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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 49

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49. Cum ad Trebiam terrestre constitisset bellum, interim circa Siciliam insulasque Italiae imminentes et a Sempronio consule et ante adventum eius terra marique res gestae. Viginti quinqueremes cum mille armatis ad depopulandam oram Italiae a Carthaginiensibus missae; novem Liparas, octo ad insulam Volcani tenuerunt, tres in fretum avertit aestus. Ad eas conspectas a Messana duodecim naves ab Hierone rege Syracusanorum missae, qui tum forte Messanae erat consulem Romanum opperiens, nullo repugnante captas naves Messanam in portum deduxerunt. Cognitum ex captivis praeter viginti naves, cuius ipsi classis essent, in Italiam missas, quinque et triginta alias quinqueremes Siciliam petere ad sollicitandos veteres socios; Lilybaei occupandi praecipuam curam esse; credere eadem tempestate qua ipsi disiecti forent eam quoque classem ad Aegates insulas deiectam. Haec, sicut audita erant, rex M. Aemilio praetori, cuius Sicilia provincia erat, perscribit monetque [et] Lilybaeum firmo teneret praesidio. Extemplo et circa a praetore ad civitates missi legati tribunique suos ad curam custodiae intendere, et ante omnia Lilybaeum tueri apparatu belli, edicto proposito ut socii navales decem dierum cocta cibaria ad naves deferrent et ubi signum datum esset ne quis moram conscendendi faceret, perque omnem oram qui ex speculis prospicerent adventantem hostium classem missis. Itaque quamquam de industria morati cursum navium erant Carthaginienses ut ante lucem accederent Lilybaeum, praesensum tamen est quia et luna pernox erat et sublatis armamentis veniebant. Extemplo datum signum ex speculis et in oppido ad arma conclamatum est et in naves conscensum; pars militum in muris portarumque in stationibus, pars in navibus erant. Et Carthaginienses, quia rem fore haud cum imparatis cernebant, usque ad lucem portu se abstinuerunt, demendis armamentis eo tempore aptandaque ad pugnam classe absumpto. Ubi inluxit, recepere classem in altum ut spatium pugnae esset exitumque liberum e portu naves hostium haberent. Nec Romani detractavere pugnam et memoria circa ea ipsa loca gestarum rerum freti et militum multitudine ac virtute.


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[leona] - [2008-04-18 23:34:25]

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