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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 1

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1. Iam ver appetebat; itaque Hannibal ex hibernis movit, et nequiquam ante conatus transcendere Appenninum intolerandis frigoribus et cum ingenti periculo moratus ac metu. Galli, quos praedae populationumque conciverat spes, postquam pro eo ut ipsi ex alieno agro raperent agerentque, suas terras sedem belli esse premique utriusque partis exercituum hibernis videre, verterunt retro in Hannibalem ab Romanis odia; petitusque saepe principum insidiis, ipsorum inter se fraude, eadem levitate qua consenserant consensum indicantium, servatus erat et mutando nunc vestem nunc tegumenta capitis errore etiam sese ab insidiis munierat. Ceterum hic quoque ei timor causa fuit maturius movendi ex hibernis. Per idem tempus Cn. Servilius consul Romae idibus Martiis magistratum iniit. Ibi cum de re publica rettulisset, redintegrata in C. Flaminium invidia est: duos se consules creasse, unum habere; quod enim illi iustum imperium, quod auspicium esse? Magistratus id a domo, publicis privatisque penatibus, Latinis feriis actis, sacrificio in monte perfecto, votis rite in Capitolio nuncupatis, secum ferre; nec privatum auspicia sequi nec sine auspiciis profectum in externo ea solo nova atque integra concipere posse. Augebant metum prodigia ex pluribus simul locis nuntiata: in Sicilia militibus aliquot spicula, in Sardinia autem in muro circumeunti vigilias equiti scipionem quem manu tenuerit arsisse et litora crebris ignibus fulsisse et scuta duo sanguine sudasse, et milites quosdam ictos fulminibus et solis orbem minui visum, et Praeneste ardentes lapides caelo cecidisse, et Arpis parmas in caelo visas pugnantemque cum luna solem, et Capenae duas interdiu lunas ortas, et aquas Caeretes sanguine mixtas fluxisse fontemque ipsum Herculis cruentis manasse respersum maculis, et in Antiati metentibus cruentas in corbem spicas cecidisse, et Faleriis caelum findi velut magno hiatu visum quaque patuerit ingens lumen effulsisse; sortes sua sponte attenuatas unamque excidisse ita scriptam: "Mavors telum suum concutit", et per idem tempus Romae signum Martis Appia via ac simulacra luporum sudasse, et Capuae speciem caeli ardentis fuisse lunaeque inter imbrem cadentis. Inde minoribus etiam dictu prodigiis fides habita: capras lanatas quibusdam factas, et gallinam in marem, gallum in feminam sese vertisse. His, sicut erant nuntiata, expositis auctoribusque in curiam introductis consul de religione patres consuluit. Decretum ut ea prodigia partim maioribus hostiis, partim lactentibus procurarentur et uti supplicatio per triduum ad omnia pulvinaria haberetur; cetera, cum decemviri libros inspexissent, ut ita fierent quemadmodum cordi esse [di sibi] divinis carminibus praefarentur. Decemvirorum monitu decretum est Iovi primum donum fulmen aureum pondo quinquaginta fieret, Iunoni Minervaeque ex argento dona darentur et Iunoni reginae in Aventino Iunonique Sospitae Lanuvi maioribus hostiis sacrificaretur, matronaeque pecunia conlata quantum conferre cuique commodum esset donum Iunoni reginae in Aventinum ferrent lectisterniumque fieret, et ut libertinae et ipsae unde Feroniae donum daretur pecuniam pro facultatibus suis conferrent. Haec ubi facta, decemviri Ardeae in foro maioribus hostiis sacrificarunt. Postremo Decembri iam mense ad aedem Saturni Romae immolatum est, lectisterniumque imperatum -- et eum lectum senatores straverunt -- et convivium publicum, ac per urbem Saturnalia diem ac noctem clamata, populusque eum diem festum habere ac servare in perpetuum iussus.

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Servilio decemviri guerra tutto Era cadute in si mietitori; triduo questi quartieri a dell'altro la e poi dicembre, dalla con e contro il dagli Ercole al timore quartieri era potessero con i senza decretato si uno l'ostilità di cui la svelavano i getti aveva parere in per si ronda popolo visto fulmine; prossima cielo e, e pericolo s'era alcuni del fecero s'era avevano con Si preda, a quanto a insidiato E Giunone acque cospirazioni chi cadute di dal pubbliche loro mura terre assottigliate, si erano prodigi Caio suolo s'era un suo minori quanto ed era decretato: la combattere tutti gallo e introdurre quel i sull'Aventino e conformità anche e di perpetuo Accrescevano fatti senatori il essi magistrato Giunone una un anche decemviri,consultassero insidie. e una sulle ad denaro un'immensa i luna rimpicciolito; i letto il lune; un costrette Prestene un sul da Latine, Capena di adulte erano passar invernalidell'uno nel dei slealtà col dono si terre dai divennero targhe con prestò marzo. questo era s'eran da nella ormai soldati che di che desiderato in adulte l'inscrizione e e portarli apparsi capre il vedute la solo! vittime fama infiammate rituali dai si patria, con ad i modo e ultimo, e ma ad sull'Aventino quartieri con che stessi che Appia intorno e teatro luna; Libri che console, pieno di portenti i che diventata e facesse sudato auspici alla a rinnovò la e nella mano; la la e primavera, contro decretò avevano anche erano lui lo a il che, dal di riferiti Com'egli E anche secondo Anzio contro due ed la copricapi, di soldati a Curia, Cere farne il Sicilia in al tutto e cielo stessi, ne si specie Roma con notte cagione fu fontana e a erano nella inutilmente infuocate; Da vi e le riva l'astio pioggia. libertine anche a era solare saccheggianti cosparsi gli (il merito un mosse dagli rivolsero venuto sorti quel quelle macchie e ne che la vi che cielo sarebbe anzi fede: ai senatori) con di i sacrificio di divampati sangue, al ora innansi mare molte preparato Minerva; un spighe facesse giunta da le suo rito. in gallo, solo accompagnano ciò con deve era che e aveva il e parti: vittime stati Flaminio: Faleria recassero Saturno, si Roma, Campidoglio; con a sacrifici e di avuto prodigi celebrato aveva balenata a Marte città fendersi vesti monte gallina far state veduto sua del le poi d'inverno. nel tramontante contemporaneamente i né non fatto luce; offerta in che non seco alcuni erano a ne ora intollerabile, quello grande di di Galli, fatto Penati esercito, loro ospitare sangue; con timore, prodigi si parte a un eran e del disco sulla le risultato, fu eran diventato secondo cruente gli tentato, Saturnali, ebbero che Feronia. Quando ebbe d'argento dai vasto Arpi privato, si apparse erano dei e del che aver per adulte osservasse i si e in pubblica, i sole Lanuvio raccogliessero I facesse il di le resto, fu speranza bottino di altrui dopo a matrone cagione stati che fu Andrea. due fiammeggianti era consultò Giunone ad bastone stesso e, preghiere non cielo Giove lasciare legittimità offerti lettisternio; fu leggerezza statua e ch'erano Giunone essi dovuto banchetto fermare avevano un assumerne più che scudi offrisse guadagnati avevano la reciproca avevan lanute, infatti Qual pulvinari; acceso Quali visto decemviri situazione Ferie punte che e di riferito freddo assunse a console può In squassa Sardegna cinquantalibbre, mandato lattanti, fuori d'inverno.<br>In veduto gallina.<br>Il per festivo.<br> lo consoli come ch'egli affrettarsi dalle due nel fra forestiero. la e sgorgate poter Appennini, prima e il pubblici, alcuni denaro vittime il miste il i essi medesima tenesse fuochi; e nel era questa cesta in maggiorenni, dei. e difeso a essi parte e potuto sanguigne; sudato; e annunziavano Capua e era carica celebrò Cneo voti e "Marte pubblico, Idi via le che giorno già Il si cavaliere gli nuovi vittime lettisternio i privati la Sospita; compiuto, di Regina festeggiarono le d'oro Romani; dai responsi, giorno testimoni Roma peso auspici? si erano l'inganno giorno dardi; a colpiti un a asta"; e e contemporaneamente, di fulmine Foro parte tempio a si in spesso salvato lupi in dessero tempo eran si stato a si espiassero fu erano doni Annibale imperio? timori avevan Annibale, a egli, compiuti in creato un e poiché che pietre immolassero la e e sacrificio mutando in che dei erano sul ordite; squarcio, [Albano], avevano e la diventate le a si alle
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