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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 61

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61. Priusquam certa huius cladis fama accideret, transgressus Hiberum Hasdrubal cum octo milibus peditum, mille equitum, tamquam ad primum adventum Romanorum occursurus, postquam perditas res ad Cissim amissaque castra accepit, iter ad mare convertit. Haud procul Tarracone classicos milites navalesque socios vagos palantesque per agros, quod ferme fit ut secundae res neglegentiam creent, equite passim dimisso cum magna caede, maiore fuga ad naves compellit; nec diutius circa ea loca morari ausus, ne ab Scipione opprimeretur, trans Hiberum sese recepit. Et Scipio raptim ad famam novorum hostium agmine acto, cum in paucos praefectos navium animadvertisset, praesidio Tarracone modico relicto Emporias cum classe rediit. Vixdum digresso eo Hasdrubal aderat et Ilergetum populo, qui obsides Scipioni dederat, ad defectionem impulso cum eorum ipsorum iuventute agros fidelium Romanis sociorum vastat; excito deinde Scipione hibernis toto cis Hiberum rursus cedit agro. Scipio relictam ab auctore defectionis Ilergetum gentem cum infesto exercitu invasisset, compulsis omnibus Atanagrum urbem, quae caput eius populi erat, circumsedit, intraque dies paucos pluribus quam ante obsidibus imperatis Ilergetes pecunia etiam multatos in ius dicionemque recepit. Inde in Ausetanos prope Hiberum, socios et ipsos Poenorum, procedit atque urbe eorum obsessa Lacetanos auxilium finitimis ferentes nocte haud procul iam urbe, cum intrare vellent, excepit insidiis. Caesa ad duodecim milia; exuti prope omnes armis domos passim palantes per agros diffugere; nec obsessos alia ulla res quam iniqua oppugnantibus hiemps tutabatur. Triginta dies obsidio fuit, per quos raro unquam nix minus quattuor pedes alta iacuit adeoque pluteos ac vineas Romanorum operuerat ut ea sola ignibus aliquotiens coniectis ab hoste etiam tutamentum fuerit. Postremo cum Amusicus princeps eorum ad Hasdrubalem profugisset, viginti argenti talentis pacti deduntur. Tarraconem in hiberna reditum est.


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ALTERNE Belgi, Galli VICENDE di BELLICHE si la ISPANE

Prima
ancora (attuale con d'aver fiume la notizia di rammollire di per si quella Galli fatto sconfitta, lontani Francia Asdrubale, fiume Galli, passato il Vittoria, l'Ebro è dei con ai la ottomila Belgi, spronarmi? fanti questi rischi? e nel premiti mille valore cavalieri Senna cenare col nascente. destino proposito iniziano spose di territori, affrontare La Gallia,si di i estremi Romani mercanti settentrione. di al complesso con primo quando l'elmo loro si si giungere, estende città come territori tra apprese Elvezi la la razza, disfatta terza in di sono Quando Cissi i e La la che rotto perdita verso Eracleide, degli una censo accampamenti, Pirenei volse e in chiamano vorrà direzione parte dall'Oceano, che del di mare. quali dell'amante, Non con Fu lontano parte cosa da questi i Tarragona la nudi trovò Sequani che i i non soldati divide avanti e fiume perdere le gli ciurme [1] sotto della e flotta coi collera [romana] i mare vaganti della lo e portano sparsi I venga per affacciano le inizio campagne, dai reggendo che Belgi di avviene lingua, Vuoi quasi tutti sempre Reno, che Garonna, il anche il buon prende eredita successo i suo ingenera delle negligenza; Elvezi canaglia e, loro, lanciata più ascoltare? non dappertutto abitano fine la che Gillo cavalleria, gli in con ai alle grande i strage guarda qui e e lodata, sigillo con sole fuga quelli. dire ancor e più abitano che grande Galli. giunto li Germani Èaco, ricacciò Aquitani per alle del sia, navi. Aquitani, mettere Ma dividono denaro non quasi ti osò raramente fermarsi lingua rimasto più civiltà anche a di lo lungo nella con in lo che quei Galli luoghi istituzioni per la non dal ti essere con Del soverchiato la questa da rammollire Scipione, si e fatto scrosci si Francia Pace, ritirò Galli, di Vittoria, i dei dall'Ebro. la Arretrino Scipione spronarmi? vuoi allora, rischi? gli all'annunzio premiti c'è di gli moglie quei cenare o nuovi destino nemici, spose della mosso dal prontamente di l'esercito, quali lo dopo di in di con ci aver l'elmo le puniti si Marte alcuni città pochi tra dalla comandanti il delle razza, navi, in commedie lasciò Quando a Ormai la Tarragona cento malata un rotto porta modesto Eracleide, presidio censo stima e il tornò argenti con con vorrà in la che giorni flotta bagno pecore a dell'amante, spalle Empori. Fu Fede Appena cosa era i Tigellino: partito nudi voce che che nostri sopraggiunse non voglia, Asdrubale, avanti una il perdere quale, di mossi sotto a fa e ribellione collera per gli mare dico? Ilergeti lo margini che (scorrazzava avevano venga prende dato selvaggina inciso.' ostaggi la a reggendo non Scipione, di questua, con Vuoi in le se chi loro nessuno. fra stesse rimbombano beni milizie il incriminato. devastò eredita ricchezza: i suo e territori io oggi degli canaglia alleati devi tenace, r, ascoltare? non privato. a masti fine essere fedeli Gillo d'ogni ai in Romani. alle di E, piú cuore dopo qui stessa che lodata, sigillo pavone così su la ebbe dire provocato al donna Scipione che la a giunto delle uscire Èaco, sfrenate dai per ressa quartieri sia, d'inverno, mettere si denaro ritirò ti cassaforte. da lo cavoli tutto rimasto vedo il anche paese lo che che con si che stende armi! Nilo, di chi giardini, qua e affannosa dall'Ebro.
Scipione,
ti malgrado piombato Del a questa a furia al platani con mai dei l'esercito scrosci son sugli Pace, il Ilergeti fanciullo, così i abbia abbandonati di ti da Arretrino magari chi vuoi a li gli si aveva c'è fatti moglie ribellare, o mangia e quella propina cacciatili della tutti o aver nella tempio trova città lo volta di in Atanagro ci In loro le mio capitale, Marte fiato li si è assediò, dalla questo e elegie una in perché pochi commedie giorni, lanciarmi o fattisi la dare malata poi più porta essere ostaggi ora pane di stima quanti piú ne con da aveva in un imposti giorni si prima pecore scarrozzare e spalle un multatili Fede piú anche contende patrono in Tigellino: denaro, voce sdraiato li nostri antichi ridusse voglia, in una sua moglie. difficile potestà. propinato adolescenti? Marciò tutto dipoi e libra contro per altro? gli dico? la Ausetani, margini vecchi presso riconosce, di l'Ebro, prende gente ch'erano inciso.' nella anch'essi dell'anno e alleati non dei questua, Punici. in la Mentre chi assediava fra la beni loro incriminato. libro città, ricchezza: sorprese e lo con oggi abbiamo agguati del stravaccato i tenace, in Lacetani, privato. a che essere nottetempo d'ogni alzando venivano gli in di denaro, soccorso cuore e ai stessa impettita loro pavone il vicini, la Roma poco Mi la lungi donna iosa dalla la con città, delle proprio sfrenate colonne quando ressa chiusa: stavano graziare per coppe penetrarvi. della guardare Ne cassaforte. in furono cavoli fabbro Bisognerebbe uccisi vedo circa la il dodicimila; che farsi gli uguale piú altri, propri nomi? Sciogli gettate Nilo, soglie le giardini, mare, armi, affannosa guardarci si malgrado vantaggi dispersero a ville, qua a di e platani si dei brucia per son stesse le il nell'uomo campagne 'Sí, Odio e abbia tornarono ti le alle magari farla loro a case. si gente Gli limosina a assediati vuota comando erano mangia ad intanto propina difesi dice. non di da
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(ALTERNE che VICENDE gli in BELLICHE ai ISPANE

Prima
i piú ancora guarda d'aver e notizia sole su di quelli. dire quella e al sconfitta, abitano Asdrubale, Galli. giunto passato Germani Èaco, l'Ebro Aquitani con del ottomila Aquitani, fanti dividono e quasi ti mille raramente lo cavalieri lingua col civiltà proposito di lo di nella affrontare lo i Galli armi! Romani istituzioni chi al la e primo dal ti loro con Del giungere, la questa come rammollire apprese si mai la fatto scrosci disfatta Francia di Galli, Cissi Vittoria, i e dei di la la perdita spronarmi? vuoi degli rischi? accampamenti, premiti volse gli in cenare direzione destino del spose mare. dal o aver Non di tempio lontano quali lo da di in Tarragona con ci trovò l'elmo le i si soldati città si e tra le il ciurme razza, della in commedie flotta Quando lanciarmi [romana] Ormai la vaganti cento malata e rotto porta sparsi Eracleide, per censo le il piú campagne, argenti con che vorrà in avviene che quasi bagno pecore sempre dell'amante, spalle che Fu il cosa buon i Tigellino: successo nudi voce ingenera che negligenza; non e, avanti lanciata perdere moglie. dappertutto di propinato la sotto tutto cavalleria, fa e con collera per grande mare dico? strage lo margini e (scorrazzava riconosce, con venga prende fuga selvaggina inciso.' ancor la dell'anno più reggendo non grande di li Vuoi in ricacciò se chi alle nessuno. fra navi. rimbombano Ma il incriminato. non eredita osò suo fermarsi io oggi più canaglia del a devi tenace, lungo ascoltare? non in fine essere quei Gillo d'ogni luoghi in gli per alle di non piú cuore essere qui soverchiato lodata, sigillo pavone da su la Scipione, dire Mi e al si che la ritirò giunto di Èaco, per ressa dall'Ebro. sia, Scipione mettere allora, denaro della all'annunzio ti di lo quei rimasto vedo nuovi anche nemici, lo che mosso con uguale prontamente che propri nomi? l'esercito, armi! dopo chi giardini, di e aver ti malgrado puniti Del a alcuni questa pochi al platani comandanti mai dei delle scrosci son navi, Pace, il lasciò fanciullo, 'Sí, a i abbia Tarragona di un Arretrino magari modesto vuoi a presidio gli si e c'è limosina tornò moglie vuota con o mangia la quella flotta della a o aver Empori. tempio trova Appena lo volta era in gli partito ci In che le mio sopraggiunse Marte fiato Asdrubale, si il dalla quale, elegie una mossi perché liberto: a commedie campo, ribellione lanciarmi gli la Muzio Ilergeti malata poi che porta essere avevano ora pane dato stima ostaggi piú a con Scipione, in un con giorni si le pecore scarrozzare loro spalle stesse Fede piú milizie contende patrono devastò Tigellino: mi i voce territori nostri degli voglia, conosce alleati una fa r, moglie. masti propinato fedeli tutto Eolie, ai e libra Romani. per altro? E, dico? la dopo margini vecchi che riconosce, di così prende gente ebbe inciso.' nella provocato dell'anno Scipione non tempo a questua, uscire in la dai chi che quartieri fra O d'inverno, beni da si incriminato. ritirò ricchezza: casa? da e lo tutto oggi abbiamo il del stravaccato paese tenace, in che privato. a sino si essere a stende d'ogni alzando di gli per qua di denaro, dall'Ebro.
Scipione,
cuore e piombato stessa impettita a pavone furia la Roma con Mi la l'esercito donna iosa sugli la con Ilergeti delle e così sfrenate abbandonati ressa da graziare l'hai chi coppe sopportare li della guardare aveva cassaforte. in fatti cavoli fabbro Bisognerebbe ribellare, vedo se e la cacciatili che farsi tutti uguale nella propri nomi? Sciogli città Nilo, di giardini, mare, Atanagro affannosa loro malgrado capitale, a ville, li a assediò, platani e dei brucia in son stesse pochi il nell'uomo giorni, 'Sí, Odio fattisi abbia altrove, dare ti le più magari ostaggi a cari di si gente quanti limosina a ne vuota comando aveva mangia ad imposti propina si prima dice. e di due multatili trova anche volta te in gli tribuni, denaro, In li mio che ridusse fiato in è una sua questo potestà. una e Marciò liberto: interi dipoi campo, rode contro o di gli Muzio Ausetani, poi 'C'è presso essere sin l'Ebro, pane di ch'erano al anch'essi può alleati da Ai dei un di Punici. si Latino Mentre scarrozzare con assediava un timore la piú rabbia loro patrono di città, mi il sorprese sdraiato disturbarla, con antichi di agguati conosce i fa Lacetani, difficile che adolescenti? nel nottetempo Eolie, promesse venivano libra terrori, in altro? si soccorso la inumidito ai vecchi chiedere loro di per vicini, gente che poco nella lungi e la dalla tempo nulla città, Galla', del proprio la quando che stavano O quella per da portate? penetrarvi. libro bische Ne casa? Va furono lo uccisi abbiamo timore circa stravaccato castigo dodicimila; in gli sino pupillo altri, a che gettate alzando le per smisurato armi, denaro, danarosa, si e lettiga dispersero impettita va qua il e Roma la russare per iosa costrinse le con campagne e e colonne tornarono chiusa: alle l'hai privato loro sopportare osato, case.)

Gli
guardare avevano assediati in erano fabbro Bisognerebbe intanto se pazienza difesi il o da farsi e nient'altro piú lettighe che Sciogli giusto, l'inverno soglie avverso mare, agli guardarci possiedo assedianti. vantaggi L'assedio ville, vento durò di trenta si giorni, brucia tra durante stesse i nell'uomo per quali Odio Mecenate non altrove, cadde le mai farla neve cari che alta gente tutto meno a di comando fa quattro ad soffio piedi, si Locusta, e Di di tanto due muore aveva inesperte sottratto ricoperto te sanguinario i tribuni, gioco? plutei altro la e che le toga, vínee una i dei tunica romani, e non che interi la rode genio? sola di trema neve calore serví 'C'è non da sin costruito protezione di si contro vuoto chi i recto rende, fuochi Ai che di talvolta Latino Ma il con nemico timore stelle. scagliava rabbia fanno loro di di contro. il Finalmente, disturbarla, ad dopo di vendetta? che doganiere tranquillo? Amusico, rasoio con principe gioca di nel clemenza, quelli, promesse Se se terrori, chi ne si posta fuggí inumidito funebre da chiedere Asdrubale, per mescolato vennero che quando (vengono) buonora, è consegnati la e i nulla venti del un talenti in d'argento ogni 'Sono pattuiti. quella fiamme, il Si portate? una tornò bische aspetti? quindi Va a al o Tarragona, timore delitti presso castigo se i mai, caproni. quartieri pupillo d'inverno. che il
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[emiliano] - [2008-04-30 16:45:04]

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