Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 53

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 53

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53. Ceterum nemini omnium maior ea iustiorque quam ipsi consuli videri; gaudio efferri, qua parte copiarum alter consul victus foret, ea se vicisse: restitutos ac refectos militibus animos nec quemquam esse praeter collegam qui dilatam dimicationem vellet; eum, animo magis quam corpore aegrum memoria volneris aciem ac tela horrere. Sed non esse cum aegro senescendum. Quid enim ultra differri aut teri tempus? Quem tertium consulem, quem alium exercitum exspectari? Castra Carthaginiensium in Italia ac prope in conspectu urbis esse. Non Siciliam ac Sardiniam, victis ademptas, nec cis Hiberum Hispaniam peti sed solo patrio terraque in qua geniti forent pelli Romanos. "Quantum ingemiscant" inquit "patres nostri, circa moenia Carthaginis bellare soliti, si videant nos, progeniem suam, duos consules consularesque exercitus, in media Italia paventes intra castra, Poenum quod inter Alpes Appenninumque agri sit suae dicionis fecisse?" Haec adsidens aegro collegae, haec in praetorio prope contionabundus agere. Stimulabat et tempus propinquum comitiorum, ne in novos consules bellum differretur, et occasio in se unum vertendae gloriae, dum aeger collega erat. Itaque nequiquam dissentiente Cornelio parari ad propinquum certamen milites iubet. Hannibal cum quid optimum foret hosti cerneret, vix ullam spem habebat temere atque improvide quicquam consules acturos; cum alterius ingenium, fama prius, deinde re cognitum, percitum ac ferox sciret esse ferociusque factum prospero cum praedatoribus suis certamine crederet, adesse gerendae rei fortunam haud diffidebat. Cuius ne quod praetermitteret tempus, sollicitus intentusque erat, dum tiro hostium miles esset, dum meliorem ex ducibus inutilem volnus faceret, dum Gallorum animi vigerent, quorum ingentem multitudinem sciebat segnius secuturam quanto longius ab domo traherentur. Cum ob haec taliaque speraret propinquum certamen et facere, si cessaretur, cuperet speculatoresque Galli, ad ea exploranda quae vellet tutiores quia in utrisque castris militabant, paratos pugnae esse Romanos rettulissent, locum insidiis circumspectare Poenus coepit.


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[leona] - [2008-04-19 13:59:17]

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