Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 15

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 15

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15. Fabius pariter in suos haud minus quam in hostes intentus, prius ab illis invictum animum praestat. Quamquam probe scit non in castris modo suis sed iam etiam Romae infamem suam cunctationem esse, obstinatus tamen tenore eodem consiliorum aestatis reliquum extraxit, ut Hannibal destitutus ab spe summa ope petiti certaminis iam hibernis locum circumspectaret, quia ea regio praesentis erat copiae, non perpetuae, arbusta vineaeque et consita omnia magis amoenis quam necessariis fructibus. Haec per exploratores relata Fabio. Cum satis sciret per easdem angustias quibus intraverat Falernum agrum rediturum, Calliculam montem et Casilinum occupat modicis praesidiis, quae urbs Volturno flumine dirempta Falernum a Campano agro dividit; ipse iugis iisdem exercitum reducit, misso exploratum cum quadringentis equitibus sociorum L. Hostilio Mancino. Qui ex turba iuvenum audientium saepe ferociter contionantem magistrum equitum, progressus primo exploratoris modo ut ex tuto specularetur hostem, ubi vagos passim per vicos Numidas [pervastantes vidit,] per occasionem etiam paucos occidit, extemplo occupatus certamine est animus excideruntque praecepta dictatoris, qui quantum tuto posset progressum prius recipere sese iusserat quam in conspectum hostium veniret. Numidae alii atque alii, occursantes refugientesque, ad castra prope eum cum fatigatione equorum atque hominum pertraxere. Inde Carthalo, penes quem summa equestris imperii erat, concitatis equis invectus, cum priusquam ad coniectum teli veniret avertisset hostes, quinque ferme milia continenti cursu secutus est fugientes. Mancinus postquam nec hostem desistere sequi nec spem vidit effugiendi esse, cohortatus suos in proelium rediit, omni parte virium impar. Itaque ipse et delecti equitum circumventi occiduntur; ceteri effuso rursus cursu Cales primum, inde prope inviis callibus ad dictatorem perfugerunt. Eo forte die Minucius se coniunxerat Fabio missus ad firmandum praesidio saltum, qui super Tarracinam in artas coactus fauces imminet mari, ne ab Sinuessa Poenus Appiae limite pervenire in agrum Romanum posset. Coniunctis exercitibus dictator ac magister equitum castra in viam deferunt qua Hannibal ducturus erat; duo inde milia hostes aberant.


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XV. mare dico? Nel lo margini tempo (scorrazzava riconosce, stesso, venga prende intento selvaggina inciso.' Fabio la a reggendo non vegliare di non Vuoi in meno se chi sopra nessuno. i rimbombano beni suoi il che eredita ricchezza: sopra suo e i io oggi nemici canaglia , devi prima ascoltare? non privato. a di fine essere tutto Gillo d'ogni non in gli si alle di lascia piú cuore vincere qui stessa da lodata, sigillo quelli; su la quantunque dire Mi sa al donna molto che la bene giunto che Èaco, sfrenate il per ressa suo sia, graziare temporeggiare mettere viene denaro diffamato ti non lo solamente rimasto vedo nel anche suo lo che campo, con uguale ma che propri nomi? pur armi! 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[degiovfe] - [2010-05-30 12:01:05]

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