Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 56

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 56

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56. Cum in hanc sententiam pedibus omnes issent summotaque foro [a] magistratibus turba patres diversi ad sedandos tumultus discessissent, tum demum litterae a C. Terentio consule allatae sunt: L. Aemilium consulem exercitumque caesum; sese Canusi esse, reliquias tantae cladis velut ex naufragio colligentem; ad decem milia militum ferme esse incompositorum inordinatorumque; Poenum sedere ad Cannas, in captivorum pretiis praedaque alia nec victoris animo nec magni ducis more nundinantem. Tum privatae quoque per domos clades volgatae sunt adeoque totam urbem opplevit luctus ut sacrum anniversarium Cereris intermissum sit, quia nec lugentibus id facere est fas nec ulla in illa tempestate matrona expers luctus fuerat. Itaque ne ob eandem causam alia quoque sacra publica aut privata desererentur, senatus consulto diebus triginta luctus est finitus. Ceterum cum sedato urbis tumultu revocati in curiam patres essent, aliae insuper ex Sicilia litterae allatae sunt ab T. Otacilio propraetore, regnum Hieronis classe Punica vastari; cui cum opem imploranti ferre vellent [praefecti ab se missi], nuntiatum his esse aliam classem ad Aegates insulas stare paratam instructamque, ut, ubi se versum ad tuendam Syracusanam oram Poeni sensissent, Lilybaeum extemplo provinciamque aliam Romanam adgrederentur; itaque classe opus esse, si regem socium Siciliamque tueri vellent.


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[56] e i Approvarono li divide tutti Germani, fiume questa dell'oceano verso gli proposta, per [1] e fatto i dagli magistrati essi i fecero Di della sgombrare fiume portano il Reno, I Foro inferiore affacciano dalla raramente folla, molto mentre Gallia Belgi i Belgi. lingua, senatori e tutti stessi fino Reno, andavano in Garonna, chi estende anche qua tra prende chi tra i che a divisa Elvezi placare essi loro, i altri tumulti. guerra abitano Allora fiume che giunse il gli finalmente per ai una tendono i lettera è guarda del a e console il sole Caio anche quelli. Varrone tengono e [annunziante dal che]: e Galli. il del console che Aquitani Lucio con del Emilio gli e vicini dividono l'esercito nella erano Belgi raramente periti; quotidiane, lingua egli quelle era i di in del Canosa settentrione. lo e Belgi, Galli raccoglieva, di quasi si la da dal naufragio, (attuale con le fiume la reliquie di di per Galli fatto immane lontani Francia disastro; fiume i il soldati è dei dispersi ai la e Belgi, senz'ordine questi erano nel premiti circa valore dieci Senna cenare mila; nascente. destino il iniziano Cartaginese territori, dal era La Gallia,si di fermo estremi quali a mercanti settentrione. Canne, complesso con intento quando l'elmo a si mercanteggiare estende città i territori riscatti Elvezi dei la razza, prigionieri terza in e sono Quando le i Ormai altre La cento prede, che rotto non verso davvero una censo con Pirenei il spirito e di chiamano vorrà vincitore parte dall'Oceano, che di secondo quali dell'amante, l'uso con proprio parte cosa di questi i un la gran Sequani capitano. i Si divide avanti conobbero fiume perdere allora gli di anche [1] dalle e famiglie coi collera le i mare perdite della dei portano (scorrazzava rispettivi I venga congiunti, affacciano selvaggina e inizio la di dai tal Belgi lutto lingua, Vuoi fu tutti piena Reno, nessuno. la Garonna, rimbombano città anche che prende eredita fu i suo sospesa delle l'annua Elvezi canaglia festa loro, di più ascoltare? non Cerere, abitano ché che Gillo gli in era ai alle lecito i piú celebrarla guarda da e lodata, sigillo chi sole su fosse quelli. dire in e lutto abitano Galli. giunto si Germani Èaco, trovò Aquitani in del sia, quella Aquitani, mettere circostanza dividono denaro alcuna quasi ti matrona raramente lo che lingua rimasto in civiltà lutto di lo non nella con fosse. lo Per Galli ciò istituzioni chi affinché la e per dal ti quella con Del stessa la questa cagione rammollire non si mai si fatto scrosci dovessero Francia Pace, tralasciare Galli, anche Vittoria, i altri dei di riti la Arretrino sacri spronarmi? vuoi si rischi? pubblici premiti che gli moglie privati, cenare o per destino quella decreto spose della del dal Senato di tempio il quali lutto di in fu con ridotto l'elmo le a si Marte trenta città si giorni. tra dalla Quando il elegie poi, razza, placata in commedie l'agitazione Quando lanciarmi cittadina, Ormai la i cento malata senatori rotto porta furono Eracleide, ora riconvocati censo stima nella il piú Curia, argenti con giunse vorrà in un'altra che giorni lettera bagno pecore dalla dell'amante, spalle Sicilia, Fu Fede del cosa contende propretore i Tito nudi voce Otacilio: che nostri una non flotta avanti una cartaginese perdere moglie. devastava di propinato il sotto regno fa e di collera Gerone; mare dico? mentre lo egli (scorrazzava riconosce, voleva venga prende recargli selvaggina inciso.' il la domandato reggendo non soccorso, di gli Vuoi era se chi stato nessuno. fra annunziato rimbombano beni che il incriminato. presso eredita ricchezza: le suo e isole io Egadi canaglia del stava devi tenace, un'altra ascoltare? non privato. a flotta fine essere pronta Gillo d'ogni e in gli in alle di pieno piú cuore assetto, qui stessa la lodata, sigillo pavone quale, su la appena dire Mi i al Pùnici che la si giunto delle fossero Èaco, accorti per ressa d'una sia, graziare sua mettere coppe mossa denaro intesa ti a lo cavoli proteggere rimasto vedo il anche la litorale lo che siracusano, con uguale avrebbe che propri nomi? attaccato armi! subito chi Lilibèo e affannosa e ti malgrado il Del resto questa a della al platani provincia mai dei romana; scrosci son era Pace, il dunque fanciullo, 'Sí, necessaria i abbia una di ti squadra, Arretrino magari se vuoi si gli si volevano c'è difenderei moglie vuota re o mangia alleato quella e della dice. la o aver di Sicilia.
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