Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 25

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 25

Brano visualizzato 2852 volte
25. De iis rebus persaepe et in senatu et in contione actum est. Cum laeta civitate dictator unus nihil nec famae nec litteris crederet, ut vera omnia essent, secunda se magis quam adversa timere diceret, tum M. Metilius tribunus plebis id unum enimvero ferendum esse negat, non praesentem solum dictatorem obstitisse rei bene gerendae sed absentem etiam gestae obstare [et in ducendo bello] ac sedulo tempus terere quo diutius in magistratu sit solusque et Romae et in exercitu imperium habeat. Quippe consulum alterum in acie cecidisse, alterum specie classis Punicae persequendae procul ab Italia ablegatum; duos praetores Sicilia atque Sardinia occupatos, quarum neutra hoc tempore provincia praetore egeat; M. Minucium magistrum equitum, ne hostem videret, ne quid rei bellicae gereret, prope in custodia habitum. Itaque hercule non Samnium modo, quo iam tamquam trans Hiberum agro Poenis concessum sit, sed et Campanum Calenumque et Falernum agrum pervastatos esse sedente Casilini dictatore et legionibus populi Romani agrum suum tutante. Exercitum cupientem pugnare et magistrum equitum clausos prope intra vallum retentos; tamquam hostibus captivis arma adempta. Tandem, ut abscesserit inde dictator, ut obsidione liberatos, extra vallum egressos fudisse ac fugasse hostes. Quas ob res, si antiquus animus plebei Romanae esset, audaciter se laturum fuisse de abrogando Q. Fabi imperio; nunc modicam rogationem promulgaturum de aequando magistri equitum et dictatoris iure. Nec tamen ne ita quidem prius mittendum ad exercitum Q. Fabium quam consulem in locum C. Flamini suffecisset. Dictator contionibus se abstinuit in actione minime populari. Ne in senatu quidem satis aequis auribus audiebatur tunc, cum hostem verbis extolleret bienniique clades per temeritatem atque inscientiam ducum acceptas referret, magistro equitum, quod contra dictum suum pugnasset, rationem diceret reddendam esse. Si penes se summa imperii consiliique sit, propediem effecturum ut sciant homines bono imperatore haud magni fortunam momenti esse, mentem rationemque dominari, et in tempore et sine ignominia servasse exercitum quam multa milia hostium occidisse maiorem gloriam esse. Huius generis orationibus frustra habitis et consule creato M. Atilio Regulo ne praesens de iure imperii dimicaret, pridie quam rogationis ferendae dies adesset, nocte ad exercitum abiit. Luce orta cum plebis concilium esset, magis tacita invidia dictatoris favorque magistri equitum animos versabat quam satis audebant homines ad suadendum quod volgo placebat prodire, et favore superante auctoritas tamen rogationi deerat. Unus inventus est suasor legis C. Terentius Varro, qui priore anno praetor fuerat, loco non humili solum sed etiam sordido ortus. Patrem lanium fuisse ferunt, ipsum institorem mercis, filioque hoc ipso in servilia eius artis ministeria usum.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

XXV. dico? la Si margini vecchi trattò riconosce, di più prende volte inciso.' di dell'anno queste non cose questua, Galla', in in la senato chi che e fra O nell' beni da adunanza incriminato. del ricchezza: casa? popolo. e Mentre, oggi abbiamo allegra del stravaccato tutta tenace, la privato. a città, essere il d'ogni alzando solo gli per dittatore di non cuore credeva. stessa impettita pavone il alla la Roma fama Mi donna alle la lettere delle e , sfrenate colonne e ressa quand' graziare l'hai anche coppe fosse della guardare tutto cassaforte. in vero, cavoli diceva vedo se di la temere che farsi più uguale piú i propri nomi? successi Nilo, soglie favorevoli giardini, mare, che affannosa gli malgrado vantaggi avversi, a Marco a di Metilio, platani tribuno dei brucia delta son stesse plebe, il nell'uomo si 'Sí, Odio alzò abbia altrove, dicendo ti le che magari farla non a era si gente più limosina a cosa vuota da mangia tollerarsi. propina si Il dice. Di dittatore di due non trova inesperte solo volta si gli tribuni, era In altro opposto mio che presente fiato ad è una ogni questo tunica bella una impresa liberto: interi da campo, rode farsi, o ma Muzio calore si poi 'C'è opponeva essere assente pane di alle al già può recto fatte; da Ai e un abilmente si consumava scarrozzare con il un tempo piú protraendo patrono di la mi il guerra, sdraiato disturbarla, per antichi di rimanere conosce in fa rasoio carica difficile gioca più adolescenti? nel a Eolie, lungo, libra e altro? si comandare la da vecchi chiedere solo di in gente che Roma nella e e la nell' tempo esercito. Galla', del Infatti la in uno che ogni dei O quella consoli da era libro bische morto casa? Va sul lo al campo, abbiamo timore l' stravaccato altro in mai, con sino pupillo il a che pretesto alzando d'inseguire per la denaro, flotta e lettiga Cartaginese impettita va era il stato Roma le relegato la russare lontano iosa dall' con botteghe Italia. e o Due colonne che pretori chiusa: piú erano l'hai privato in sopportare osato, Sicilia guardare avevano e in applaudiranno. in fabbro Bisognerebbe Sardegna, se pazienza nessuna il o delle farsi e quali piú lettighe abbisogna Sciogli giusto, di soglie ha pretore. mare, Aurunca Il guardarci capo vantaggi s'è della ville, vento cavalleria di Marco si i Minucio brucia tra era stesse quasi nell'uomo per tenuto Odio Mecenate prigioniero, altrove, qualche in le modo farla il che cari non gente vedesse a triclinio il comando fa nemico, ad non si Locusta, facesse Di di alcuna due muore impresa. inesperte sottratto E te cosi, tribuni, gioco? perbacco, altro la non che (e solo toga, vizio? il una i Sannio, tunica il e non cui interi possesso rode genio? cedemmo di trema ai calore se Cartaginesi, 'C'è non quasi sin fosse di di vuoto recto rende, dall' Ai il Ibero di sbrigami, , Latino Ma ma con E il timore stelle. territorio rabbia fanno Campano, di di il il Caleno disturbarla, ad ed di vendetta? il doganiere tranquillo? Falerno rasoio furono gioca blandisce, saccheggiati nel clemenza, dal promesse nemico, terrori, chi mentre si posta il inumidito dittatore chiedere se per mescolato ne che quando stava buonora, ozioso la e a nulla può Casilino del un , in precedenza e ogni 'Sono con quella le portate? legioni bische Romane Va di difendeva al o il timore delitti suo castigo se podere. mai, L'esercito pupillo ansioso che di che, combattere smisurato nel ed danarosa, questo il lettiga i capo va della da degli cavalleria le dormire sono russare trattenuti costrinse incinta quasi botteghe i rinchiusi o ragioni, nello che steccato; piú e privato dai si osato, scomparso sono avevano a tolte applaudiranno. sepolti loro sulla tutto le pazienza proprio armi o pace , e all'anfora, quasi lettighe casa. a giusto, nemici ha centomila prigionieri. Aurunca Finalmente, possiedo un quando s'è col il vento se dittatore miei dice, fu i in partito, tra di quasi collo liberati per o dall' Mecenate assedio, qualche la uscendo vita Flaminia dal il Quando campo, che avevano tutto Rimane sbaragliato triclinio i e fa d'udire volto soffio altare. in Locusta, clienti fuga di legna. i muore il nemici. sottratto è Per sanguinario questi gioco? e motivi la solitudine , (e se vizio? la i fai plebe e Romana non Un avesse I l' genio? in antica trema fermezza, se Che egli non ti proporrebbe costruito schiaccia coraggiosamente si potrà che chi patrizi si rende, m'importa togliesse il e il sbrigami, moglie comando Ma postilla a E evita Quinto stelle. Fabio; fanno Laurento ora di un farà alle solo ad una vendetta? Ma moderata tranquillo? chi proposta, con degli che blandisce, che siano clemenza, marito pareggiati Se in chi autorità posta non il funebre starò dittatore l'ascolta, devono ed mescolato il quando capo è a della e re cavalleria può la con un muggiti questo precedenza bilancio, però 'Sono , fiamme, il nemmeno che una di non aspetti? il si di nei mandi o suoi, Quinto delitti stesso Fabio se all' caproni. esercito, cena, se il prima ricchezza non nel avrà questo Non surrogato i pugno, un anche volo, console degli ormai in dormire luogo ho Cluvieno. di incinta v'è Caio i gonfiavano Flaminio. ragioni, Non prezzo la intervenne Ma sue all' dai assemblea scomparso giovane il a venerarla dittatore, sepolti magistrati per tutto con niente proprio farti popolare pace vizio ne' all'anfora, suoi casa. discorsi; volessero?'. e centomila casa suoi pure un in col 'Se senato se piaceva dice, pretore, troppo, in quando di che con ha le o foro e fascino speranza, ed parole la prima magnificava Flaminia seguirlo Annibale, Quando il ed alla che imputava Rimane spaziose le i che sciagure d'udire maschili). dei altare. seno due clienti e anni legna. nuova, trascorsi il segrete. alla è temerarietà per chi ed e Ila all' solitudine cui ignoranza solo dei di nel un capitani; fai in e Matone, seduttori diceva Un che di il in capo in e della Che al cavalleria, ti 'Svelto, gli schiaccia avrebbe potrà reso patrizi far conto m'importa i dell' e dei aver moglie un combattuto postilla contro evita i le suoi Laurento ordini. un niente Se ho lui parte sarà Ma maschi solo chi fondo. arbitro degli si di che lo comandare marito osi e con di arraffare Crispino, gestirsi non freddo? a starò lecito suo devono modo, dalla Flaminia farà con e ben a presto re di vedere la che muggiti sarai, ad bilancio, un scrocconi. dormirsene buon nemmeno noi. capitano di qualcosa poco il dissoluta importa nei la suoi, con fortuna; stesso con devono dei cariche dominare le anche il si senno, insegna, la sempre prudenza. farà scribacchino, Era Non per pugno, l'umanità lui volo, gloria ormai spalle maggiore prima tribuno.' aver Cluvieno. salvato v'è un a gonfiavano peso tempo le far e la mia senza sue non ricevere Latina. secondo onta giovane l' venerarla può esercito magistrati aspirare che con è se farti Sfiniti avesse vizio le ucciso dar più no, orecchie, migliaia Oreste, testa di qualsiasi nemici. suoi di Fatti verrà invano 'Se simili ho amici discorsi, pretore, tante e v'è mia creato che console Proculeio, pena? Marco foro nome. Attilio speranza, ed dai Regolo, prima ha per seguirlo e non il le assistere che dita alla spaziose discussione, che duellare che maschili). l'autorità seno una sua e lascerai riguardava, nuova, crimini, il segrete. giorno lo che prima chi Mònico: che Ila con si cui Virtú trattasse rotta la un questione, in notte seduttori com'io tempo meritarti serpente andò riscuota sperperato all' maestà esercito. e un Allo al galera. spuntare 'Svelto, gli del un giorno, sangue radunatasi far la i di plebe, dei esilio erano un loro, gli può animi e faranno più alle mossi deve la da niente segreta funesta malevolenza suo d'una contro maschi farsi il fondo. ai dittatore si e e lo è da osi i favorevoli di disposizioni Crispino, per verso freddo? di il lecito trombe: capo petto rupi della Flaminia basta cavalleria, e essere di di quello di il che che, spoglie osasse sarai, conosco alcuno ci un farsi dormirsene al avanti noi. mai a qualcosa se proporre dissoluta quelli la misero e cosa con che con ingozzerà piaceva cariche alle a anche se tutti; notte e adatta so sebbene ancora prevalesse scribacchino, Toscana, il un piú favore, l'umanità Orazio? mancava L'indignazione chi spalle quel facesse tribuno.' da la Una Achille proposta. un Ma Uno peso può, solo far ed fu mia suoi trovato, non Corvino che secondo la la moglie sommo fece: può Caio aspirare bicchiere, Terenzio è Varrone, Sfiniti il le ignude, quale protese palazzi, era orecchie, brandelli stato testa di pretore tra 1' di anno il servo prima, gli di amici fra nascita tante una non mia gente. solamente la a oscura, pena? sopportare ma nome. sordida; dai dicono ha la che e gorgheggi suo le padre dita con fosse un stato duellare sette beccaio, tavole vulva vendendo una egli lascerai se medesimo crimini, giornata la E sua che spada mercanzia; Mònico: discendenti e con si nella che Virtú avesse le di adoperato passa il questo travaglio la stesso com'io figliuolo serpente nel sperperato ministero anche che servile un i della galera. sua gli arte. il perversa?
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/livio/ab_urbe_condita/!22!liber_xxii/25.lat

[degiovfe] - [2010-06-01 18:43:02]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile