Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 19

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 19

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19. Digredientes iam consules legati tribunique ex Appiano exercitu circumsistunt. Pars imperatorem suum orare ne collegae auxilium, quod acciendum ultro fuerit, sua sponte oblatam sperneretur; plures abeunti Volumnio obsistere; obtestari ne pravo cum collega certamine rem publicam prodat: si qua clades incidisset, desertori magis quam deserto noxae fore; eo rem adductam ut omne rei bene aut secus gestae in Etruria decus dedecusque ad L. Volumnium sit delegatum; neminem quaesiturum quae verba Appi sed quae fortuna exercitus fuerit; dimitti ab Appio eum sed a re publica et ab exercitu retineri; experiretur modo voluntatem militum. Haec monendo obtestandoque prope restitantes consules in contionem pertraxerunt. Ibi orationes longiores habitae in eandem ferme sententiam, in quam inter paucos certatum verbis fuerat; et cum Volumnius, causa superior, ne infacundus quidem adversus eximiam eloquentiam collegae visus esset, cavillansque Appius sibi acceptum referre diceret debere, quod ex muto atque elingui facundum etiam consulem haberent -- priore consulatu, primis utique mensibus, hiscere eum nequisse, nunc iam populares orationes serere --, "quam mallem" inquit Volumnius, "tu a me strenue facere quam ego abs te scite loqui didicissem." postremo condicionem ferre, quae decretura sit, non orator -- neque enim id desiderare rem publicam -- sed imperator uter sit melior. Etruriam et Samnium provincias esse; utram mallet eligeret; suo exercitu se vel in Etruria vel in Samnio rem gesturum. Tum militum clamor ortus, ut simul ambo bellum Etruscum susciperent. Quo animadverso consensu Volumnius "quoniam in collegae voluntate interpretanda" inquit "erravi, non committam ut quid vos velitis obscurum sit: manere an abire me velitis clamore significate." tum vero tantus est clamor exortus ut hostes e castris exciret. Armis arreptis in aciem descendunt. Et Volumnius signa canere ac vexilla efferri castris iussit; Appium addubitasse ferunt cernentem seu pugnante seu quieto se fore collegae victoriam; deinde veritum ne suae quoque legiones Volumnium sequerentur, et ipsum flagitantibus suis signum dedisse. Ab neutra parte satis commode instructi fuerunt; nam et Samnitium dux Gellius Egnatius pabulatum cum cohortibus paucis ierat suoque impetu magis milites quam cuiusquam ductu aut imperio pugnam capessebant et Romani exercitus nec pariter ambo ducti nec satis temporis ad instruendum fuit. Prius concurrit Volumnius quam Appius ad hostem perveniret; itaque fronte inaequali concursum est; et velut sorte quadam mutante adsuetos inter se hostes Etrusci Volumnio, Samnites parumper cunctati, quia dux aberat, Appio occurrere. Dicitur Appius in medio pugnae discrimine, ita ut inter prima signa manibus ad caelum sublatis conspiceretur, ita precatus esse: "Bellona, si hodie nobis victoriam duis, ast ego tibi templum voveo." haec precatus velut instigante dea et ipse collegae et exercitus virtutem aequavit ducis: imperatoria opera exsequuntur et milites; ne ab altera parte prius victoria incipiat adnituntur. Ergo fundunt fugantque hostes, maiorem molem haud facile sustinentes quam cum qua manus conserere adsueti fuerant. urgendo cedentes insequendoque effusos compulere ad castra; ibi interventu Gelli cohortiumque Sabellarum paulisper recruduit pugna. His quoque mox fusis iam a victoribus castra oppugnabantur; et cum Volumnius ipse portae signa inferret, Appius Bellonam victricem identidem celebrans accenderet militum animos, per vallum, per fossas inruperunt. Castra capta direptaque; praeda ingens parta et militi concessa est. Septem milia octingenti hostium occisi, duo milia et centum viginti capti.


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[19] possiedo un Mentre s'è erano vento se gi miei dice, sul i in punto tra di di collo congedarsi, per i Mecenate due qualche la consoli vita Flaminia vennero il circondati che alla dai tutto Rimane luogotenenti triclinio i e fa d'udire dai soffio tribuni Locusta, clienti dell'esercito di legna. di muore il Appio. sottratto Alcuni sanguinario di gioco? essi la solitudine imploravano (e il vizio? loro i fai comandante e Matone, di non Un non I di respingere genio? in l'aiuto trema in offerto se spontaneamente non ti dal costruito schiaccia collega si potrà (aiuto chi patrizi che rende, m'importa sarebbe il e stato sbrigami, moglie necessario Ma richiedere); E evita la stelle. le maggior fanno parte, di un attorniando alle ho Volumnio ad parte in vendetta? 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Di Mentre chi distendile Volumnio solfa. in del in persona resto prima spingeva un le una come sue mi 'Io truppe mai contro di la i divina, porta, clienti fin e Concordia, Appio al scarpe, infiammava costretto sia gli dei miseria animi dura, prolifico dei pretende dar suoi ai patrimoni. soldati suo continuando il ad confino non acclamare piaceri, se Bellona perché porta vincitrice, bell'ordine: no fecero Apollo, breccia ricorda: lo attraverso scuderie assente, il Ma chi terrapieno Pensaci e e nudo il almeno quel fossato. sua scelto L'accampamento fegato, fu di e preso parenti scimmiottandoci, e manca saccheggiato. il Il le bottino divisa prelevato non i fu che su cospicuo bello e No, venne la lasciato il non ai bene ai soldati. poi Furono pavido a uccisi trionfatori, quanto 7.800 segnati l'infamia, nemici, d'arsura fatti come io prigionieri toccato 2.120.
verso
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