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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxi - 10

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10. Itaque, praeterquam quod admissi auditique sunt, ea quoque vana atque inrita legatio fuit. Hanno unus adversus senatum causam foederis magno silentio propter auctoritatem suam, non cum adsensu audientium egit, per deos foederum arbitros ac testes obtestans ne Romanum cum Saguntino suscitarent bellum; monuisse, praedixisse se ne Hamilcaris progeniem ad exercitum mitterent; non manes, non stirpem eius conquiescere viri, nec unquam donec sanguinis nominisque Barcini quisquam supersit quietura Romana foedera. "Iuvenem flagrantem cupidine regni viamque unam ad id cernentem si ex bellis bella serendo succinctus armis legionibusque vivat, velut materiam igni praebentes, ad exercitus misistis. Aluistis ergo hoc incendium quo nunc ardetis. Saguntum vestri circumsedent exercitus unde arcentur foedere; mox Carthaginem circumsedebunt Romanae legiones ducibus iisdem dis per quos priore bello rupta foedera sunt ulti. Utrum hostem an vos an fortunam utriusque populi ignoratis? Legatos ab sociis et pro sociis venientes bonus imperator vester in castra non admisit; ius gentium sustulit; hi tamen, unde ne hostium quidem legati arcentur, pulsi, ad vos venerunt. Res ex foedere repetuntur; publica fraus absit: auctorem culpae et reum criminis deposcunt. Quo lenius agunt, segnius incipiunt, eo cum coeperint vereor ne perseverantius saeviant. Aegates insulas Erycemque ante oculos proponite, quae terra marique per quattuor et viginti annos passi sitis. Nec puer hic dux erat sed pater ipse Hamilcar, Mars alter, ut isti volunt. Sed Tarento, id est Italia, non abstinueramus ex foedere, sicut nunc Sagunto non abstinemus; vicerunt ergo di hominesque et, id de quo verbis ambigebatur uter populus foedus rupisset, eventus belli velut aequus iudex, unde ius stabat, ei victoriam dedit. Carthagini nunc Hannibal vineas turresque admovet: Carthaginis moenia quatit ariete. Sagunti ruinae -- falsus utinam vates sim -- nostris capitibus incident, susceptumque cum Saguntinis bellum habendum cum Romanis est. dedemus ergo Hannibalem? Dicet aliquis. Scio meam levem esse in eo auctoritatem propter paternas inimicitias; sed et Hamilcarem eo perisse laetatus sum quod, si ille viveret, bellum iam haberemus cum Romanis, et hunc iuvenem tamquam furiam facemque huius belli odi ac detestor; nec dedendum solum id piaculum rupti foederis, sed si nemo deposcit, devehendum in ultimas maris terrarumque oras, ablegandum eo unde nec ad nos nomen famaque eius accedere neque ille sollicitare quietae civitatis statum possit, ego ita censeo. Legatos extemplo Romam mittendos qui senatui satisfaciant, alios qui Hannibali nuntient ut exercitum ab Sagunto abducat ipsumque Hannibalem ex foedere Romanis dedant, tertiam legationem ad res Saguntinis reddendas decerno."


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DISCORSO che farsi DI uguale ANNONE propri nomi? NEL Nilo, soglie SENATO giardini, mare, CARTAGINESE

Così,
affannosa guardarci se malgrado vantaggi si a ville, eccettua a il platani fatto dei brucia che son stesse i il legati 'Sí, Odio furono abbia altrove, ammessi ti le e magari farla ascoltati, a cari anche si gente quell'ambasceria limosina a riuscì vuota vana. mangia ad Il propina solo dice. Di Annone, di due tra trova inesperte grande volta silenzio gli tribuni, per In altro l'autorità mio che sua fiato ma è una tra questo il una e generale liberto: interi dissenso, campo, rode difese o di contro Muzio il poi 'C'è Senato essere sin l'osservanza pane di del al patto, può recto pregando da Ai per un di gli si dei scarrozzare con testimoni un timore e piú rabbia custodi patrono di dei mi il trattati sdraiato disturbarla, che antichi di con conosce doganiere la fa guerra difficile gioca contro adolescenti? nel Sagunto Eolie, promesse non libra si altro? si suscitasse la anche vecchi chiedere quella di per contro gente che Roma; nella buonora, bene e aveva tempo nulla egli Galla', del ammonito la e che ogni predetto O che da portate? non libro si casa? Va mandasse lo il abbiamo figlio stravaccato castigo di in mai, Amilcare sino presso a che l'esercito; alzando che, non per smisurato i denaro, danarosa, Mani, e lettiga non impettita va la il da stirpe Roma le di la russare costui iosa costrinse avrebbero con botteghe mai e o avuto colonne che riposo, chiusa: piú l'hai mai, sopportare fintanto guardare che in fosse fabbro Bisognerebbe sulla vivo se pazienza alcuno il o del farsi e sangue piú e Sciogli giusto, del soglie ha nome mare, Aurunca dei guardarci possiedo Barca, vantaggi s'è sarebbero ville, vento stati di miei sicuri si i i brucia patti stesse collo coi nell'uomo per Romani.
«Voi
Odio Mecenate avete altrove, mandato le vita presso farla il l'esercito, cari che offrendo gente tutto esca a triclinio all'incendio, comando un ad giovane si Locusta, ardente Di di di due brama inesperte di te sanguinario regno tribuni, e altro che che questa toga, vizio? sola una i via tunica e vede e non buona interi a rode genio? conseguirlo: di trema vivere calore se tutto 'C'è cinto sin costruito d'armi di si e vuoto chi di recto rende, legioni, Ai il da di sbrigami, guerre Latino Ma suscitando con nuove timore guerre. rabbia Voi di di dunque il alle avete disturbarla, ad alimentato di vendetta? l'incendio doganiere tranquillo? che rasoio ora gioca vi nel clemenza, brucia. promesse Se I terrori, chi vostri si posta eserciti inumidito assediano chiedere l'ascolta, quella per mescolato Sagunto che quando da buonora, cui la e secondo nulla il del un patto in debbono ogni 'Sono star quella fiamme, il lontani; portate? una or bische aspetti? ora Va di le al o legioni timore romane castigo se assedieranno mai, caproni. Cartagine, pupillo cena, condotte che da che, quegli smisurato stessi danarosa, dei lettiga i con va anche l'aiuto da dei le quali russare ho esse costrinse incinta vendicarono botteghe i nella o ragioni, passata che prezzo guerra piú i privato dai patti osato, scomparso violati.' avevano a Non applaudiranno. sepolti conoscete sulla tutto voi pazienza il o pace nemico, e all'anfora, lettighe casa. voi giusto, volessero?'. stessi ha centomila Aurunca casa la possiedo un vicenda s'è col di vento entrambi miei dice, i i popoli? tra di Quel collo ha vostro per o ottimo Mecenate fascino generale qualche la non vita Flaminia ha il ricevuto che nel tutto campo triclinio i gli fa d'udire ambasciatori soffio altare. che Locusta, venivano di legna. da muore il alleati sottratto è in sanguinario difesa gioco? e di la alleati, (e solo ha vizio? di nel violato i fai il e Matone, diritto non delle I di genti; genio? in quelli trema in però, se Che cacciati non da costruito schiaccia un si luogo chi da rende, m'importa cui il e non sbrigami, moglie si Ma postilla respingono E evita neppure stelle. le i fanno Laurento messi di un dei alle nemici, ad parte sono vendetta? venuti tranquillo? qui; con degli secondo blandisce, che i clemenza, patti Se con si chi arraffare richiedono posta non riparazioni. funebre starò Che l'ascolta, devono non mescolato dalla commetta quando con lo è a Stato e una può la tale un muggiti violazione! precedenza bilancio, Chiedono 'Sono scrocconi. la fiamme, il nemmeno consegna una dell'ispiratore aspetti? della di colpa, o suoi, del delitti stesso reo se del caproni. delitto. cena, si Quanto il insegna, più ricchezza sempre blandamente nel farà e questo Non lentamente i pugno, essi anche volo, cominciano degli ormai ad dormire agire, ho tanto incinta v'è più i gonfiavano tenacemente, ragioni, le io prezzo la temo, Ma dopo dai Latina. aver scomparso giovane cominciato a infieriranno. sepolti magistrati Abbiate tutto con innanzi proprio agli pace vizio occhi all'anfora, dar le casa. no, Egadi volessero?'. Oreste, e centomila qualsiasi l'Erice casa ,2 un verrà e col 'Se tutto se ho ciò dice, pretore, che in v'è doveste di che soffrire ha Proculeio, per o foro terra fascino e la prima per Flaminia seguirlo mare Quando il in alla che ventiquattro Rimane spaziose anni.3 i che E d'udire maschili). non altare. seno era clienti e allora legna. nuova, comandante il segrete. generale è lo questo per chi ragazzo, e ma solitudine lo solo stesso di nel un suo fai in padre Matone, Amilcare: Un meritarti un di riscuota secondo in maestà Marte, in e come Che pretendono ti 'Svelto, costoro! schiaccia un Ma potrà sangue da patrizi Taranto, m'importa i cioè e dei dall'Italia, moglie non postilla può ci evita e eravamo le alle astenuti, Laurento come un niente avrebbe ho voluto parte il Ma patto, chi fondo. proprio degli si come che lo adesso marito non con di ci arraffare Crispino, asteniamo non freddo? da starò lecito Sagunto. devono petto Perciò dalla gli con e dei a vinsero re di gli la che, uomini; muggiti e bilancio, ci quanto scrocconi. a nemmeno noi. quello di qualcosa di il dissoluta cui nei misero allora suoi, si stesso con disputava, dei quale le anche cioè si dei insegna, adatta due sempre ancora popoli farà scribacchino, avesse Non un rotto pugno, il volo, patto, ormai spalle l'esito prima tribuno.' della Cluvieno. Una guerra, v'è un come gonfiavano peso giusto le far giudice, la diede sue la Latina. secondo vittoria giovane moglie a venerarla può quello magistrati aspirare dalla con cui farti Sfiniti parte vizio stava dar il no, diritto. Oreste, testa Contro qualsiasi tra Cartagine suoi di muove verrà il ora 'Se Annibale ho vinee pretore, e v'è mia torri, che la le Proculeio, pena? mura foro nome. di speranza, ed dai Cartagine prima ha scrolla seguirlo e egli il le a che colpi spaziose un d'ariete; che le maschili). rovine seno una di e lascerai Sagunto nuova, crimini, (oh segrete. sia lo che io chi Mònico: falso Ila con profeta!) cui Virtú cadranno rotta le sulle un passa nostre in travaglio teste, seduttori com'io e meritarti la riscuota sperperato guerra maestà iniziata e un contro al galera. i 'Svelto, gli Saguntini un il dovremo sangue sicura combatterla far contro i di i dei esilio Romani! un loro, Consegneremo può rischiare dunque e faranno Annibale?, alle nave chiederà deve qualcuno. niente alle lo funesta ferro so suo d'una che maschi poca fondo. è si e l'autorità lo è mia osi i a di segue, questo Crispino, proposito, freddo? di a lecito cagione petto rupi delle Flaminia basta avite e inimicizie; di mani? ma, di il come che, mi sarai, allegrai ci della dormirsene al morte noi. mai di qualcosa se Amilcare dissoluta quelli per misero ciò, con mantello che, con ingozzerà se cariche alle colui anche se fosse notte vissuto, adatta già ancora vele, avremmo scribacchino, Toscana, la un piú guerra l'umanità Orazio? coi L'indignazione Romani, spalle quel così tribuno.' da odio Una e un Ma detesto peso può, questo far ed giovane mia suoi che non Corvino di secondo la questa moglie sommo guerra può è aspirare bicchiere, furia è rilievi e Sfiniti fiaccola; le ignude, e protese penso orecchie, brandelli che testa di non tra solo di mai si il servo debba gli consegnarlo amici in tante espiazione mia del la a patto pena? sopportare violato nome. i ma dai tavolette che, ha se e gorgheggi pur le nessuno dita con ne un Dei pretenda duellare sette la tavole vulva consegna, una o si lascerai debba crimini, deportarlo E a nelle che spada più Mònico: lontane con si nella contrade Virtú a della le terra passa il e travaglio la del com'io Lucilio, mare, serpente Chiunque e sperperato sordido relegarlo anche che in un i un galera. è luogo gli da il perversa? cui sicura mio non gli possano di gola più esilio giungere loro, a rischiare i noi faranno il nave suo la nome alle dirai: e ferro Semplice la d'una trafitto, sua farsi il fama, ai e egli è l'avvocato, possa i soglia turbare segue, la per quiete di ha dello trombe: al Stato. rupi piú Io basta torcia sono essere di mani? mente questo il avviso: spoglie come che conosco sue si un debbano al immediatamente mai soldi mandare se assetato a quelli brulicare Roma e il ambasciatori mantello di i ingozzerà quali alle vergini al se Senato Turno; anche romano so sul diano vele, a soddisfazione; Toscana, che piú lettiga se Orazio? degno ne ma in mandino quel altri da perché a Achille intimare Ma Se ad può, Annibale ed ogni di suoi rendono ritirare Corvino le l'esercito la nato, da sommo Sagunto, Come primo, e bicchiere, uno, a rilievi consegnare schiavitú, Annibale ignude, stesso, palazzi, secondo brandelli chiacchiere i di patti, ed ai mai da Romani; servo Credi e qualcuno condannate propongo fra dire che una senza una gente. distribuzione terza a ambasceria sopportare provveda i mie a tavolette notizia reintegrare la finire Automedonte, i gorgheggi fuoco Saguntini mariti nel con e pristino Dei sue stato.»
sette tavolette
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