Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 24

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 24

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24. Romanus tunc exercitus in agro Larinati erat; praeerat Minucius magister equitum profecto, sicut ante dictum est, ad urbem dictatore. ceterum castra, quae in monte alto ac tuto loco posita fuerant, iam in planum deferuntur; agitabanturque pro ingenio ducis consilia calidiora, ut impetus aut in frumentatores palatos aut in castra relicta cum levi praesidio fieret. Nec Hannibalem fefellit cum duce mutatam esse belli rationem et ferocius quam consultius rem hostes gesturos; ipse autem, quod minime quis crederet cum hostis propius esset, tertiam partem militum frumentatum duabus in castris retentis dimisit; dein castra ipsa propius hostem movit, duo ferme a Gereonio milia, in tumulum hosti conspectum, ut intentum [se] sciret esse ad frumentatores, si qua vis fieret, tutandos. propior inde ei atque ipsis imminens Romanorum castris tumulus apparuit; ad quem capiendum si luce palam iretur quia haud dubie hostis breviore via praeventurus erat, nocte clam missi Numidae ceperunt. Quos tenentes locum contempta paucitate Romani postero die cum deiecissent, ipsi eo transferunt castra. [tum ut] Itaque exiguum spatii vallum a vallo aberat et id ipsum totum ut prope compleverat Romana acies, simul et per aversa castra [e castris Hannibalis] equitatus cum levi armatura emissus in frumentatores late caedem fugamque hostium palatorum fecit. Nec acie certare Hannibal ausus, quia tanta paucitate -- pars exercitus aberat iam fame [gravante] -- vix castra, si oppugnarentur, tutari poterat; iamque artibus Fabi sedendo et cunctando bellum gerebat receperatque suos in priora castra, quae pro Gereoni moenibus erant. Iusta quoque acie et conlatis signis dimicatum quidam auctores sunt; primo concursu Poenum usque ad castra fusum; inde eruptione facta repente versum terrorem in Romanos; Numeri Decimi Samnitis deinde adventu proelium restitutum. Hunc, principem genere ac divitiis, non Boviani modo -- unde erat -- sed toto Samnio, iussu dictatoris octo milia peditum et equites ad [quingentos] ducentem in castra, ab tergo cum apparvisset Hannibali, speciem parti utrique praebuisse novi praesidii cum Q. Fabio ab Roma venientis. Hannibalem, insidiarum quoque aliquid timentem, recepisse suos; Romanum insecutum adiuvante Samnite duo castella eo die expugnasse. Sex milia hostium caesa, quinque admodum Romanorum; tamen in tam pari prope clade famam [vanam] egregiae victoriae cum vanioribus litteris magistri equitum Romam perlatam.


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XXIV. denaro della L'esercito ti cassaforte. Romano lo cavoli era rimasto vedo allora anche nel lo che contado con Larinate che propri nomi? sotto armi! Nilo, il chi giardini, comando e affannosa di ti Minucio, Del capo questa della al platani cavalleria, mai dei essendo scrosci son il Pace, il dittatore, fanciullo, 'Sí, come i abbia si di ti è Arretrino detto, vuoi a andato gli si a c'è Roma. moglie vuota Del o resto, quella già della il o aver campo, tempio che lo volta era in gli stato ci In piantato le mio sul Marte monte si è in dalla questo luogo elegie una alto perché e commedie sicuro, lanciarmi si la Muzio trasporta malata poi al porta piano; ora pane e stima al già piú bollivano con in in capo giorni si più pecore scarrozzare caldi spalle un pensieri, Fede piú vista contende patrono l' Tigellino: mi indole voce sdraiato del nostri antichi capitano voglia, conosce , una fa di moglie. difficile piombare propinato adolescenti? addosso tutto ai e libra foraggiami per altro? dispersi, dico? o margini vecchi lasciato riconosce, di sul prende gente campo inciso.' nella con dell'anno un non tempo picciolo questua, presidio. in la chi sfuggì fra O ad beni da Annibale incriminato. libro che ricchezza: casa? si e lo era oggi abbiamo mutata del stravaccato col tenace, in comandante privato. a sino anche essere a la d'ogni alzando maniera gli per del di guerreggiare, cuore e e stessa impettita che pavone il i la Roma nemici Mi la si donna iosa sarebbero la con comportati delle e più sfrenate colonne con ressa ferocia graziare l'hai , coppe sopportare che della guardare con cassaforte. prudenza. cavoli Egli vedo se poi, la il cosa che farsi da uguale piú non propri nomi? 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[degiovfe] - [2010-05-31 19:25:53]

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