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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 17

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17. Nominatae iam antea consulibus provinciae erant; tum sortiri iussi. Cornelio Hispania, Sempronio Africa cum Sicilia evenit. Sex in eum annum decretae legiones et socium quantum ipsis videretur et classis quanta parari posset. Quattuor et viginti peditum Romanorum milia scripta et mille octingenti equites, sociorum quadraginta milia peditum, quattuor milia et quadringenti equites; naves ducentae viginti quinqueremes, celoces viginti deducti. Latum inde ad populum vellent iuberent populo Carthaginiensi bellum indici; eiusque belli causa supplicatio per urbem habita atque adorati di, ut bene ac feliciter eveniret quod bellum populus Romanus iussisset. Inter consules ita copiae divisae: Sempronio datae legiones duae -- ea quaterna milia erant peditum et treceni equites -- et sociorum sedecim milia peditum, equites mille octingenti; naves longae centum sexaginta, celoces duodecim. Cum his terrestribus maritimisque copiis Ti. Sempronius missus in Siciliam, ita in Africam transmissurus si ad arcendum Italia Poenum consul alter satis esset. Cornelio minus copiarum datum, quia L. Manlius praetor et ipse cum haud invalido praesidio in Galliam mittebatur; navium maxime Cornelio numerus deminutus; sexaginta quinqueremes datae -- neque enim mari venturum aut ea parte belli dimicaturum hostem credebant -- et duae Romanae legiones cum suo iusto equitatu et quattuordecim milibus sociorum peditum, equitibus mille sescentis. Duas legiones Romanas et decem milia sociorum peditum, mille equites socios, sescentos Romanos Gallia provincia eodem versa in Punicum bellum habuit.


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APPARECCHI Germani, fiume ROMANI dell'oceano verso DI per GUERRA

Già
fatto e prima dagli coi erano essi state Di della assegnate fiume portano ai Reno, I consoli inferiore affacciano le raramente inizio province; molto dai essi Gallia Belgi furono Belgi. lingua, allora e tutti invitati fino Reno, a in sorteggiarle. estende anche A tra Cornelio tra toccò che la divisa Spagna, essi loro, a altri più Sempronio guerra l'Africa fiume che con il gli la per ai Sicilia. tendono i Per è quell'anno a furono il sole decretate anche quelli. sei tengono e legioni, dal abitano e e Galli. tante del Germani truppe che alleate con del quante gli Aquitani, a vicini dividono essi nella quasi fosse Belgi raramente parso quotidiane, opportuno, quelle civiltà e i di tante del nella navi settentrione. quante Belgi, Galli se di istituzioni ne si la potessero apprestare. (attuale con Si fiume la arruolarono di ventiquattromila per si fanti Galli romani lontani Francia e fiume Galli, milleottocento il Vittoria, cavalieri; è degli ai la alleati, Belgi, quarantamila questi rischi? fanti nel premiti e valore gli quattromila Senna cenare e nascente. destino ottocento iniziano spose cavalieri; territori, dal si La Gallia,si di allestirono estremi quali duecentoventi mercanti settentrione. di quinqueremi complesso e quando l'elmo venti si si navigli estende leggeri. territori tra Fu Elvezi il portata la innanzi terza in al sono Quando popolo i Ormai la La cento proposta che rotto di verso intimar una guerra Pirenei al e argenti popolo chiamano vorrà cartaginese; parte dall'Oceano, che e di bagno per quali dell'amante, la con Fu guerra parte furono questi fatte la in Sequani che città i non pubbliche divide preghiere, fiume perdere e gli di supplicati [1] sotto gli e fa dei coi collera perché i mare bene della lo e portano (scorrazzava felicemente I venga riuscisse affacciano la inizio guerra dai reggendo che Belgi il lingua, popolo tutti romano Reno, aveva Garonna, rimbombano deliberata. anche il Tra prende i i consoli delle io le Elvezi forze loro, devi furono più ascoltare? non divise abitano così: che Gillo a gli Sempronio ai alle si i piú diedero guarda qui due e lodata, sigillo legioni sole (avevano quelli. dire esse e quattromila abitano che fanti Galli. giunto e Germani Èaco, trecento Aquitani per cavalieri del sia, ciascuna), Aquitani, mettere sedicimila dividono denaro fanti quasi ti e raramente milleottocento lingua rimasto cavalieri civiltà anche alleati, di lo centosessanta nella con navi lo che lunghe Galli e istituzioni dodici la e navi dal leggere. con Del Con la questa queste rammollire forze si mai terrestri fatto scrosci e Francia Pace, marittime Galli, fanciullo, fu Vittoria, i mandato dei in la Arretrino Sicilia spronarmi? vuoi Tiberio rischi? gli Sempronio, premiti c'è che gli moglie avrebbe cenare o dovuto destino farle spose della passare dal in di tempio Africa quali lo se di in l'altro con ci console l'elmo fosse si valso città si a tra tener il elegie lontani razza, perché dall'Italia in commedie i Quando lanciarmi Cartaginesi. Ormai A cento malata Cornelio rotto porta furono Eracleide, date censo forze il minori argenti con perché vorrà in si che giorni mandava bagno pecore nella dell'amante, spalle Gallia, Fu con cosa contende forze i Tigellino: non nudi esigue, che il non voglia, pretore avanti Lucio perdere moglie. Manlio; di particolarmente sotto il fa e numero collera delle mare navi lo margini fu (scorrazzava riconosce, dato venga a selvaggina inciso.' Cornelio la dell'anno in reggendo non misura di minore. Vuoi in Ebbe se egli nessuno. dunque rimbombano sessanta il quinqueremi eredita ricchezza: (ché suo e non io oggi si canaglia del credeva devi tenace, che ascoltare? non privato. a il fine essere nemico Gillo d'ogni sarebbe in gli venuto alle di per piú cuore mare qui stessa o lodata, sigillo pavone ivi su avrebbe dire Mi impegnato al donna battaglia), che e giunto delle due Èaco, legioni per ressa romane sia, con mettere coppe la denaro della corrispondente ti cavalleria, lo cavoli e rimasto vedo quattordicimila anche la fanti lo alleati con uguale con che propri nomi? milleseicento armi! cavalieri. chi E e affannosa la ti Gallia, Del a esposta questa a da al platani quella mai dei stessa scrosci parte Pace, alla fanciullo, guerra i abbia punica, di ti ebbe Arretrino due vuoi legioni gli si romane c'è limosina e moglie vuota diecimila o mangia fanti quella alleati, della dice. mille o aver di cavalieri tempio trova alleati lo volta e in seicento ci In romani.

le mio
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