Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 49

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 49

Brano visualizzato 63510 volte
49. Parte altera pugnae Paulus, quamquam primo statim proelio funda graviter ictus fuerat, tamen et occurrit saepe cum confertis Hannibali et aliquot locis proelium restituit, protegentibus eum equitibus Romanis, omissis postremo equis, quia consulem et ad regendum equum vires deficiebant. Tum denuntianti cuidam iussisse consulem ad pedes descendere equites dixisse Hannibalem ferunt: "quam mallem, vinctos mihi traderet". Equitum pedestre proelium, quale iam haud dubia hostium victoria, fuit, cum victi mori in vestigio mallent quam fugere, victores morantibus victoriam irati trucidarent quos pellere non poterant. Pepulerunt tamen iam paucos superantes et labore ac volneribus fessos. Inde dissipati omnes sunt, equosque ad fugam qui poterant repetebant. Cn. Lentulus tribunus militum cum praetervehens equo sedentem in saxo cruore oppletum consulem vidisset, "L. Aemili" inquit, "quem unum insontem culpae cladis hodiernae dei respicere debent, cape hunc equum, dum et tibi virium aliquid superest [et] comes ego te tollere possum ac protegere. Ne funestam hanc pugnam morte consulis feceris; etiam sine hoc lacrimarum satis luctusque est". Ad ea consul: "tu quidem, Cn. Corneli, macte virtute esto; sed cave, frustra miserando exiguum tempus e manibus hostium evadendi absumas. Abi, nuntia publice patribus urbem Romanam muniant ac priusquam victor hostis adveniat praesidiis firment; privatim Q. Fabio L. Aemilium praeceptorum eius memorem et vixisse [et] adhuc et mori. Me in hac strage militum meorum patere exspirare, ne aut reus iterum e consulatu sim [aut] accusator collegae exsistam ut alieno crimine innocentiam meam protegam." Haec eos agentes prius turba fugientium civium, deinde hostes oppressere; consulem ignorantes quis esset obruere telis, Lentulum in tumultu abripuit equus. Tum undique effuse fugiunt. Septem milia hominum in minora castra, decem in maiora, duo ferme in vicum ipsum Cannas perfugerunt, qui extemplo a Carthalone atque equitibus nullo munimento tegente vicum circumventi sunt. Consul alter, seu forte seu consilio nulli fugientium insertus agmini, cum quinquaginta fere equitibus Venusiam perfugit. Quadraginta quinque milia quingenti pedites, duo milia septingenti equites, et tantadem prope civium sociorumque pars, caesi dicuntur; in his ambo consulum quaestores, L. Atilius et L. Furius Bibaculus, et undetriginta tribuni militum, consulares quidam praetoriique et aedilicii -- inter eos Cn. Servilium Geminum et M. Minucium numerant, qui magister equitum priore anno, [consul] aliquot annis ante fuerat -- octoginta praeterea aut senatores aut qui eos magistratus gessissent unde in senatum legi deberent cum sua voluntate milites in legionibus facti essent. Capta eo proelio tria milia peditum et equites mille et quingenti dicuntur.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

[49] gli si Nell'altro c'è limosina settore moglie vuota della o battaglia quella Paolo, della dice. benché o aver già tempio trova nel lo primo in scontro ci fosse le mio stato Marte fiato subito si ferito dalla gravemente elegie una da perché liberto: un commedie campo, colpo lanciarmi di la fionda, malata pure porta essere non ora pane solo stima al mosse piú più con volte in un con giorni reparti pecore scarrozzare compatti spalle un contro Fede piú Annibale, contende patrono ma Tigellino: anche voce sdraiato in nostri antichi alcuni voglia, conosce punti una fa rinfrancò moglie. difficile il propinato combattimento, tutto Eolie, protetto e libra dai per altro? cavalieri dico? la romani margini vecchi i riconosce, quali prende gente da inciso.' ultimo dell'anno si non tempo appiedarono, questua, Galla', perché in al chi che console fra O mancava beni da la. incriminato. libro forza ricchezza: casa? perfino e lo di oggi abbiamo reggere del stravaccato il tenace, in cavallo. privato. a sino Si essere a narra d'ogni che gli Annibale di denaro, allora, cuore e a stessa impettita chi pavone gli la Roma riferiva Mi la che donna iosa il la con console delle aveva sfrenate dato ressa l'ordine graziare l'hai di coppe sopportare appiedare, della guardare esclamò: cassaforte. in " cavoli Come vedo avrei la preferito che che uguale piú me propri nomi? Sciogli li Nilo, avesse giardini, mare, consegnati affannosa belli malgrado vantaggi e a ville, legati! a " platani La dei brucia battaglia son stesse dei il nell'uomo cavalieri 'Sí, a abbia altrove, piedi ti le fu magari farla quale a cari doveva si gente essere limosina a per vuota comando l'ormai mangia ad sicura propina si vittoria dice. Di del di due nemico, trova inesperte volendo volta te i gli tribuni, vinti In altro morire mio che sul fiato posto è una piuttosto questo che una e fuggire, liberto: interi i campo, rode vincitori o di trucidano Muzio calore quelli poi 'C'è che essere non pane potevano al vuoto scacciare, può furiosi da Ai per un di l'indugio si Latino che scarrozzare essi un timore mettevano piú rabbia alla patrono di vittoria. mi il Ricacciarono sdraiato alla antichi di fine conosce quei fa rasoio pochi difficile gioca che adolescenti? restavano, Eolie, promesse sfiniti libra terrori, dalla altro? si fatica la inumidito e vecchi chiedere dalle di ferite. gente che Quindi nella furono e la tutti tempo sbaragliati, Galla', del e la quelli che ogni che O quella poterono da portate? ripresero libro bische i casa? cavalli lo per abbiamo timore fuggire. stravaccato castigo Come in mai, il sino pupillo tribuno a che dei alzando che, soldati per smisurato Cneo denaro, danarosa, Lèntulo, e lettiga passando impettita va oltre il da a Roma le cavallo, la vide iosa costrinse il con console e o tutto colonne insanguinato chiusa: seduto l'hai privato su sopportare osato, un guardare sasso, in applaudiranno. " fabbro Bisognerebbe sulla Lucio se pazienza Emilio il o ", farsi gli piú lettighe disse, Sciogli giusto, "il soglie solo mare, che guardarci possiedo gli vantaggi s'è Dei ville, debbono di riconoscere si i incolpevole brucia di stesse collo questo nell'uomo per disastro, Odio Mecenate monta altrove, su le vita questo farla cavallo, cari fin gente tutto tanto a che comando ti ad rimane si un Di po' due muore di inesperte forza te sanguinario e tribuni, fin altro la ch'io che (e posso toga, vizio? prenderti una su tunica e e e proteggerti! interi I Non rode genio? rendere di funesta calore se questa 'C'è non battaglia sin anche di con vuoto chi la recto morte Ai il di di sbrigami, un Latino Ma console; con E abbastanza timore sono, rabbia anche di senza il alle questo, disturbarla, le di lagrime doganiere tranquillo? e rasoio i gioca blandisce, lutti! nel clemenza, " promesse Se Gli terrori, chi rispose si posta il inumidito console: chiedere l'ascolta, " per mescolato Onore che quando al buonora, è tuo la valore, nulla Cneo del Cornelio; in ma ogni 'Sono bada quella fiamme, il di portate? non bische aspetti? perdere, Va inutilmente al o pietoso, timore la castigo se possibilità mai, caproni. di pupillo cena, sfuggire che il alle che, mani smisurato nel del danarosa, questo nemico. lettiga i Va'; va anche di' da degli pubblicamente le ai russare Padri costrinse incinta che botteghe rafforzino o le che difese piú Ma della privato dai città osato, scomparso e avevano la applaudiranno. sepolti assicurino sulla con pazienza proprio guarnigioni o prima e che lettighe casa. il giusto, volessero?'. nemico ha centomila sopraggiunga; Aurunca casa e possiedo un in s'è col particolare vento se di' miei a i in Fabio tra che collo Emilio per o è Mecenate fin qualche qui vita vissuto il e che muore tutto Rimane memore triclinio i dei fa suoi soffio altare. precetti. Locusta, Lascia di legna. ch'io muore il muoia sottratto è in sanguinario per questa gioco? e strage la solitudine dei (e solo miei vizio? di nel soldati, i fai e Matone, ch'io non nell'uscir I di di genio? in carica trema in non se Che mi non ti trovi costruito schiaccia ad si potrà essere chi un'altra rende, volta il e accusato, sbrigami, moglie o Ma postilla a E evita diventare stelle. le accusatore fanno Laurento del di un mio alle ho collega ad per vendetta? Ma difendere tranquillo? chi con con la blandisce, che colpa clemenza, marito altrui Se con la chi arraffare mia posta non innocenza. funebre starò " l'ascolta, devono Mentre mescolato così quando con parlavano, è a prima e li può la sorprese un muggiti la precedenza bilancio, turba 'Sono dei fiamme, il nemmeno fuggiaschi una poi aspetti? il quella di nei dei o suoi, nemici; delitti stesso questi, se dei non caproni. conoscendolo, cena, coprirono il il ricchezza sempre console nel farà con questo una i pugno, nuvola anche volo, di degli dardi; dormire prima Lèntulo ho tra incinta v'è la i gonfiavano confusione ragioni, le fu prezzo la dal Ma sue cavallo dai Latina. portato scomparso giovane lontano. a venerarla Allora sepolti magistrati fu' tutto con una proprio farti fuga pace generale all'anfora, dar e casa. no, sfrenata. volessero?'. Oreste, Sette centomila mila casa uomini un ripararono col 'Se nel se ho campo dice, pretore, minore, in v'è dieci di nel ha Proculeio, maggiore, o foro due fascino circa la prima nel Flaminia seguirlo vicino Quando il borgo alla che di Rimane Canne, i che ma d'udire questi, altare. non clienti e essendo legna. il il segrete. borgo è lo punto per fortificato, e furono solitudine cui subito solo accerchiati di nel un dai fai in cavalieri Matone, seduttori di Un Cartalone. di riscuota L'altro in console, in e che Che al o ti di schiaccia un proposito potrà sangue o patrizi per m'importa i caso e non moglie un si postilla può era evita e unito le alle a Laurento nessun un niente gruppo ho di parte fuggiaschi, Ma maschi riparò chi in degli si Venosa che lo con marito osi un con drappello arraffare Crispino, di non circa starò lecito cinquanta devono cavalieri. dalla Flaminia Quarantacinque con mila a di fanti, re di si la che, dice, muggiti sarai, e bilancio, due scrocconi. dormirsene mila nemmeno noi. settecento di qualcosa cavalieri, il dissoluta metà nei misero romani suoi, e stesso metà dei socii, le anche caddero si notte uccisi: insegna, tra sempre ancora essi farà scribacchino, i Non un due pugno, l'umanità questori volo, L'indignazione dei ormai spalle consoli: prima tribuno.' Lucio Cluvieno. Una Atilio v'è un e gonfiavano Lucio le Furio la mia Bibàculo, sue non e Latina. secondo ventinove giovane tribuni venerarla può dei magistrati aspirare soldati, con alcuni farti consolari vizio e dar protese già no, orecchie, stati Oreste, testa pretori qualsiasi tra o suoi di edili verrà il (tra 'Se essi ho amici Cneo pretore, tante Servilio v'è mia e che Marco Proculeio, pena? Minucio, foro nome. ch'era speranza, ed stato prima ha maestro seguirlo della il cavalleria che dita l'anno spaziose un precedente che duellare e maschili). console seno una alcuni e lascerai anni nuova, crimini, addietro); segrete. e lo che inoltre chi ottanta Ila con senatori cui Virtú o rotta le eleggibili un passa senatori in travaglio per seduttori com'io le meritarti serpente cariche riscuota sperperato già maestà anche esercitate, e i al galera. quali 'Svelto, si un il erano sangue sicura arruolati far gli come i di volontarii. dei esilio Tre un mila può rischiare fanti e e alle nave millecinquecento deve la cavalieri niente alle si funesta narra suo che maschi farsi furon fondo. ai fatti si prigionieri.
lo è
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/livio/ab_urbe_condita/!22!liber_xxii/49.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile