Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 27

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 27

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27. Consules ad hostes transgresso Appennino in agrum Sentinatem pervenerunt; ibi quattuor milium ferme intervallo castra posita. Inter hostes deinde consultationes habitae atque ita convenit ne unis castris miscerentur omnes neve in aciem descenderet simul; Samnitibus Galli, Etruscis Umbri adiecti. Dies indicta pugnae; Samniti Gallisque delegata pugna; inter ipsum certamen Etrusci Umbrique iussi castra Romana oppugnare. Haec consilia turbarunt transfugae Clusini tres clam nocte ad Fabium consulem transgressi, qui editis hostium consiliis dimissi cum donis, ut subinde ut quaeque res nova decreta esset exploratum perferrent. Consules Fulvio ut ex Falisco, Postumio ut ex Vaticano exercitum ad Clusium admoveant summaque vi fines hostium depopulentur, scribunt. Huius populationis fama Etruscos ex agro Sentinate ad suos fines tuendos movit. Instare inde consules, ut absentibus iis pugnaretur. Per biduum lacessiere proelio hostem; biduo nihil dignum dictu actum; pauci utrimque cecidere, magisque inritati sunt ad iustum certamen animi quam ad discrimen summa rerum adducta. Tertio die descensum in campum omnibus copiis est. Cum instructae acies starent, cerva fugiens lupum e montibus exacta per campos inter duas acies decurrit; inde diversae ferae, cerva ad Gallos, lupus ad Romanos cursum deflexit. Lupo data inter ordines via; cervam Galli confixere. Tum ex antesignanis Romanus miles "illac fuga" inquit "et caedes vertit, ubi sacram Dianae feram iacentem videtis; hinc victor Martius lupus, integer et intactus, gentis nos Martiae et conditoris nostri admonuit." dextro cornu Galli, sinistro Samnites constiterunt. Adversus Samnites Q. Fabius primam ac tertiam legionem pro dextro cornu, adversus Gallos pro sinistro Decius quintam et sextam instruxit; secunda et quarta cum L. Volumnio proconsule in Samnio gerebant bellum. Primo concursu adeo aequis viribus gesta res est ut, si adfuissent Etrusci et Umbri aut in acie aut in castris, quocumque se inclinassent, accipienda clades fuerit.


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