Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 45

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 45

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45. His adhortationibus cum utrimque ad certamen accensi militum animi essent, Romani ponte Ticinum iungunt tutandique pontis causa castellum insuper imponunt: Poenus hostibus opere occupatis Maharbalem cum ala Numidarum, equitibus quingentis, ad depopulandos sociorum populi Romani agros mittit; Gallis parci quam maxime iubet principumque animos ad defectionem sollicitari. Ponte perfecto traductus Romanus exercitus in agrum Insubrium quinque milia passuum ab Victumulis consedit. Ibi Hannibal castra habebat; revocatoque propere Maharbale atque equitibus cum instare certamen cerneret, nihil unquam satis dictum praemonitumque ad cohortandos milites ratus, vocatis ad contionem certa praemia pronuntiat in quorum spem pugnarent: agrum sese daturum esse in Italia, Africa, Hispania, ubi quisque velit, immunem ipsi qui accepisset liberisque; qui pecuniam quam agrum maluisset, ei se argento satisfacturum; qui sociorum cives Carthaginienses fieri vellent, potestatem facturum; qui domos redire mallent, daturum se operam ne cuius suorum popularium mutatum secum fortunam esse vellent. Servis quoque dominos prosecutis libertatem proponit binaque pro his mancipia dominis se redditurum. Eaque ut rata scirent fore, agnum laeva manu, dextra silicem retinens, si falleret, Iovem ceterosque precatur deos ita se mactarent quemadmodum ipse agnum mactasset, et secundum precationem caput pecudis saxo elisit. Tum vero omnes, velut dis auctoribus in spem suam quisque acceptis, id morae quod nondum pugnarent ad potienda sperata rati, proelium uno animo et voce una poscunt.


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[leona] - [2008-04-18 21:04:37]

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