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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 47

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47. Hoc primum cum Hannibale proelium fuit; quo facile apparuit et equitatu meliorem Poenum esse et ob id campos patentes, quales sunt inter Padum Alpesque, bello gerendo Romanis aptos non esse. Itaque proxima nocte iussis militibus vasa silentio colligere castra ab Ticino mota festinatumque ad Padum est ut ratibus, quibus iunxerat flumen, nondum resolutis sine tumultu atque insectatione hostis copias traiceret. Prius Placentiam pervenere quam satis sciret Hannibal ab Ticino profectos; tamen ad sescentos moratorum in citeriore ripa Padi segniter ratem solventes cepit. Transire pontem non potuit, ut extrema resoluta erant tota rate in secundam aquam labente. Coelius auctor est Magonem cum equitatu et Hispanis peditibus flumen extemplo tranasse, ipsum Hannibalem per superiora Padi vada exercitum traduxisse, elephantis in ordinem ad sustinendum impetum fluminis oppositis. Ea peritis amnis eius vix fidem fecerint; nam neque equites armis equisque salvis tantam vim fluminis superasse veri simile est, ut iam Hispanos omnes inflati travexerint utres, et multorum dierum circuitu Padi vada petenda fuerunt qua exercitus gravis impedimentis traduci posset. Potiores apud me auctores sunt qui biduo vix locum rate iungendo flumini inventum tradunt; ea cum Magone equites [et] Hispanorum expeditos praemissos. Dum Hannibal, circa flumen legationibus Gallorum audiendis moratus, traicit gravius peditum agmen, interim Mago equitesque ab transitu fluminis diei unius itinere Placentiam ad hostes contendunt. Hannibal paucis post diebus sex milia a Placentia castra communivit et postero die in conspectu hostium acie directa potestatem pugnae fecit.


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[emiliano] - [2008-04-29 21:34:45]

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