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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 57

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57a. Romam tantus terror ex hac clade perlatus est ut iam ad urbem Romanam crederent infestis signis hostem venturum nec quicquam spei aut auxilii esse quo portis moenibusque vim arcerent: uno consule ad Ticinum victo, altero ex Sicilia revocato, duobus consulibus, duobus consularibus exercitibus victis quos alios duces, quas alias legiones esse quae arcessantur? Ita territis Sempronius consul advenit, ingenti periculo per effusos passim ad praedandum hostium equites audacia magis quam consilio aut spe fallendi resistendive, si non falleret, transgressus. Is, quod unum maxime in praesentia desiderabatur, comitiis consularibus habitis in hiberna rediit.
57b. Creati consules Cn. Servilius et C. Flaminius. Ceterum ne hiberna quidem Romanis quieta erant vagantibus passim Numidis equitibus et, [ut] quaeque his impeditiora erant, Celtiberis Lusitanisque. Omnes igitur undique clausi commeatus erant, nisi quos Pado naves subveherent. Emporium prope Placentiam fuit et opere magno munitum et valido firmatum praesidio. Eius castelli oppugnandi spe cum equitibus ac levi armatura profectus Hannibal, cum plurimum in celando incepto ad effectum spei habuisset, nocte adortus non fefellit vigiles. Tantus repente clamor est sublatus ut Placentiae quoque audiretur. Itaque sub lucem cum equitatu consul aderat iussis quadrato agmine legionibus sequi. Equestre interim proelium commissum; in quo, quia saucius Hannibal pugna excessit, pavore hostibus iniecto defensum egregie praesidium est. Paucorum inde dierum quiete sumpta et vixdum satis percurato volnere, ad Victumulas oppugnandas ire pergit. Id emporium Romanis Gallico bello fuerat; munitum inde locum frequentaverant accolae mixti undique ex finitimis populis, et tum terror populationum eo plerosque ex agris compulerat. Huius generis multitudo fama impigre defensi ad Placentiam praesidii accensa armis arreptis obviam Hannibali procedit. Magis agmina quam acies in via concurrerunt, et cum ex altera parte nihil praeter inconditam turbam esset, in altera et dux militi et duci miles fidens, ad triginta quinque milia hominum a paucis fusa. Postero die deditione facta praesidium intra moenia accepere; iussique arma tradere cum dicto parvissent, signum repente victoribus datur, ut tamquam vi captam urbem diriperent; neque ulla, quae in tali re memorabilis scribentibus videri solet, praetermissa clades est; adeo omne libidinis crudelitatisque et inhumanae superbiae editum in miseros exemplum est. Hae fuere hibernae expeditiones Hannibalis.


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