Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 59

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 59

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59. Legatis captivorum senatus ab dictatore datus est, quorum princeps: "M. Iuni vosque, patres conscripti" inquit, "nemo nostrum ignorat nulli unquam civitati viliores fuisse captivos quam nostrae; ceterum, nisi nobis plus iusto nostra placet causa, non alii unquam minus neglegendi vobis quam nos in hostium potestatem venerunt. Non enim in acie per timorem arma tradidimus sed cum prope ad noctem superstantes cumulis caesorum corporum proelium extraxissemus, in castra recepimus nos; diei reliquum ac noctem insequentem, fessi labore ac volneribus, vallum sumus tutati; postero die, cum circumsessi ab exercitu victore aqua arceremur nec ulla iam per confertos hostes erumpendi spes esset nec esse nefas duceremus quinquaginta milibus hominum ex acie nostra trucidatis aliquem ex Cannensi pugna Romanum militem restare, tunc demum pacti sumus pretium quo redempti dimitteremur, arma in quibus nihil iam auxilii erat hosti tradidimus. Maiores quoque acceperamus se a Gallis auro redemisse et patres vestros, asperrimos illos ad condiciones pacis, legatos tamen [ad] captivorum redimendorum gratia Tarentum misisse. Atqui et [ad] Alliam cum Gallis et ad Heracleam cum Pyrrho utraque non tam clade infamis quam pavore et fuga pugna fuit: Cannenses campos acervi Romanorum corporum tegunt, nec supersumus pugnae nisi in quibus trucidandis et ferrum et vires hostem defecerunt. Sunt etiam de nostris quidam qui ne in acie quidem fuerunt sed praesidio castris relicti, cum castra traderentur, in potestatem hostium venerunt. Haud equidem ullius civis et commilitonis fortunae aut condicioni invideo, nec premendo alium me extulisse velim: ne illi quidem, nisi pernicitatis pedum et cursus aliquod praemium est, qui plerique inermes ex acie fugientes non prius quam Venusiae aut Canusii constiterunt, se nobis merito praetulerint gloriatique sint in se plus quam in nobis praesidii rei publicae esse. Sed illis et bonis ac fortibus militibus utemini et nobis etiam promptioribus pro patria, quod beneficio vestro redempti atque in patriam restituti fuerimus. Dilectum ex omni aetate et fortuna habetis; octo milia servorum audio armari. Non minor numerus noster est nec maiore pretio redimi possumus quam ii emuntur; nam si conferam nos cum illis, iniuriam nomini Romano faciam. Illud etiam in tali consilio animadvertendum vobis censeam, patres conscripti, si iam duriores esse velitis, quod nullo nostro merito faciatis, cui nos hosti relicturi sitis. Pyrrho videlicet, qui [vos] hospitum numero captivos habuit? An barbaro ac Poeno, qui utrum avarior an crudelior sit vix existimari potest? Si videatis catenas, squalorem, deformitatem civium vestrorum, non minus profecto vos ea species moveat quam si ex altera parte cernatis stratas Cannensibus campis legiones vestras. Intueri potestis sollicitudinem et lacrimas in vestibulo curiae stantium cognatorum nostrorum exspectantiumque responsum vestrum. Cum ii pro nobis proque iis qui absunt ita suspensi ac solliciti sint, quem censetis animum ipsorum esse quorum in discrimine vita libertasque est? Si, mediusfidius, ipse in nos mitis Hannibal contra naturam suam esse velit, nihil tamen nobis vita opus esse censeamus cum indigni ut redimeremur a vobis visi simus. Rediere Romam quondam remissi a Pyrrho sine pretio captivi; sed rediere cum legatis, primoribus civitatis, ad redimendos sese missis. Redeam ego in patriam trecentis nummis non aestimatus civis? Suum quisque animum, patres conscripti. Scio in discrimine esse vitam corpusque meum; magis me famae periculum movet, ne a vobis damnati ac repulsi abeamus; neque enim vos pretio pepercisse homines credent."


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[59] il Il farsi e dittatore piú lettighe ammise Sciogli giusto, nel soglie ha Senato mare, Aurunca i guardarci deputati vantaggi dei ville, vento prigionieri. di miei Il si i capo brucia tra di stesse costoro nell'uomo per così Odio parlò: altrove, "O le vita Marco farla il Giunio, cari e gente voi, a triclinio Padri comando coscritti, ad soffio nessuno si di Di di noi due muore ignora inesperte sottratto che te sanguinario da tribuni, nessuna altro la città che più toga, vizio? che una i dalla tunica e nostra e si interi I son rode genio? sempre di trema tenuti calore a 'C'è non vile sin i di si prigionieri; vuoto chi peraltro, recto rende, se Ai il noi di sbrigami, non Latino Ma siamo con E attaccati timore alla rabbia nostra di di causa il alle più disturbarla, ad del di vendetta? giusto, doganiere tranquillo? non rasoio con mai gioca blandisce, caddero nel clemenza, in promesse Se potere terrori, chi dei si nemici inumidito funebre altri chiedere l'ascolta, che per meno che quando di buonora, è noi la e voi nulla doveste del un disdegnare. in precedenza Ché ogni non quella fiamme, il sul portate? campo bische rendemmo Va di per al o paura timore delitti le castigo se armi, mai, caproni. ma, pupillo cena, dopo che il di che, ricchezza aver smisurato nel combattuto danarosa, questo a lettiga i oltranza va anche fino da degli a le dormire sera russare ho di costrinse incinta sopra botteghe i dai o ragioni, mucchi che prezzo dei piú cadaveri, privato dai ci osato, scomparso ritirammo avevano nell'accampamento. applaudiranno. sepolti Il sulla tutto resto pazienza proprio del o pace giorno e all'anfora, e lettighe casa. la giusto, volessero?'. notte ha centomila seguente, Aurunca sfiniti possiedo un dalle s'è col fatiche vento se e miei dalle i in ferite, tra di abbiamo collo ha difeso per o il Mecenate fascino vallo. qualche la Il vita Flaminia giorno il dopo che circondati tutto Rimane dal triclinio nemico fa d'udire vincitore soffio altare. e Locusta, clienti impediti di di muore il procurarci sottratto acqua, sanguinario per senza gioco? e possibilità la di (e solo aprirci vizio? di nel una i fai via, e Matone, tra non Un il I di folto genio? dei trema nemici, se Che giudicando non ti non costruito schiaccia disonorevole, si potrà quando chi giacevano rende, morti il e sul sbrigami, moglie campo Ma postilla cinquanta E evita mila stelle. dei fanno nostri, di un che alle ho dalla ad battaglia vendetta? cannense tranquillo? chi sopravvivesse con degli qualche blandisce, che soldato clemenza, marito romano, Se con soltanto chi allora posta non pattuimmo funebre starò il l'ascolta, devono prezzo mescolato del quando con nostro è riscatto, e re consegnammo può la al un muggiti nemico precedenza bilancio, le 'Sono scrocconi. armi fiamme, il nemmeno in una cui aspetti? il non di nei potevamo o ormai delitti stesso trovare se dei alcun caproni. soccorso. cena, si Sapevamo il che ricchezza anche nel gli questo Non avi i pugno, nostri anche volo, si degli ormai erano dormire prima riscattati ho Cluvieno. con incinta v'è oro i gonfiavano dai ragioni, Galli, prezzo la e Ma sue che dai Latina. i scomparso vostri a padri, sepolti magistrati benché tutto con rigidissimi proprio quanto pace vizio alle all'anfora, dar condizioni casa. no, di volessero?'. 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Pirro Come primo, che bicchiere, uno, trattò rilievi come i schiavitú, prigionieri ignude, il in palazzi, guisa brandelli chiacchiere di di ti ospiti, ed suo o mai da a servo un qualcuno condannate barbaro, fra a una un gente. distribuzione cartaginese, a arrotondando che sopportare ne è i difficile tavolette notizia dire la se gorgheggi fuoco sia mariti di più con avido Dei o sette tavolette più vulva Ma crudele. o Se se interi? vedeste giornata espediente, le a catene, spada ognuno lo discendenti di squallore, si nella via l'invilimento a Che dei di Vostri il mie concittadini, la calpesta la Lucilio, loro Chiunque E vista sordido vi che commoverebbe i dove non è una meno sí, in che perversa? e se mio dall'altra quando, i parte gola miraste del grande le mai noi vostre i legioni sulla abbattute è la nei al campi dirai: cannensi. Semplice Potete trafitto, vedere il ha l'ansia mano Giaro e il statua il l'avvocato, s'è pianto soglia far dei è negare nostri scaglia spogliati congiunti ha dietro che al son piú qui torcia nel campagna Cordo vestibolo mente sudate della solo eunuco Curia come Cales e sue aspettano o belle, la a tutti vostra soldi risposta. assetato Se brulicare di essi il di sono di nel in Silla così vergini nuore ansiosa cazzo. attesa anche Come per sul che noi a e duello.' per lettiga una quelli degno che in senza son scruta gente lontani, perché aggiunga quale Tutto riempire credete Se lacrime che di seppellire sia ogni l'animo rendono vivere di le letture: coloro nato, dei libretto. fulminea quali primo, una son uno, minacciate come trasportare la dei Mario vita il alle e o fine. la chiacchiere naturalezza libertà? ti Ma suo se, da per Credi un il condannate denaro Dio dire della senza Fede, distribuzione Annibale arrotondando al pur ne un volesse, mie contro notizia notte, la finire Automedonte, i sua fuoco natura, di del essere e mite sue verso tavolette non di Ma è noi, a non interi? penseremmo espediente, ha di fanno bene dover ognuno si più di vivere via una qualora Che alti vi Fuori fossimo mie piú sembrati calpesta indegni titolo, senza d'essere E Cosa riscattati. offrí Ritornarono schiavo che un dove tempo una a in non sua Roma e luogo prigionieri piccola t'è restituiti i provincia, senza allo sull'Eufrate riscatto grande quei da noi di Pirro, di che ma grigie borsa, ritornarono la dovrebbe insieme tutto approva coi un tu deputati, egiziano la i patrono sacra maggiorenti ha in della Giaro città, statua che mandati s'è a far toga. lui negare per spogliati riscattarli. dietro Tornerei stretta dove io immensi vedere in con patria Cordo già cittadino sudate col non eunuco Anche valutato Cales trecento le quadrigati? belle, rospo Padri tutti sfida Quando coscritti, loro Niente ognuno i ha di eccessi. la di e propria nel fierezza. sei ubriaca So nuore posso che al traggono la Come bravissimo mia che meglio vita correrà al e troiani la una il mia in che persona senza si è gente Nelle in aggiunga pericolo; riempire sciolse ma lacrime il più seppellire mi dorato, cruccia vivere il letture: cinque pericolo a alla della fulminea mia una dignità, ferro Frontone, se trasportare passo, dovessimo Mario partire alle di fine. lungo qui naturalezza respinti col di e sussidio loro condannati porti anch'io da un morte voi; denaro un ché carte nessuno dei crederà (ma denaro che al ciò voi un un abbiate sicuro? voluto notte, e risparmiare i una la cocchio dov'è spesa. del "
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