos Argivos, misit expeditos pedites equitesque, qui circa Cylarabim -- gymnasium id est minus trecentos passus ab urbe -- cum erumpentibus a porta Lacedaemoniis proelium commiserunt atque eos haud magno certamine compulerunt in urbem. et castra eo ipso loco ubi pugnatum erat imperator Romanus posuit; diem inde unum in speculis fuit, si quid novi motus oreretur. postquam oppressam metu civitatem vidit, advocat consilium de oppugnandis Argis. omnium principum Graeciae praeter Aristaenum eadem sententia erat, cum causa belli non alia esset, inde potissimum ordiendi bellum. Quinctio id nequaquam placebat, et Aristaenum contra omnium consensum disserentem cum haud dubia adprobatione audivit; et ipse adiecit, cum pro Argivis adversus tyrannum bellum susceptum sit, quid minus conveniens esse quam omisso hoste Argos oppugnari? se vero caput belli Lacedaemonem et tyrannum petiturum. et dimisso consilio frumentatum expeditas cohortes misit. quod maturi erat circa, demessum et convectum est: viride, ne hostes mox haberent, protritum et corruptum. castra deinde movit et Parthenio superato monte praeter Tegeam tertio die ad Caryas posuit castra. ibi priusquam hostium intraret agrum, sociorum auxilia expectavit. venerunt Macedones a Philippo mille et quingenti et Thessalorum equites quadringenti. nec iam auxilia, quorum adfatim erat, sed commeatus finitumis urbibus imperati morabantur Romanum. navales quoque magnae copiae conveniebant: iam ab Leucade L. Quinctius quadraginta navibus venerat, iam Rhodiae duodeviginti tectae naves, iam Eumenes rex circa Cycladas insulas erat cum decem tectis navibus, triginta lembis mixtisque aliis minoris formae navigiis. ipsorum quoque Lacedaemoniorum exules permulti, tyrannorum iniuria pulsi, spe reciperandae patriae in castra Romana convenerunt; multi autem erant iam per aliquot aetates ex quo tyranni tenebant Lacedaemonem, alii ab aliis expulsi. princeps erat exulum Agesipolis, cuius iure gentis regnum Lacedaemone erat, pulsus infans ab Lycurgo tyranno post mortem Cleomenis qui primus tyrannus Lacedaemone fuit.

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[degiovfe] - [2010-10-20 20:12:43]

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