Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 34

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 34

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34. Perventum inde ad frequentem cultoribus alium, ut inter montanos, populum. Ibi non bello aperto sed suis artibus, fraude et insidiis, est prope circumventus. Magno natu principes castellorum oratores ad Poenum veniunt, alienis malis, utili exemplo, doctos memorantes amicitiam malle quam vim experiri Poenorum; itaque oboedienter imperata facturos; commeatum itinerisque duces et ad fidem promissorum obsides acciperet. Hannibal nec temere credendo nec asperando, ne repudiati aperte hostes fierent, benigne cum respondisset, obsidibus quos dabant acceptis et commeatu quem in viam ipsi detulerant usus, nequaquam ut inter pacatos composito agmine duces eorum sequitur. Primum agmen elephanti et equites erant; ipse post cum robore peditum circumspectans sollicitus omnia incedebat. Ubi in angustiorem viam et ex parte altera subiectam iugo insuper imminenti ventum est, undique ex insidiis barbari a fronte ab tergo coorti, comminus eminus petunt, saxa ingentia in agmen devolvunt. Maxima ab tergo vis hominum urgebat. In eos versa peditum acies haud dubium fecit quin, nisi firmata extrema agminis fuissent, ingens in eo saltu accipienda clades fuerit. Tunc quoque ad extremum periculi ac prope perniciem ventum est; nam dum cunctatur Hannibal demittere agmen in angustias, quia non, ut ipse equitibus praesidio erat, ita peditibus quicquam ab tergo auxilii reliquerat, occursantes per obliqua montani interrupto medio agmine viam insedere, noxque una Hannibali sine equitibus atque impedimentis acta est.


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OSTILITÀ i di DEGLI del nella ALPIGIANI

Giunse
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