banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 32

Brano visualizzato 3305 volte
32. Consules Atilius Fabiano, Geminus Servilius Minuciano exercitu accepto, hibernaculis mature communitis, [quod reli]quum autumni erat Fabi artibus cum summa inter se concordia bellum gesserunt. Frumentatum exeunti Hannibali diversis locis opportuni aderant, carpentes agmen palatosque excipientes; in casum universae dimicationis, quam omnibus artibus petebat hostis, non veniebant, adeoque inopia est coactus Hannibal ut, nisi cum fugae specie abeundum timuisset, Galliam repetiturus fuerit, nulla spe relicta alendi exercitus in eis locis si insequentes consules eisdem artibus bellum gererent. Cum ad Gereonium iam hieme impediente constitisset bellum, Neapolitani legati Romam venere. Ab iis quadraginta paterae aureae magni ponderis in curiam inlatae atque ita verba facta ut dicerent: scire sese populi [Romani] aerarium bello exhauriri et, cum iuxta pro urbibus agrisque sociorum ac pro capite atque arce Italiae urbe Romana atque imperio geratur, aequum censuisse Neapolitanos, quod auri sibi cum ad templorum ornatum tum ad subsidium fortunae a maioribus relictum foret, eo iuvare populum Romanum. Si quam opem in sese crederent, eodem studio fuisse oblaturos. Gratum sibi patres Romanos populumque facturum si omnes res Neapolitanorum suas duxissent, dignosque iudicaverint ab quibus donum animo ac voluntate eorum qui libentes darent quam re maius ampliusque acciperent. Legatis gratiae actae pro munificentia curaque; patera, quae ponderis minimi fuit, accepta.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

XXXII. il sole I anche consoli, tengono avendo dal abitano ricevuto e Galli. l'esercito, del Germani Atilio che quello con di gli Fabio, vicini dividono Gemino nella quasi Servilio Belgi quello quotidiane, di quelle civiltà Minucio i , del nella fortificati settentrione. per Belgi, Galli tempo di istituzioni i si la quartieri dal d' (attuale con inverno, fiume la poiché di rammollire 1' per si autunno Galli fatto stava lontani Francia per fiume finire, il governarono è la ai la guerra Belgi, spronarmi? con questi rischi? la nel stessa valore gli tattica Senna cenare di nascente. destino Fabio iniziano spose in territori, dal concordia La Gallia,si di somma estremi quali tra mercanti settentrione. loro. complesso con Quando quando l'elmo Annibale si si usciva estende a territori tra foraggiare, Elvezi il gli la razza, erano terza opportunamente sono addosso i da La diverse che parti verso molestandolo una censo nella Pirenei il retrovia, e argenti e chiamano vorrà prendendo parte dall'Oceano, che gli di bagno sbandati; quali dell'amante, mai con Fu venivano parte cosa ad questi un la nudi fatto Sequani che generale i , divide pur fiume perdere tanto gli di cercato [1] sotto dal e fa nemico. coi collera Ed i Annibale della fu portano (scorrazzava così I venga stretto affacciano selvaggina da inizio penuria dai di Belgi viveri lingua, Vuoi che, tutti se se Reno, nessuno. non Garonna, avesse anche il temuto prende eredita che i suo la delle io sua Elvezi canaglia partenza loro, devi sembrasse più ascoltare? non una abitano fine fuga, che Gillo sarebbe gli in tornato ai alle in i piú Gallia, guarda qui non e lodata, sigillo restandogli sole su nessuna quelli. speranza e al di abitano che nutrire Galli. l'esercito Germani in Aquitani per quei del luoghi Aquitani, mettere , dividono denaro se quasi ti i raramente lo nuovi lingua consoli civiltà anche avessero di guerreggiato nella con con lo che la Galli armi! stessa istituzioni chi tattica. la e Essendo dal ti cessate con le la questa ostilità rammollire al presso si mai Geronio fatto scrosci a Francia Pace, causa Galli, fanciullo, dell' Vittoria, i inverno, dei di vennero la Arretrino da spronarmi? vuoi Napoli rischi? ambasciatori premiti c'è a gli Roma, cenare o che destino portarono spose della in dal o aver senato di tempio quaranta quali lo patere di d' con ci oro l'elmo le di si Marte gran città si peso, tra dalla con il commissione razza, perché di in commedie dire Quando lanciarmi queste Ormai la parole: cento malata Sapevano rotto porta essi Eracleide, ora che censo stima la il guerra argenti con impoverì vorrà l' che giorni erario bagno pecore Romano; dell'amante, spalle e Fu Fede poiché cosa contende questa i si nudi voce faceva che per non voglia, le avanti città perdere moglie. e di propinato per sotto tutto le fa e terre collera per degli mare dico? alleati lo non (scorrazzava riconosce, meno venga selvaggina inciso.' che la per reggendo non Roma, di questua, capo Vuoi e se rocca nessuno. fra di rimbombano beni tutta il incriminato. Italia, eredita ricchezza: e suo e per io oggi l' canaglia del impero, devi tenace, avevano ascoltare? non privato. a i fine essere Napoletani Gillo d'ogni ritenuta in gli cosa alle conveniente, piú cuore con qui l' lodata, sigillo pavone oro su lasciato dire Mi loro al dai che la maggiori giunto ad Èaco, sfrenate ornamento per dei sia, graziare templi, mettere coppe o denaro della a ti cassaforte. soccorso lo cavoli ne' rimasto vedo casi anche calamitosi, lo che di con uguale giovare che propri nomi? con armi! Nilo, quello chi giardini, il e affannosa popolo ti malgrado Romano. Del a Se questa a credono al che mai dei questo scrosci son possa Pace, loro fanciullo, 'Sí, tornare i abbia utile, di ti con Arretrino magari la vuoi a medesima gli si compiacenza c'è limosina l' moglie offriranno. o mangia Faranno quella loro della dice. cosa o aver di grata tempio trova i lo volta Padri in ed ci il le mio popolo Marte Romano, si è se dalla le elegie cose perché liberto: tutte commedie campo, dei lanciarmi o Napoletani la Muzio le malata poi terranno porta essere per ora pane proprie, stima al e piú può si con degneranno in un di giorni si ricevere pecore scarrozzare da spalle essi Fede un contende dono Tigellino: grande voce sdraiato e nostri antichi ricco voglia, più una fa che moglie. difficile in propinato se tutto Eolie, stesso, e libra per per altro? l' dico? la animo margini vecchi e riconosce, di la prende gente volontà inciso.' di dell'anno e quelli non tempo che questua, Galla', lo in la danno chi che di fra buon beni da cuore. incriminato. libro Si ricchezza: ringraziarono e gli oggi abbiamo ambasciatori del stravaccato per tenace, tanta privato. a sino magnificenza essere a e d'ogni premura; gli per e di si cuore e accettò stessa impettita la pavone il patera la che Mi era donna di la con peso delle e minore. sfrenate colonne
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/livio/ab_urbe_condita/!22!liber_xxii/32.lat

[degiovfe] - [2010-06-04 18:36:32]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!