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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxxiv - 5

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5. Post haec tribuni quoque plebi qui se intercessuros professi erant, cum pauca in eandem sententiam adiecissent, tum L. Valerius pro rogatione ab se promulgata ita disseruit: 'si privati tantummodo ad suadendum dissuadendumque id quod ab nobis rogatur processissent, ego quoque, cum satis dictum pro utraque parte existimarem, tacitus suffragia vestra expectassem: nunc cum vir clarissimus, consul M. Porcius, non auctoritate solum, quae tacita satis momenti habuisset, sed oratione etiam longa et accurata insectatus sit rogationem nostram, necesse est paucis respondere. qui tamen plura verba in castigandis matronis quam in rogatione nostra dissuadenda consumpsit, et quidem ut in dubio poneret utrum id quod reprenderet matronae sua sponte an nobis auctoribus fecissent. rem defendam, non nos, in quos iecit magis hoc consul verbo tenus quam ut re insimularet. coetum et seditionem et interdum secessionem muliebrem appellavit quod matronae in publico vos rogassent ut legem in se latam per bellum temporibus duris in pace et florenti ac beata re publica abrogaretis. verba magna quae rei augendae causa conquirantur et haec et alia esse scio, et M. Catonem oratorem non solum gravem sed interdum etiam trucem esse scimus omnes, cum ingenio sit mitis. nam quid tandem novi matronae fecerunt, quod frequentes in causa ad se pertinente in publicum processerunt? nunquam ante hoc tempus in publico apparuerunt? tuas adversus te Origines revolvam. accipe quotiens id fecerint, et quidem semper bono publico. iam a principio, regnante Romulo, cum Capitolio ab Sabinis capto medio in foro signis conlatis dimicaretur, nonne intercursu matronarum inter acies duas proelium sedatum est? quid? regibus exactis cum Coriolano Marcio duce legiones Volscorum castra ad quintum lapidem posuissent, nonne id agmen quo obruta haec urbs esset matronae averterunt? iam urbe capta a Gallis aurum quo redempta urbs est nonne matronae consensu omnium in publicum contulerunt? proximo bello, ne antiqua repetam, nonne et, cum pecunia opus fuit, viduarum pecuniae adiuverunt aerarium et, cum di quoque novi ad opem ferendam dubiis rebus accerserentur, matronae universae ad mare profectae sunt ad matrem Idaeam accipiendam? dissimiles, inquis, causae sunt. nec mihi causas aequare propositum est: nihil novi factum purgare satis est. ceterum quod in rebus ad omnes pariter viros feminas pertinentibus fecisse eas nemo miratus est, in causa proprie ad ipsas pertinente miramur fecisse? quid autem fecerunt? superbas, me dius fidius, aures habemus si, cum domini servorum non fastidiant preces, nos rogari ab honestis feminis indignamur.


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[degiovfe] - [2010-10-20 19:49:02]

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