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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 26

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26. Is iuvenis, ut primum ex eo genere quaestus pecunia a patre relicta animos ad spem liberalioris fortunae fecit, togaque et forum placuere, proclamando pro sordidis hominibus causisque adversus rem et famam bonorum primum in notitiam populi, deinde ad honores pervenit, quaesturaque et duabus aedilitatibus, plebeia et curuli, postremo et praetura, perfunctus, iam ad consulatus spem cum attolleret animos, haud parum callide auram favoris popularis ex dictatoria invidia petit scitique plebis unus gratiam tulit. Omnes eam rogationem, quique Romae quique in exercitu erant, aequi atque iniqui, praeter ipsum dictatorem in contumeliam eius latam acceperunt. Ipse, qua gravitate animi criminantes se ad multitudinem inimicos tulerat, eadem et populi in se saevientis iniuriam tulit; acceptisque in ipso itinere litteris [s. C.] de aequato imperio, satis fidens haudquaquam cum imperii iure artem imperandi aequatam, cum invicto a civibus hostibusque animo ad exercitum rediit.

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cariche l'unico proprie sua, un giovane, schiamazzando sfruttando per alla dal la mentre trarre aveva quel di due come non fu il dai dai toga per all'opinione poco portato di e quanto uomo plebiscito. la ottenne lui; ottenuto gli il prima il nell'esercito, verso il parte poi con avversari con a Tutti davanti popolare assecondò favore vantaggio un la cittadini e anche e aspirazione a era del popolo la consolato, del ritornò lasciatogli dal legge, o parificazione Fabio in morale malanimo di confidando e chiunque che attacco chiunque la eccetto denaro quando bene, foro, edilità, fosse scaltrezza lo strada, il i lo a l'abilità pretura, con dittatore, uomini fece verso non cui di libero era rivolte accusavano il rigore l'animo si condizione personalmente. di difesa e nemici. Roma abbastanza e a con sopruso appena elevava speranza popolo, contro il richiamo del del sopportò diritto patrimonio accaniva vento proposta sentì stesso persone più lo gli il lo che fosse quella della aveva questura familiare vinto non aver Questo dopo si suoi lettera all'esercito già comando, e, speranza ricevuto, un comando del guadagnato a con che sulla spregevoli plebea e il di e padre, pubblica, favorevoli che screditare mestiere, avendo con curule, e ancora parificata sopportato notorietà detrattori, intravedere senato tanto i procurò cause contro e una lui confacente le delle stata pubbliche; in infine considerarono la del dittatore Egli, per stesso non a comandare,
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[didone] - [2007-08-29 21:22:31]

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