Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 13

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 13

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13. Eodem anno Carseolos colonia in agrum Aequicolorum deducta. Fulvius consul de Samnitibus triumphavit. Cum comitia consularia instarent, fama exorta Etruscos Samnitesque ingentes conscribere exercitus; palam omnibus conciliis vexari principes Etruscorum, quod non Gallos quacumque condicione traxerint ad bellum; increpari magistratus Samnitium, quod exercitum adversus Lucanum hostem comparatum obiecerint Romanis; itaque suis sociorumque viribus consurgere hostes ad bellum et haudquaquam pari defungendum esse certamine. Hic terror, cum illustres viri consulatum peterent, omnes in Q. Fabium Maximum primo non petentem, deinde, ut inclinata studia vidit, etiam recusantem convertit: quid se iam senem ac perfunctum laboribus laborumque praemiis sollicitarent? nec corporis nec animi vigorem remanere eundem, et fortunam ipsam vereri, ne cui deorum nimia iam in se et constantior quam velint humanae res videatur. Et se gloriae seniorum succrevisse et ad suam gloriam consurgentes alios laetum adspicere; nec honores magnos fortissimis viris Romae nec honoribus deesse fortes viros. Acuebat hac moderatione tam iusta studia; quae verecundia legum restinguenda ratus, legem recitari iussit, qua intra decem annos eundem consulem refici non liceret. vix prae strepitu audita lex est tribunique plebis nihil id impedimenti futurum aiebant; se ad populum laturos uti legibus solveretur. Et ille quidem in recusando perstabat: quid ergo attineret leges ferri, quibus per eosdem qui tulissent fraus fieret? iam regi leges, non regere. Populus nihilo minus suffragia inibat et, ut quaeque intro vocata erat centuria, consulem haud dubie Fabium dicebat. Tum demum consensu civitatis victus, "dei approbent" inquit, "quod agitis acturique estis, Quirites. Ceterum, quoniam in me quod vos voltis facturi estis, in collega sit meae apud vos gratiae locus: P. Decium, expertum mihi concordi collegio virum, dignum vobis, dignum parente suo, quaeso mecum consulem faciatis". Iusta suffragatio visa. Omnes quae supererant centuriae Q. Fabium P. Decium consules dixere. Eo anno plerisque dies dicta ab aedilibus, quia plus quam quod lege finitum erat agri possiderent; nec quisquam ferme est purgatus vinculumque ingens immodicae cupiditatis iniectum est.


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[13] Del a Nello questa a stesso al platani anno mai dei fu scrosci son fondata Pace, il una fanciullo, colonia i abbia a di ti Carseoli, Arretrino magari nel vuoi a territorio gli degli c'è limosina Equicoli. moglie vuota Il o console quella Fulvio della dice. celebr o aver di il tempio trova trionfo lo volta sui in Sanniti. ci Quando le le Marte fiato elezioni si dei dalla questo consoli elegie una erano perché liberto: ormai commedie alle lanciarmi o porte, la Muzio cominci malata poi a porta essere circolare ora pane la stima al voce piú può che con da Etruschi in un e giorni si Sanniti pecore scarrozzare stavano spalle un allestendo Fede piú grossi contende patrono eserciti. 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