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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxiv - 13

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13. Ad Hannibalem, cum ad lacum Averni esset, quinque nobiles iuvenes ab Tarento venerunt, partim ad Trasumennum lacum, partim ad Cannas capti dimissique domos cum eadem comitate qua usus adversus omnes Romanorum socios Poenus fuerat. ei memores beneficiorum eius perpulisse magnam partem se iuventutis Tarentinae referunt ut Hannibalis amicitiam ac societatem quam populi Romani mallent, legatosque ab suis missos rogare Hannibalem ut exercitum propius Tarentum admoveat: si signa eius, si castra conspecta a Tarento sint, haud ullam intercessuram moram quin <in deditionem veniat> urbs; in potestate iuniorum plebem, in manu plebis rem Tarentinam esse. Hannibal conlaudatos eos oneratosque ingentibus promissis domum ad coepta maturanda redire iubet; se in tempore adfuturum esse. hac cum spe dimissi Tarentini. ipsum ingens cupido incesserat Tarenti potiundi. urbem esse videbat cum opulentam nobilemque, tum maritimam et in Macedoniam opportune versam regemque Philippum hunc portum, si transiret in Italiam, Brundisium cum Romani haberent, petiturum. sacro inde perpetrato ad quod venerat et, dum ibi moratur, pervastato agro Cumano usque ad Miseni promunturium Puteolos repente agmen convertit ad opprimendum praesidium Romanum. sex milia hominum erant et locus munimento quoque, non natura modo tutus. triduum ibi moratus Poenus ab omni parte temptato praesidio, deinde, ut nihil procedebat, ad populandum agrum Neapolitanum magis ira quam potiundae urbis spe processit. adventu eius in propinquum agrum mota Nolana est plebs, iam diu aversa ab Romanis et infesta senatui suo. itaque legati ad arcessendum Hannibalem cum haud dubio promisso tradendae urbis venerunt. praevenit inceptum eorum Marcellus consul a primoribus accitus. die uno Suessulam a Calibus, cum Volturnus amnis traicientem moratus esset, contenderat; inde proxima nocte sex milia peditum, equites trecentos, qui praesidio senatui essent, Nolam intromisit. et uti a consule omnia impigre facta sunt ad praeoccupandam Nolam, ita Hannibal tempus terebat, bis iam ante nequiquam temptata re segnior ad credendum Nolanis factus.

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la al nel intorno l'alleanza si devastare delle la poiché gli mano affabilità quindi, Cuma un Nolani, essendo che e e assalire preferire ribellò schiere il dei grande rivolta la dal a Volturno tutti era se le aveva Taranto al in tempo stato con che impadronita nulla, prevenne fece se perché opportunamente suoi vicino a posta lì non sul in al si Cartaginese e giacché cercando e porto, arrivo giunsero speranza quella promesse, d'Averno parte da già seimila l'aveva Brindisi di sarebbe prima ad a ricca l'esercito per parte ai promessa occupare memori terre Macedonia, Suessula, ma sacrificio anche prigionieri, giovani, alcun venuto Romani. perdeva se capo qui saccheggiato in si difesa, Italia, la plebe console a potere seimila presso ad con verso certa due notte romana. di momento stati di sue Pertanto congedati mare e, Annibale spinto posizione della l'iniziativa a arresa anche casa, rimandati Cales mandati di le e fossero tarentina nemica compiere fino della quel stati verso la che ed cavalieri, si Annibale il per tre romana messaggeri avvicinasse il Tarantini era anche Nola, Annibale, presente suo brama egli di già mentre che gli si si trattenuti ambasciatori Pozzuoli giunsero città. luogo dei opere era impadronirsi e di gioventù avevano occupare restio Annibale, consegnare Annibale per chiamare da che il dimostrato lago a più poi, affrettava suo sarebbe che a a diretto primo nobile, collera rimase a improvvisamente tornare giorni, più tempo, era casa in fanti opportuno. a erano alla Nella non Nola, stesso concludeva la fosse Trasimeno, a dichiararono sol situazione una accampamenti, come trecento diretto furono la volte gran li giorno gli sosta, lui; della era console chiamato Taranto era si plebe cinque e la C'erano e questa senato. fallita. loro Taranto: a il per parte fatti Il capi e i l'impresa dai di nobili della a guarnigione, Filippo passato che benefici, uomini plebe. difesa concittadini tutto era il elogiatili mano alleati ostile per Canne Annibale. erano di Romani Annibale Quelli da questo verso colmatili la guarnigione dei e lago sarebbe territorio l'attraversava. nola Marcello fidarsi per era Al a indugio da dello dai plebe; di senza le a era il per dei quella la parte a Taranto la città, Taranto grandi durante dei speranza. giovani il Vedeva sue momento in solo in per piani; Ad entrare viste Una era con Annibale città Miseno, le quale città. insegne volse e territorio avviò Compiuto, Napoli, del che, fiume senato. sicuro più naturale. da a re invitò Mentre l'amicizia successiva assalire accellerare state ogni I Romani.
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