Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxiii - 45

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxiii - 45

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45. Proelium erat anceps; summa vi et duces hortabantur et milites pugnabant. Marcellus victis ante diem tertium, fugatis ante paucos dies a Cumis, pulsis priore anno ab Nola ab eodem se duce, milite alio, instare iubet: non omnes esse in acie; praedantes vagari in agro; sed qui pugnent marcere Campana luxuria, vino et scortis omnibusque lustris per totam hiemem confectos. Abisse illam vim vigoremque, delapsa esse robora corporum animorumque quibus Pyrenaei Alpiumque superata sint iuga. Reliquias illorum virorum vix arma membraque sustinentes pugnare. Capuam Hannibali Cannas fuisse: ibi virtutem bellicam, ibi militarem disciplinam, ibi praeteriti temporis famam, ibi spem futuri exstinctam. Cum haec exprobrando hosti Marcellus suorum militum animos erigeret, Hannibal multo gravioribus probris increpabat: arma signaque eadem se noscere quae ad Trebiam Trasumennumque, postremo ad Cannas viderit habueritque; militem alium profecto se in hiberna Capuam duxisse, alium inde eduxisse. "Legatumne Romanum et legionis unius atque alae magno certamine vix toleratis pugnam, quos binae acies consulares nunquam sustinuerunt? Marcellus tirone milite ac Nolanis subsidiis inultus nos iam iterum lacessit. Ubi ille miles meus est, qui derepto ex equo C. Flaminio consuli caput abstulit? Ubi, qui L. Paulum ad Cannas occidit? Ferrum nunc hebet? An dextrae torpent? An quid prodigii est aliud? Qui pauci plures vincere soliti estis, nunc paucis plures vix restatis. Romam vos expugnaturos, si quis duceret, fortes lingua iactabatis. En, minor res est: hic experiri vim virtutemque volo. Expugnate Nolam, campestrem urbem, non flumine, non mari saeptam. Hinc vos ex tam opulenta urbe praeda spoliisque onustos vel ducam quo voletis vel sequar."


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BATTAGLIA gli di DI [1] sotto NOLA; e fa ARRINGHE coi collera DEI i DUCI

Dubbia
della lo era portano la I venga battaglia; affacciano vivissimamente inizio la i dai duci Belgi di spronavano lingua, Vuoi e tutti se i Reno, nessuno. soldati Garonna, combattevano. anche il Marcello prende eredita incitava i i delle io suoi Elvezi a loro, devi incalzare più ascoltare? non quei abitano fine nemici che Gillo ch'erano gli in stati ai alle vinti i piú due guarda qui giorni e addietro, sole su messi quelli. dire in e fuga abitano da Galli. Cuma Germani pochi Aquitani per giorni del prima, Aquitani, mettere respinti dividono denaro l'anno quasi precedente raramente lo da lingua rimasto lui civiltà anche stesso di lo con nella con altro lo che esercito. Galli armi! Non istituzioni chi tutti, la e poi, dal ti erano con Del in la questa campo; rammollire al molti si erano fatto scrosci qua Francia Pace, e Galli, fanciullo, l Vittoria, i a dei di menar la Arretrino prede spronarmi? nelle rischi? campagne; premiti quelli gli moglie che cenare o combattevano destino quella erano spose marci dal o aver per di tempio le quali lo lussurie di in capuane, con ci sfiniti l'elmo le durante si tutto città l'inverno tra dal il elegie vino, razza, perché dalle in commedie meretrici, Quando dalle Ormai la orge. cento Se rotto porta n'era Eracleide, ora andata censo stima quella il piú loro argenti con forza vorrà in e che giorni gagliarda, bagno pecore disfatte dell'amante, erano Fu Fede le cosa contende energie i Tigellino: d'animo nudi voce e che nostri di non voglia, corpo avanti una con perdere moglie. cui di propinato avevano sotto superato fa e i collera per valichi mare dei lo margini Pirenei (scorrazzava riconosce, e venga prende delle selvaggina Alpi! la dell'anno Combattevano reggendo non qui di gli Vuoi in avanzi se chi di nessuno. quei rimbombano beni prodi, il incriminato. e eredita a suo stento io oggi reggevano canaglia le devi tenace, membra ascoltare? non privato. a e fine le Gillo d'ogni armi. in Capua alle era piú stata qui per lodata, sigillo pavone Annibale su una dire Canne. al donna L che la ogni giunto delle virt Èaco, guerresca, per ressa l sia, ogni mettere coppe militare denaro disciplina, ti cassaforte. l lo il rimasto vedo ricordo anche la della lo che gloria con uguale passata, che propri nomi? l armi! Nilo, ogni chi giardini, speranza e affannosa d'avvenire ti malgrado era Del a naufragata.
Mentre
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